Screening di massa a Natale i primi tamponi
di Claudio Zoccheddu
Con gli esami si partirà dal Nuorese, poi il piano verrà esteso al resto dell’isola
3 MINUTI DI LETTURA
SASSARI. Non è un regalo convenzionale ma forse è quello che i sardi attendono con più ansia. Sotto l’albero di Natale, infatti, ci sarà la prima fase della campagna di screening organizzata dalla Regione per effettuare un monitoraggio completo della popolazione riguardo alla diffusione del Sars-Cov-2. I primi passi del piano sanitario verranno compiuti nel Nuorese, attualmente la zona più colpita dal virus. Sono queste le novità comunicate dopo la riunione operativa che ieri ha impegnato i l’assessorato della Sanità, i vertici dell’Ats e il professor Andrea Crisanti che, dice il presidente Christian Solinas “ha confermato il suo impegno a tutto campo nella strategia decisa dalla Regione per contrastare la pandemia”. Chiarita la paternità del progetto, la Regione mette a fuoco i dettagli dell’operazione, iniziando dai mezzi che verranno utilizzati per attuarla.
La logistica dei test. In attesa che si definiscano le trattative con i medici di base, che potrebbero offrire un punto di appoggio prezioso nella campagna di screening, e con le farmacie, la Regione conta sulle sue forze e sulla collaborazione dei militari: «Tutta la struttura sanitaria regionale sarà mobilitata – spiega il presidente Solinas – e ci avvarremo della collaborazione della Protezione civile regionale, della Croce rossa e della sanità militare, con la quale è già stata avviata un’interlocuzione che punta alla piena collaborazione. Mentre i test acquistati sono in arrivo, è pronto il piano operativo con il quale la campagna di test sarà effettuata. Partiremo dalle aree considerate a maggiore incidenza della malattia, per poi estendere lo screening a tutta l’isola». Solinas, poi, chiarisce la logistica dell’intervento: «I test saranno effettuati nelle strutture sanitarie e, all’occorrenza, in postazioni mobili che saranno allestite con la collaborazione dei Comuni. È un modello già attuato con successo in vari Paesi del mondo – sottolinea il presidente – che si è dimostrato in grado di assicurare l’immediato rilevamento dei positivi anche asintomatici, isolare i focolai e permettere un rapido abbassamento della curva di contagio. Fin da aprile – ricorda Solinas – avevo prospettato un modello per la Sardegna ispirato alle esperienze internazionali positive, come quelle della Corea del Sud o di Singapore, perfettamente idoneo anche alla nostra realtà isolana. Così come, nel mese di maggio, proposi il sistema dell’attestato di negatività per tutti gli ingressi nell’isola: un modello che fu avversato per evidenti ragioni e interessi politici, e che oggi vedo invece realizzarsi con l’arrivo a Roma del primo volo Alitalia “covid-tested” proveniente da New York, con a bordo 100 passeggeri».
Tamponi e vaccini. Per lo screening di massa organizzato sul territorio, la Regione ha confermato di essere pronta ad utilizzare due tipi di tamponi rapidi: il primo, del quale sono in arrivo 800mila pezzi, è un tampone orofaringeo in grado di fornire l’esito dell’esame entro 13 minuti. Arriveranno entro breve tempo anche 200mila test antigenici rapidi, che forniscono il risultato con lo stesso minutaggio dei tamponi orofaringei. La differenza, in questo caso, sta nell’analisi del campione che viene effettuata attraverso un piccolo apparecchio elettrico. Secondo la Regione, il grado di affidabilità è altissimo: «I tamponi del primo tipo possono essere utilizzati anche all’aperto, in qualsiasi tipo di postazione, mentre i secondi hanno bisogno della corrente elettrica. Il protocollo prevede che il test venga ripetuto dopo 7-8 giorni e i cittadini che risulteranno positivi saranno sottoposti al tampone molecolare». E proprio la ripetizione del test potrebbe allungare i tempi dello screening fino a farli combaciare con l’arrivo dei primi vaccini anti Covid. Un’eventualità che non spaventa la Regione, anche perché i primi vaccini arriveranno nell’isola a febbraio, quando lo screening dovrebbe essere ancora in corso, ma saranno effettuati prima sul personale medico e sui pazienti particolarmente a rischio, soprattutto anziani. Anche la contemporaneità con la somministrazione del vaccino anti influenzale non sembra un problema: le limitazioni negli spostamenti, il distanziamento e l’utilizzo della mascherina hanno ridotto l’incidenza del virus influenzale al 7 per cento rispetto allo scorso anno.
©RIPRODUZIONE RISERVATA
La logistica dei test. In attesa che si definiscano le trattative con i medici di base, che potrebbero offrire un punto di appoggio prezioso nella campagna di screening, e con le farmacie, la Regione conta sulle sue forze e sulla collaborazione dei militari: «Tutta la struttura sanitaria regionale sarà mobilitata – spiega il presidente Solinas – e ci avvarremo della collaborazione della Protezione civile regionale, della Croce rossa e della sanità militare, con la quale è già stata avviata un’interlocuzione che punta alla piena collaborazione. Mentre i test acquistati sono in arrivo, è pronto il piano operativo con il quale la campagna di test sarà effettuata. Partiremo dalle aree considerate a maggiore incidenza della malattia, per poi estendere lo screening a tutta l’isola». Solinas, poi, chiarisce la logistica dell’intervento: «I test saranno effettuati nelle strutture sanitarie e, all’occorrenza, in postazioni mobili che saranno allestite con la collaborazione dei Comuni. È un modello già attuato con successo in vari Paesi del mondo – sottolinea il presidente – che si è dimostrato in grado di assicurare l’immediato rilevamento dei positivi anche asintomatici, isolare i focolai e permettere un rapido abbassamento della curva di contagio. Fin da aprile – ricorda Solinas – avevo prospettato un modello per la Sardegna ispirato alle esperienze internazionali positive, come quelle della Corea del Sud o di Singapore, perfettamente idoneo anche alla nostra realtà isolana. Così come, nel mese di maggio, proposi il sistema dell’attestato di negatività per tutti gli ingressi nell’isola: un modello che fu avversato per evidenti ragioni e interessi politici, e che oggi vedo invece realizzarsi con l’arrivo a Roma del primo volo Alitalia “covid-tested” proveniente da New York, con a bordo 100 passeggeri».
Tamponi e vaccini. Per lo screening di massa organizzato sul territorio, la Regione ha confermato di essere pronta ad utilizzare due tipi di tamponi rapidi: il primo, del quale sono in arrivo 800mila pezzi, è un tampone orofaringeo in grado di fornire l’esito dell’esame entro 13 minuti. Arriveranno entro breve tempo anche 200mila test antigenici rapidi, che forniscono il risultato con lo stesso minutaggio dei tamponi orofaringei. La differenza, in questo caso, sta nell’analisi del campione che viene effettuata attraverso un piccolo apparecchio elettrico. Secondo la Regione, il grado di affidabilità è altissimo: «I tamponi del primo tipo possono essere utilizzati anche all’aperto, in qualsiasi tipo di postazione, mentre i secondi hanno bisogno della corrente elettrica. Il protocollo prevede che il test venga ripetuto dopo 7-8 giorni e i cittadini che risulteranno positivi saranno sottoposti al tampone molecolare». E proprio la ripetizione del test potrebbe allungare i tempi dello screening fino a farli combaciare con l’arrivo dei primi vaccini anti Covid. Un’eventualità che non spaventa la Regione, anche perché i primi vaccini arriveranno nell’isola a febbraio, quando lo screening dovrebbe essere ancora in corso, ma saranno effettuati prima sul personale medico e sui pazienti particolarmente a rischio, soprattutto anziani. Anche la contemporaneità con la somministrazione del vaccino anti influenzale non sembra un problema: le limitazioni negli spostamenti, il distanziamento e l’utilizzo della mascherina hanno ridotto l’incidenza del virus influenzale al 7 per cento rispetto allo scorso anno.
©RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli La Nuova Sardegna per le tue notizie su Google
