La Nuova Sardegna

Sulla serie tv Fargo Tempio è una città violenta: mezza Gallura si ribella

di Giuseppe Pulina
Sulla serie tv Fargo Tempio è una città violenta: mezza Gallura si ribella

Il regolamento di conti tra la Sardegna e la serie tv “Fargo 3” ha un nuovo capitolo

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TEMPIO. Il regolamento di conti tra la Sardegna e la serie tv “Fargo 3” ha un nuovo capitolo. Non solo c’è la protesta dei sardi che si chiamano Fadda di cognome, ma a questa ora si aggiunge anche la stizzita reazione dei tempiesi che hanno visto citare a sproposito la loro città in uno degli episodi della serie tv che sta andando in onda in questi giorni su Sky Atlantic. Nella serie Salvatore Esposito interpreta Gaetano, il più violento dei fratelli Fadda, che ha un conto in sospeso con il fratello Josto, al quale contende il controllo della banda e della famiglia, e per metterlo in guardia gli ricorda che «Noi siamo i Fadda, la famiglia che ha sterminato i macellai di Tempio Pausania». Il fatto sarebbe avvenuto nei primi decenni del ‘900, ma di questo, come di altri singolari eventi raccontati nella nuova stagione di “Fargo”, non c’è traccia nella storia reale.

Chi ama le serie tv o ha una predilezione speciale per i fratelli Coen deve avere provato un’emozione particolare quando ha appreso che in uno degli episodi della serie televisiva prodotta dalla geniale copia di registi statunitensi è spuntato fuori all’improvviso Tempio Pausania. Il nome della città gallurese fa capolino nella quarta puntata dell’ultima stagione di “Fargo”. Ma la sorpresa dei cinefili tempiesi è però durata poco: giusto il tempo di scoprire che il nome della città era stato associato a un fatto di sangue di cui c’è poco da essere orgogliosi. Gaetano Fadda, interpretato da Salvatore Esposito, l’attore napoletano da tutti conosciuto e apprezzato per il ruolo di Genny Savastano in “Gomorra”, altro titolo di punta della programmazione della tv di Murdoch, è uno dei membri della famiglia malavitosa che, secondo la fervida fantasia degli sceneggiatori, è, come lascia intendere chiaramente il cognome, di origine sarda. Insomma, uno dei personaggi meno raccomandabili di tutta la serie. Ed è lui a farsi vanto di questa fantomatica strage di Tempio.

Se la si vuole dire proprio tutta, il banditismo era allora ancora presente, ma circoscritto soprattutto alla Barbagia. La pace tra le famiglie più “turbolente” dell’alta Gallura avevano da anni risolto il problema delle faide, e il nord est della Sardegna, se non sicurissimo, poteva dirsi però meno pericolosa di un tempo. È, quindi, chiaro che “Fargo 3” non dice la verità su Tempio, ma questo vale anche per altri elementi su cui è stata costruita la trama della nuova stagione. Quali fatti possano avere acceso la fantasia degli sceneggiatori, inducendoli a scegliere proprio Tempio è un mistero.

Potrebbe essere stata l’eco di qualche fatto di sangue verificatosi a Tempio negli ultimi anni, la cui risonanza, fattasi internazionale, potrebbe aver suscitato l’attenzione dei creativi di Fargo? O qualche altro episodio cruento, vecchio di secoli, come la strage di metà '700 in cui persero la vita 18 persone, una terribile mattanza che avrebbe poi spinto il responsabile a far erigere la chiesetta del Purgatorio come atto di pentimento? Opzione ancor più discutibile, perché bisognerebbe immaginare una passione per la storia sarda e gallurese che sarebbe altamente improbabile ritrovare oltreoceano. Quel che è certo è che a tanti tempiesi non è andata giù la citazione della città in una fiction i cui ideatori dicono di ispirarsi a storie vere che di fittizio avrebbero solo i nomi dei protagonisti. Anche a Tempio ci sono poi famiglie che si chiamano Fadda di cognome: una piccola rappresentanza di quei 1650 nuclei familiari che, sparsi su tutta l’isola, portano lo stesso cognome, uno dei cognomi sardi più diffusi anche oltre Tirreno.

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