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il presidente del lei festival di cagliari, primo in graduatoria 

«È un metodo sbagliato ma se corro voglio vincere»

«È un metodo sbagliato ma se corro voglio vincere»

SASSARI. Il suo è il dito più veloce della Sardegna. Il suo click è stato il primo ad arrivare a destinazione e ad aggiudicarsi i 60mila euro messi a disposizione dalla Regione. Luca Sorrentino è il...

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SASSARI. Il suo è il dito più veloce della Sardegna. Il suo click è stato il primo ad arrivare a destinazione e ad aggiudicarsi i 60mila euro messi a disposizione dalla Regione. Luca Sorrentino è il presidente della Compagnia B, organizzatrice del Lei Festival, che non è una kermesse del piccolo centro del Marghine, ma un festival che si svolge a Cagliari da cinque anni. Lei sta per lettura, emozione, intelligenza. L’ultima tappa dell’edizione 2020 si è svolta ieri, tutto in streaming causa Covid. «Concordo con Fresu – dice Sorrentino –. Il metodo del click non è adatto per assegnare contributi, ancora meno per la cultura. Detto questo, una volta che abbiamo visto che il bando era strutturato così e abbiamo deciso di partecipare, lo abbiamo fatto per vincere». E sono riusciti nell’obiettivo. «Mi aspettavo di essermi piazzato bene, la Pec l’ho inviata alle 8.00, di meglio non si poteva fare». Sorrentino ammette che ce l’ha messa tutta per portare a casa il risultato. «Non sono un cliccatore professionista, come ne esistono forniti dalle aziende. Ma sono in ingegnere e ho un approccio metodico. Ma soprattutto abbiamo vinto il bando perché ne abbiamo perso altri tre. Quello della Città metropolitana, il bando prestiti della Regione, quello di Sardegna Lavoro. Tutti con il click».

Insomma, il Lei Festival è uno dei 22 destinatari dei fondi. Un posizionamento che rischia di mettere in cattiva luce chi ha vinto rispetto a chi è rimasto fuori dalla graduatoria. «Ma siamo in buona compagnia. C’è la Cedac, il Marina Café Noir, Jazz in Sardegna. Il vero problema è che erano in palio pochi fondi. Solo 750mila euro: con 60mila a testa avrebbero potuto finanziarne appena 13. Hanno scelto di dare il contributo a pieno a 11 e il 28 per cento ad altre 11. Ma ne sono rimaste fuori più di 140. Qualsiasi criterio avrebbe penalizzato gli altri. Con i punteggi sarebbero entrati i festival tradizionali, solo i primi 13. La stessa cosa successe l’anno scorso. Quelli tagliati fuori avevano protestato e così hanno aggiunto 6 milioni. Speriamo lo rifacciano». (al.pi.)

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