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L’Italia non ha più zone rosse Il Cts avverte: «Ora attenzione»

L’Italia non ha più zone rosse Il Cts avverte: «Ora attenzione»

L’Abruzzo si autoproclama arancione ma il governo ribatte: «Non può esserlo da subito» Il Viminale ha già pronto un piano di azione in caso di violazioni del Dpcm relativo al periodo natalizio 

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[FIRMA&LUOGO]di Lorenzo Attianese

<MC>ROMA

[TESTO]L'Italia non ha più zone rosse. Con l'approdo dell'Abruzzo in zona arancione in queste ore, il Paese entra in una nuova fase: nessuna regione è più in lockdown. E con la ripartenza di negozi e centri commerciali che riaprono ovunque, entra nel vivo lo shopping delle feste a ridosso del Natale. Se con il ritorno al giallo di Emilia Romagna, Friuli, Marche Puglia e Umbria i bar tolgono i sigilli ai tavolini, in Campania, Toscana, Alto Adige, Abruzzo e Bolzano i negozianti rialzano dopo settimane le saracinesche grazie al passaggio all'arancione. Con cinque nuove regioni gialle (in tutto sono ora undici, oltre alla provincia di Trento) hanno riaperto - secondo i dati della Coldiretti - oltre 72mila tra bar, ristoranti, pizzerie e agriturismi. Sono comunque ancora circa la metà (47%) gli esercizi commerciali di questo tipo ancora chiusi in Italia, nelle zone rosse e arancioni, per un totale di circa 170mila locali. Resta un «caso» quello dell'Abruzzo, dove a differenza delle altre regioni è stato lo stesso governatore Marsilio a firmare in queste ore il passaggio di colore dopo «aver avvisato il ministro Speranza». Ma fonti di governo hanno precisato che «la cabina di regia che monitora i dati di tutte le regioni ha riconosciuto questa anticipazione che avrebbe potuto portare alla zona arancione nella giornata di mercoledì. Quindi non c'è avallo su questa ulteriore anticipazione». Ma dall'Abruzzo si conferma il cambiamento di colore per oggi. Si allentano le maglie ma l'allerta, segnalata dallo stesso Comitato Tecnico Scientifico, sale più di prima. Ci apprestiamo ad entrare in una fase in cui «avremo il raddoppio della criticità, nei Pronto Soccorso arriveranno coloro che avranno l'influenza stagionale e coloro che avranno il Covid vero e proprio», avverte il coordinatore del Cts, Agostino Miozzo, chiarendo: «Avremmo potuto imporre un lockdown assoluto, ma non possiamo permettercelo». Non manca una riflessione sul ruolo dello stesso Comitato: come Cts - aggiunge - «ci contestano di avere troppa forza e di essere troppo influenti. Sono in tanti, anche la politica. Il conflitto è comprensibile: la politica fa la politica e gli scienziati dettano le regole della scienza. Se alla politica fa comodo che un metro sia 70 centimetri, per noi resta un metro. Le indicazioni sui trasporti hanno dato ad esempio grossi problemi alle grandi compagnie perché abbiamo fornito regole sul distanziamento». Con l'avvicinamento alle feste, nonostante norme e prescrizioni, aumentano però anche i maxi assembramenti nelle grandi città come Torino e Roma, dove nel quartiere dell'Eur sono stati segnalati in una serata tremila ragazzi radunati nelle strade della zona, abitualmente luoghi di ritrovo della movida. E il Viminale ha già pronto un piano per arginare il rischio di caos e mancato rispetto delle norme del Dpcm di Natale. Il capo della Polizia, Franco Gabrielli, in una circolare inviata ai questori ha chiesto «servizi mirati» lungo le principali strade italiane e nei nodi delle reti di trasporto invitando a prestare la «massima attenzione» nella predisposizione dei servizi.

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