Coronavirus, piano per i test a tappeto in Sardegna: prima i territori più colpiti
di Roberto Petretto
Si conta di partire dopo l’Epifania, ma si potrebbero anche anticipare i tempi. Temussi (Ares): «Dobbiamo scegliere il fornitore. Giovedì operativi con Crisanti»
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SASSARI. Per ora i tamponi rapidi non ci sono. C’è però l’accordo quadro che dovrebbe portarne in Sardegna due milioni. È lo snodo cruciale sul quale si basa il programma di test a tappeto che la Regione sta organizzando con la collaborazione del virologo e microbiologo Andrea Crisanti.
Quando arriveranno i test antigenici e quando potrà iniziare la campagna? Massimo Temussi, commissario dell’Ares-Ats per ora non si sbilancia, anche se una data approssimativa esiste: «Se non ho in mano almeno una prima dotazione di tamponi, non posso dire quando e come si partirà. Perché la misura della fornitura serve per dimensionare il primo intervento».
È ovvio che i due milioni di test non arriveranno tutti insieme, ma in stock consegnati su fasi successive. Per ora la Regione non ha neanche scelto il fornitore: «Lo faremo sulla base delle garanzie che ci verranno fornite», dice ancora Temussi.
Ci dovrà essere quantità e continuità di fornitura. Ma supponiamo che la dotazione base sia da 200mila test: cosa si fa? «Diciamo che se abbiamo a disposizione 200mila potremmo sottoporre a test una provincia intera, di certo partendo da una di quelle dove il contagio è più diffuso. La priorità è sempre quella di intervenire sui territori, cercando di isolare il contagio. E in questo momento gli indici Rt più alti, i contagi più diffusi sono di certo a Nuoro, a Sassari e un po’ nel Medio Campidano».
Nessun criterio fondato sull’età delle persone o sulla loro professione, ma più semplicemente un intervento su base territoriale. Quando? «Anche il tempo di partenza dipende dall’arrivo dei test e dalla capacità dei fornitori. Una volta che avremo queste informazioni potremo tarare un intervento più o meno vicino. In accordo con il professor Crisanti la data teorica è stata individuata per dopo l’Epifania, ma potremmo anche riuscire a iniziare prima».
Detto del come e del quando, resta da capire la disposizione logistica che sarà messa in campo per riuscire a effettuare i test nel modo più capillare e veloce possibile. «Avremo a disposizione i drive through dell’Esercito, più la postazione mobile, sempre dell’Esercito. Poi potremmo usufruire delle cosiddette “urne sanitarie”, strutture come le sedi di Circoscrizione che vengono usate anche in occasioni di votazioni».
La situazione, quindi, non è ancora definita, anche perché l’accordo col professor Crisanti è proprio freschissimo.
«Con Crisanti ci sentiamo telefonicamente ogni giorno - dice ancora il commissario dell’Ares -. Da giovedì mattina saremo completamente operativi, anche con l’Osservatorio epidemiologico dell’assessorato regionale alla Sanità».
Quando arriveranno i test antigenici e quando potrà iniziare la campagna? Massimo Temussi, commissario dell’Ares-Ats per ora non si sbilancia, anche se una data approssimativa esiste: «Se non ho in mano almeno una prima dotazione di tamponi, non posso dire quando e come si partirà. Perché la misura della fornitura serve per dimensionare il primo intervento».
È ovvio che i due milioni di test non arriveranno tutti insieme, ma in stock consegnati su fasi successive. Per ora la Regione non ha neanche scelto il fornitore: «Lo faremo sulla base delle garanzie che ci verranno fornite», dice ancora Temussi.
Ci dovrà essere quantità e continuità di fornitura. Ma supponiamo che la dotazione base sia da 200mila test: cosa si fa? «Diciamo che se abbiamo a disposizione 200mila potremmo sottoporre a test una provincia intera, di certo partendo da una di quelle dove il contagio è più diffuso. La priorità è sempre quella di intervenire sui territori, cercando di isolare il contagio. E in questo momento gli indici Rt più alti, i contagi più diffusi sono di certo a Nuoro, a Sassari e un po’ nel Medio Campidano».
Nessun criterio fondato sull’età delle persone o sulla loro professione, ma più semplicemente un intervento su base territoriale. Quando? «Anche il tempo di partenza dipende dall’arrivo dei test e dalla capacità dei fornitori. Una volta che avremo queste informazioni potremo tarare un intervento più o meno vicino. In accordo con il professor Crisanti la data teorica è stata individuata per dopo l’Epifania, ma potremmo anche riuscire a iniziare prima».
Detto del come e del quando, resta da capire la disposizione logistica che sarà messa in campo per riuscire a effettuare i test nel modo più capillare e veloce possibile. «Avremo a disposizione i drive through dell’Esercito, più la postazione mobile, sempre dell’Esercito. Poi potremmo usufruire delle cosiddette “urne sanitarie”, strutture come le sedi di Circoscrizione che vengono usate anche in occasioni di votazioni».
La situazione, quindi, non è ancora definita, anche perché l’accordo col professor Crisanti è proprio freschissimo.
«Con Crisanti ci sentiamo telefonicamente ogni giorno - dice ancora il commissario dell’Ares -. Da giovedì mattina saremo completamente operativi, anche con l’Osservatorio epidemiologico dell’assessorato regionale alla Sanità».
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