La Nuova Sardegna

Coronavirus, screening per l’isola con 2 milioni di test

di Claudio Zoccheddu
Coronavirus, screening per l’isola con 2 milioni di test

La Regione annuncia l’avvio di un piano di tamponi a tappeto e la collaborazione con Crisanti. Temussi: ridurremo i contagi

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SASSARI. Il piano è ambizioso, anche perché in Italia non si è mai visto niente di simile. La strada che Ares/Ats ha deciso di intraprendere per combattere la diffusione del Sars-Cov-2 è quella dello screening dell’intera popolazione dell’isola, con un piano di “tamponamento” a tappeto che prevede l’utilizzo di 2 milioni e 100mila test orofaringei già ordinati e aggiudicati tramite una gara bandita da Invitalia. La prima tranche della fornitura porterà in Sardegna poco meno di un milione di test. Una volta effettuati, la dotazione verrà completata con il secondo “carico”. Prima della Sardegna solo la provincia autonoma di Bolzano aveva provato una soluzione simile, sebbene rapportata ad un popolazione molto inferiore e ad un territorio decisamente meno esteso. Nel resto del mondo, l’esempio era arrivato dalla Corea del sud, che aveva contenuto la prima ondata dell’epidemia mettendo in campo un enorme quantità di tamponi sin dalle primissime fasi dell’emergenza, accompagnata da un sofisticato sistema elettronico di tracciamento dei contatti. Il risultato era stato un crollo dei contagi. Per dirla con i numeri, quando ad aprile l’Italia (60 milioni di abitanti) contava 110mila contagiati, la Corea del Sud (51 milioni di abitanti) ne aveva meno di 10mila.

Il piano. La strategia d’azione la descrive il commissario straordinario dell’Ares/Ats, Massimo Temussi: «I test rapidi saranno distribuiti nel territorio seguendo le indicazioni dell’osservatorio epidemiologico dell’assessorato regionale alla Sanità e verranno utilizzati per mappare i territori». Il commissario di Ares/Ats, poi, spiega quali siano le finalità di un progetto ambizioso e anche molto costoso: «Finalmente riusciremo a spostare le attenzioni sul territorio con un piano di prevenzione strutturato e in grado di sgravare gli ospedali dalla pressione che stanno subendo in questi giorni. Individuando preventivamente i positivi – conclude Temussi – riusciremo a limitare i contagi e quindi a bloccare la diffusione del virus prima che possa diventare un problema delle strutture sanitarie». Il “modello Sardegna” si avvarrà di postazioni diffuse sul territorio e con la collaborazione delle strutture sanitarie e dei medici militari mentre il piano è stato descritto nel dettaglio dal governatore, Christian Solinas: «La prossima settimana inizieranno le consegne. Si tratta di tamponi rapidi di due tipologie: il primo tipo, del quale sono in arrivo 800 mila pezzi, è un tampone orofaringeo rapidi rapido in grado di fornire l'esito entro 13 minuti. Costano 1,29 euro l'uno – spiega Solinas –. In arrivo anche 200 mila test antigenici rapidi, sempre 13 minuti di attesa, che effettuano l'analisi del campione tramite un piccolo apparecchio elettrico, del costo complessivo di 3,63 euro l'uno. Il grado di affidabilità è altissimo. I tamponi del primo tipo possono essere utilizzati anche all'aperto, in qualsiasi tipo di postazione, mentre i secondi necessitano di corrente elettrica». Il governatore ha poi confermato la notizia anticipata ieri dalla “Nuova”. «Per implementare questo progetto e creare un vero e proprio »modello Sardegna ci avvarremo del Prof. Andrea Crisanti, che ha scelto di collaborare con noi spendendo parole di apprezzamento per quanto abbiamo fatto in questi mesi».

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