Il dibattito sul PIano Casa
Confindustria: legge equilibrata Italia Nostra: è un salto nel buio
CAGLIARI. Sul Piano casa sono agli antipodi. La Confindustria è d’accordo, Italia Nostra contraria. La loro è una contrapposizione storica, scontata. Confindustria. Per il presidente Maurizio De...
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CAGLIARI. Sul Piano casa sono agli antipodi. La Confindustria è d’accordo, Italia Nostra contraria. La loro è una contrapposizione storica, scontata.
Confindustria. Per il presidente Maurizio De Pascale la bozza del disegno di legge in discussione «va nella direzione giusta», perché è «equilibrato, rispettoso delle esigenze dell’ambiente, delle aziende e dei cittadini», e poi sarà «di facile lettura e applicazione». Fatta questa premessa, la critica di Confindustria è soprattutto verso «una sempre evidente cultura del no a prescindere» e invece «bisogna uscire da questo schema, per entrare in una logica di riflessione, perché l'urbanistica è per definizione trasformazione: bisogna solo inquadrarla secondo le direttrici più corrette». Per Confindustria, ad esempio, il Piano casa «privilegia gli interventi sul patrimonio edilizio esistente, con l’utilizzo di materiali locali ed ecocompatibili, e una particolare attenzione alla qualità delle costruzioni, non alla quantità». E visto che sono questi i veri e unici obiettivi del Piano – aggiunge De Pascale – «oggi quindi può cadere anche il tabù dei 300 metri dalla battigia che finora è stato invece più di un alibi per i cultori del no a prescindere dal voler esaminare i singoli casi, perché una costruzione è bella o brutta al di là della sua collocazione entro la fascia costiera». E infatti Confindustria ricorda che anche «la legge urbanistica della giunta di centrosinistra prevedeva la riqualificazione degli alberghi all’interno della fascia dei 300 metri, ma poi non s’è fatto nulla per l’ennesimo sopravvento dei signori del no, contrari sempre a qualsiasi cambiamento». Ma perché concedere i bonus, come previsto dall’ultimo Piano della giunta Solinas, anche alle seconde case dentro o fuori i 300 metri? «Perché questo disegno di legge non è rivolto solo al turismo e alle strutture ricettive, ma all’intera edilizia e quindi le case non possono essere escluse». Dopo aver auspicato che al più presto sia discussa e approvata una vera legge urbanistica, «è indispensabile per la ripresa sviluppo», Confindustria conferma di aver sollevato alcune osservazioni sul Piano casa del centrodestra. La prima: «Quando si parla di incrementi per le strutture ricettive, crediamo che si debba lasciare al libero mercato, non a uno a più articoli del disegno di legge, la possibilità di aumentare la superficie delle camere o quella dei servizi comuni». La seconda osservazione: «Per tutti quegli interventi che comporteranno modifiche alle strutture, insistiamo perché sia prevista una verifica strutturale degli edifici, perché in futuro non ci possano essere dubbi sull’idoneità delle modifiche».
Italia Nostra. Per l’associazione ambientalista, invece, questo Piano casa «è un salto indietro di quasi un secolo», essendo un «intervento finalizzato da oggi al 2023 a cancellare tutte le regole esistenti fino a provocare effetti devastanti sul territorio». Per poi sottolineare: «È un via libera tutti alle costruzioni abusive in campagna, oppure, grazie ai bonus edilizi addirittura del 50 per cento, rovescerà milioni di metri cubi dovunque e soprattutto sulle coste. Infine questa legge autorizzerà anche il mercato, molto pericoloso, dei crediti volumetrici che scatenerà un’assurda compravendita ai danni dell’ambiente». Per Italia Nostra questo «Piano non può essere solo votato dal Consiglio regionale, ma dev’essere sottoposto prima alla Valutazione strategica ambientale, come impone l’Europa, proprio per gli effetti devastanti che avrà sulla Sardegna».
Confindustria. Per il presidente Maurizio De Pascale la bozza del disegno di legge in discussione «va nella direzione giusta», perché è «equilibrato, rispettoso delle esigenze dell’ambiente, delle aziende e dei cittadini», e poi sarà «di facile lettura e applicazione». Fatta questa premessa, la critica di Confindustria è soprattutto verso «una sempre evidente cultura del no a prescindere» e invece «bisogna uscire da questo schema, per entrare in una logica di riflessione, perché l'urbanistica è per definizione trasformazione: bisogna solo inquadrarla secondo le direttrici più corrette». Per Confindustria, ad esempio, il Piano casa «privilegia gli interventi sul patrimonio edilizio esistente, con l’utilizzo di materiali locali ed ecocompatibili, e una particolare attenzione alla qualità delle costruzioni, non alla quantità». E visto che sono questi i veri e unici obiettivi del Piano – aggiunge De Pascale – «oggi quindi può cadere anche il tabù dei 300 metri dalla battigia che finora è stato invece più di un alibi per i cultori del no a prescindere dal voler esaminare i singoli casi, perché una costruzione è bella o brutta al di là della sua collocazione entro la fascia costiera». E infatti Confindustria ricorda che anche «la legge urbanistica della giunta di centrosinistra prevedeva la riqualificazione degli alberghi all’interno della fascia dei 300 metri, ma poi non s’è fatto nulla per l’ennesimo sopravvento dei signori del no, contrari sempre a qualsiasi cambiamento». Ma perché concedere i bonus, come previsto dall’ultimo Piano della giunta Solinas, anche alle seconde case dentro o fuori i 300 metri? «Perché questo disegno di legge non è rivolto solo al turismo e alle strutture ricettive, ma all’intera edilizia e quindi le case non possono essere escluse». Dopo aver auspicato che al più presto sia discussa e approvata una vera legge urbanistica, «è indispensabile per la ripresa sviluppo», Confindustria conferma di aver sollevato alcune osservazioni sul Piano casa del centrodestra. La prima: «Quando si parla di incrementi per le strutture ricettive, crediamo che si debba lasciare al libero mercato, non a uno a più articoli del disegno di legge, la possibilità di aumentare la superficie delle camere o quella dei servizi comuni». La seconda osservazione: «Per tutti quegli interventi che comporteranno modifiche alle strutture, insistiamo perché sia prevista una verifica strutturale degli edifici, perché in futuro non ci possano essere dubbi sull’idoneità delle modifiche».
Italia Nostra. Per l’associazione ambientalista, invece, questo Piano casa «è un salto indietro di quasi un secolo», essendo un «intervento finalizzato da oggi al 2023 a cancellare tutte le regole esistenti fino a provocare effetti devastanti sul territorio». Per poi sottolineare: «È un via libera tutti alle costruzioni abusive in campagna, oppure, grazie ai bonus edilizi addirittura del 50 per cento, rovescerà milioni di metri cubi dovunque e soprattutto sulle coste. Infine questa legge autorizzerà anche il mercato, molto pericoloso, dei crediti volumetrici che scatenerà un’assurda compravendita ai danni dell’ambiente». Per Italia Nostra questo «Piano non può essere solo votato dal Consiglio regionale, ma dev’essere sottoposto prima alla Valutazione strategica ambientale, come impone l’Europa, proprio per gli effetti devastanti che avrà sulla Sardegna».
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