Inclusione non udenti, il progetto migliore è della Sardegna

L'iniziativa, studiata da Regione, Sardegna ricerche e Crs4, riceverà un finanziamento di 360mila euro

CAGLIARI. Sardegna prima nella graduatoria del bando nazionale per il finanziamento di progetti sperimentali per l'inclusione sociale di persone non udenti. Si chiama «Innovare, informare, partecipare - nuove metodologie per la comunicazione delle persone con ipoacusia» il progetto realizzato dall'assessorato della Sanità in collaborazione con Sardegna Ricerche e Crs4, e punta ad abbattere le barriere di comunicazione tra non udenti e pubblica amministrazione, al fine di migliorare l'accessibilità ai servizi. In che modo? Attraverso tecnologie in grado di trasformare il «parlato» in testo con modalità automatica, anche con il supporto di dispositivi mobili o di smartphone. L'iniziativa riceverà un finanziamento di 360mila euro.

«La Sardegna conferma la propria eccellenza nel campo dell'innovazione tecnologica con un progetto di grande rilievo sotto il profilo socio-sanitario, che ha l'obiettivo di migliorare la qualità della vita delle persone con disabilità», commenta il governatore Christian Solinas. L'assessore della Sanità Mario Nieddu sottolinea «l'attenzione per i temi legati alla disabilità», e ricorda che l'Istat stima nell'Isola «la presenza di 81mila persone, di 15 anni e più, con gravità delle limitazioni nell'udito».

Sarà il Crs4 a sviluppare la piattaforma cloud da implementare sui dispositivi mobili. «In particolare - spiega Piero Pili, responsabile sviluppo delle applicazioni informatiche del progetto e coordinatore del programma Internet delle cose del Crs4 - ci occuperemo di individuare i servizi disponibili agli operatori e alle persone sorde e con ipoacusia, nonché quali tecnologie allo stato dell'arte sono idonee per la realizzazione di questi servizi».

Sardegna Ricerche, invece, penserà a organizzare dei laboratori territoriali per una prima sperimentazione delle tecnologie studiate e messe a punto dal Crs4. L'obiettivo, dice la responsabile del progetto per Sardegna Ricerche Marina Masala, è «sviluppare una best practice replicabile in altri campi della disabilità in Sardegna e in altre Regioni» (ANSA).

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