le statistiche del consiglio regionale
In un anno e mezzo 69 leggi e 360 ore trascorse in aula
CAGLIARI. Non è arrivato neanche a metà cammino, ma la domanda sorge lo stesso spontanea: il Consiglio regionale della XVI legislatura ha lavorato molto o poco dal giorno in cui s’è insediato, il 4...
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CAGLIARI. Non è arrivato neanche a metà cammino, ma la domanda sorge lo stesso spontanea: il Consiglio regionale della XVI legislatura ha lavorato molto o poco dal giorno in cui s’è insediato, il 4 aprile del 2019, dopo la vittoria elettorale del centrodestra? Stando alle tabelle pubblicate sul sito ufficiale del Consiglio, pare si sia impegnato appena qualcosa in più rispetto alle aspettative. Per strappare un voto più alto, dovrà rimboccarsi le maniche da gennaio in poi. Certo, c’è stato il lockdown, con 69 giorni di blocco totale, ma è vero anche che, al netto delle ferie, gli stop politicamente scorretti sono stati più uno e per troppi mesi.
La produttività. Al di là del numero di sedute, sono state 77 in 16 mesi fino al 30 settembre, e delle ore trascorse in aula, quasi 360, il Consiglio ha approvato 69 leggi. Più della metà, 44, nel 2019 e appena 25 nel 2020, l’anno della pandemia. Le statistiche è ovvio non tengono conto della qualità delle leggi, trattano solo la quantità. Però si vede che la media regionale è questa: anche nella XV legislatura, quando la maggioranza era di centrosinistra, l’allora Consiglio licenziò sempre una sessantina di leggi in 16 mesi. Tornando ai giorni nostri, ecco altri due numeri significativi. Finora la giunta Solinas ha presentato 57 disegni di legge, ma solo 28 sono stati approvati dall’Assemblea. Il che vuol dire: i tempi d’istruttoria, nelle sei commissioni, sono lunghi forse anche troppo. È confermato da questo esempio: la bozza su come potrebbero essere ridotti i tempi della burocrazia è stato depositato a fine aprile dalla Giunta e da allora è bloccato. Non hanno avuto miglior fortuna neanche le proposte di legge firmate dai consiglieri di maggioranza e opposizione. Delle 261 depositate sono solo 49 quelle approvate. Con alcuni clamorosi ritardi come quello accumulato dalla prima bozza di legge della XVI legislatura: presentata il 4 aprile del 2019 da allora è finita parcheggiata chissà dove.
Rapporti difficili. Il dialogo fra la Giunta e i consiglieri regionali è tutt’altro che continuo. A confermarlo è il numero delle interrogazioni firmate dai partiti di maggioranza e opposizione, e rimaste però senza risposta. Rispetto alle 1.081 presentate in totale, la presidenza della Regione e i 12 assessorati hanno replicato solo a 462, poco meno della metà. È un’incomunicabilità denunciata più volte dal centrosinistra e dai Cinque stelle, ma anche da diversi consiglieri del centrodestra. Anche le mozioni non hanno avuto vita facile: 37 discusse su 541 presentate. Troppo poche, mentre invece è proprio attraverso le mozioni che il Consiglio potrebbe far pressione sulla Giunta.
Le commissioni. È nelle aule dei parlamentini che sono istruite le leggi prima del voto finale in aula. Più lavorano le commissioni, più alta è la produttività del Consiglio. Ma in questa legislatura qualche intoppo c’è stato e diverse bozze sono rimaste ferme al palo. In diverse occasioni le opposizioni hanno puntato il dito contro la maggioranza per le mancate convocazioni, o le sedute saltate all’ultimo momento a causa dell’assenza del numero legale. Alle contestazioni il centrodestra ha sempre risposto così: «Molte leggi sono complesse e vanno studiate a lungo». Stando comunque alle tabelle, la commissione che finora si è riunita più volte in 16 mesi è stata quella per le «attività produttive», presieduta da Piero Maieli del Psd’Az: 67 sedute per 133 ore complessive. Al secondo posto, quella che si occupa di sanità, presidente Domenico Gallus del gruppo Udc-Cambiamo, con all’attivo 112 ore però spalmate su 55 sedute. Sul podio, anche la commissione «lavoro e cultura», presieduta da Alfonso Marras dei Riformatori, con 59 sedute e un totale di 84 ore. Poi a ruota: «riforme-autonomia», presidente Pierluigi Saiu della Lega, 54 sedute, «urbanistica», Giuseppe Talanas, Forza Italia, 47, e quella al «bilancio», guidata da Valerio De Giorgi di Sardegna forte, con all’attivo 44 ore e 8 minuti. (ua)
La produttività. Al di là del numero di sedute, sono state 77 in 16 mesi fino al 30 settembre, e delle ore trascorse in aula, quasi 360, il Consiglio ha approvato 69 leggi. Più della metà, 44, nel 2019 e appena 25 nel 2020, l’anno della pandemia. Le statistiche è ovvio non tengono conto della qualità delle leggi, trattano solo la quantità. Però si vede che la media regionale è questa: anche nella XV legislatura, quando la maggioranza era di centrosinistra, l’allora Consiglio licenziò sempre una sessantina di leggi in 16 mesi. Tornando ai giorni nostri, ecco altri due numeri significativi. Finora la giunta Solinas ha presentato 57 disegni di legge, ma solo 28 sono stati approvati dall’Assemblea. Il che vuol dire: i tempi d’istruttoria, nelle sei commissioni, sono lunghi forse anche troppo. È confermato da questo esempio: la bozza su come potrebbero essere ridotti i tempi della burocrazia è stato depositato a fine aprile dalla Giunta e da allora è bloccato. Non hanno avuto miglior fortuna neanche le proposte di legge firmate dai consiglieri di maggioranza e opposizione. Delle 261 depositate sono solo 49 quelle approvate. Con alcuni clamorosi ritardi come quello accumulato dalla prima bozza di legge della XVI legislatura: presentata il 4 aprile del 2019 da allora è finita parcheggiata chissà dove.
Rapporti difficili. Il dialogo fra la Giunta e i consiglieri regionali è tutt’altro che continuo. A confermarlo è il numero delle interrogazioni firmate dai partiti di maggioranza e opposizione, e rimaste però senza risposta. Rispetto alle 1.081 presentate in totale, la presidenza della Regione e i 12 assessorati hanno replicato solo a 462, poco meno della metà. È un’incomunicabilità denunciata più volte dal centrosinistra e dai Cinque stelle, ma anche da diversi consiglieri del centrodestra. Anche le mozioni non hanno avuto vita facile: 37 discusse su 541 presentate. Troppo poche, mentre invece è proprio attraverso le mozioni che il Consiglio potrebbe far pressione sulla Giunta.
Le commissioni. È nelle aule dei parlamentini che sono istruite le leggi prima del voto finale in aula. Più lavorano le commissioni, più alta è la produttività del Consiglio. Ma in questa legislatura qualche intoppo c’è stato e diverse bozze sono rimaste ferme al palo. In diverse occasioni le opposizioni hanno puntato il dito contro la maggioranza per le mancate convocazioni, o le sedute saltate all’ultimo momento a causa dell’assenza del numero legale. Alle contestazioni il centrodestra ha sempre risposto così: «Molte leggi sono complesse e vanno studiate a lungo». Stando comunque alle tabelle, la commissione che finora si è riunita più volte in 16 mesi è stata quella per le «attività produttive», presieduta da Piero Maieli del Psd’Az: 67 sedute per 133 ore complessive. Al secondo posto, quella che si occupa di sanità, presidente Domenico Gallus del gruppo Udc-Cambiamo, con all’attivo 112 ore però spalmate su 55 sedute. Sul podio, anche la commissione «lavoro e cultura», presieduta da Alfonso Marras dei Riformatori, con 59 sedute e un totale di 84 ore. Poi a ruota: «riforme-autonomia», presidente Pierluigi Saiu della Lega, 54 sedute, «urbanistica», Giuseppe Talanas, Forza Italia, 47, e quella al «bilancio», guidata da Valerio De Giorgi di Sardegna forte, con all’attivo 44 ore e 8 minuti. (ua)
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