Fuoco amico sulla giunta per i fondi “salva analisi”
Nieddu non si presenta e salta il confronto in commissione Sanità, è bufera
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CAGLIARI. Non c’è solo il Covid, purtroppo i problemi della sanità sono anche altri: dalle liste d’attesa interminabili alla crisi dei laboratori convenzionati, che hanno esaurito il budget e ai cittadini fanno pagare le analisi, dai reparti ospedalieri bloccati alle proteste quotidiane sollevate da diverse associazioni. Più volte ognuno di questi casi è rimbalzato in Consiglio regionale, ma ieri è stato un “giovedì nero” dall’inizio alla fine. Perfino la maggioranza di centrodestra s’è rivoltata contro, all’improvviso, dopo un mancato faccia a faccia con la Giunta nell’aula della commissione sanità. Mentre, nelle stesse ore, le opposizioni firmavano e depositavano la richiesta di una seduta straordinaria del Consiglio per affrontare «il caos della sanità non Covid».
Fuoco amico. Saltato il confronto con l’assessore Mario Nieddu sul «rifinanziamento del budget per i laboratori privati accreditati», buona parte della maggioranza è andata su tutte le furie. A cominciare da Giorgio Oppi, leader dell’Udc, che ha reagito così: «Se non è possibile discutere questo testo, dica allora l'assessore con certezza quando è disponibile. Sia chiaro che è compito suo e di questa Giuntina (testuale) essere a disposizione del Consiglio e della commissione. Non è invece accettabile che chi non ha soldi, i cittadini, debba pagare a prezzo pieno gli esami di laboratorio o rinunciare a farli soltanto perché è esaurito il tetto di spesa previsto dalla Regione». Poi è stata la volta del sardista Stefano Schirru, primo firmatario della proposta di legge che «stanzia misure urgenti finalizzate alla progressiva ripresa dell'erogazione delle prestazioni sanitarie» dopo il blocco delle prenotazioni nei laboratori pubblici. Anche Schirru ha protestato: «Da quattro mesi, non da ieri, chiediamo che sia discussa questa leggina, tanto semplice quanto importante. Prendo atto dell'assenza dell'assessore, ma sottolineo: non è più possibile che ci siano cittadini costretti a pagare il costo delle analisi, o peggio ancora a rinunciarci perché non hanno i soldi». Alla fine il presidente della commissione, Domenico Gallus dell’Udc, è stato costretto a rinviare la seduta a data da destinarsi. Ma l’incidente è tutt’altro che chiuso: «Chiederemo un immediato vertice di maggioranza», hanno annunciato i contestatori.
Fuoco nemico. A presentare la richiesta di convocazione urgente del Consiglio è stata Rossella Pinna del Pd. «La situazione – scrive – è drammatica tra screening antitumorali sospesi, migliaia di pazienti affetti da malattie croniche che non riescono a prenotare i controlli, ritardi nella vaccinazione antinfluenzale, e anche farmaci carenti nelle farmacie che hanno ridotto in modo drastico gli orari d’apertura». Per poi sollecitare queste soluzioni: «La Giunta deve garantire il doppio registro di assistenza, pazienti Covid e non Covid, con l’utilizzo delle risorse statali destinate ad abbattere le liste d’attesa». Poi «va potenziata l’assistenza domiciliare integrata così da alleggerire tutti quei reparti cui si rivolgono i pazienti con altre malattie». Infine per recuperare le numerose visite di controllo sospese: «Vanno assunti altri specialisti a tempo determinato e aumentate le ore di straordinario del personale sanitario in servizio, per recuperare le numerose visite di controllo sospese». Sul caso dei pronto soccorso sotto pressione da troppi mesi è intervenuto invece il gruppo dei Progressisti. «Servono azioni immediate per fare fronte a questa situazione – scrive il capogruppo Francesco Agus – a cominciare dal rafforzamento degli organici. A fronte di una mole di pazienti mai affrontata prima, infatti, non c'è stato nessun aumento di personale. È anche indispensabile, in vista del picco influenzale, attivare negli ospedali un pronto soccorso destinato solo ai pazienti febbricitanti ancora non sottoposti a tampone». Senza questi interventi straordinari «la pressione finirà per diventare insostenibile dappertutto». (ua)
Fuoco amico. Saltato il confronto con l’assessore Mario Nieddu sul «rifinanziamento del budget per i laboratori privati accreditati», buona parte della maggioranza è andata su tutte le furie. A cominciare da Giorgio Oppi, leader dell’Udc, che ha reagito così: «Se non è possibile discutere questo testo, dica allora l'assessore con certezza quando è disponibile. Sia chiaro che è compito suo e di questa Giuntina (testuale) essere a disposizione del Consiglio e della commissione. Non è invece accettabile che chi non ha soldi, i cittadini, debba pagare a prezzo pieno gli esami di laboratorio o rinunciare a farli soltanto perché è esaurito il tetto di spesa previsto dalla Regione». Poi è stata la volta del sardista Stefano Schirru, primo firmatario della proposta di legge che «stanzia misure urgenti finalizzate alla progressiva ripresa dell'erogazione delle prestazioni sanitarie» dopo il blocco delle prenotazioni nei laboratori pubblici. Anche Schirru ha protestato: «Da quattro mesi, non da ieri, chiediamo che sia discussa questa leggina, tanto semplice quanto importante. Prendo atto dell'assenza dell'assessore, ma sottolineo: non è più possibile che ci siano cittadini costretti a pagare il costo delle analisi, o peggio ancora a rinunciarci perché non hanno i soldi». Alla fine il presidente della commissione, Domenico Gallus dell’Udc, è stato costretto a rinviare la seduta a data da destinarsi. Ma l’incidente è tutt’altro che chiuso: «Chiederemo un immediato vertice di maggioranza», hanno annunciato i contestatori.
Fuoco nemico. A presentare la richiesta di convocazione urgente del Consiglio è stata Rossella Pinna del Pd. «La situazione – scrive – è drammatica tra screening antitumorali sospesi, migliaia di pazienti affetti da malattie croniche che non riescono a prenotare i controlli, ritardi nella vaccinazione antinfluenzale, e anche farmaci carenti nelle farmacie che hanno ridotto in modo drastico gli orari d’apertura». Per poi sollecitare queste soluzioni: «La Giunta deve garantire il doppio registro di assistenza, pazienti Covid e non Covid, con l’utilizzo delle risorse statali destinate ad abbattere le liste d’attesa». Poi «va potenziata l’assistenza domiciliare integrata così da alleggerire tutti quei reparti cui si rivolgono i pazienti con altre malattie». Infine per recuperare le numerose visite di controllo sospese: «Vanno assunti altri specialisti a tempo determinato e aumentate le ore di straordinario del personale sanitario in servizio, per recuperare le numerose visite di controllo sospese». Sul caso dei pronto soccorso sotto pressione da troppi mesi è intervenuto invece il gruppo dei Progressisti. «Servono azioni immediate per fare fronte a questa situazione – scrive il capogruppo Francesco Agus – a cominciare dal rafforzamento degli organici. A fronte di una mole di pazienti mai affrontata prima, infatti, non c'è stato nessun aumento di personale. È anche indispensabile, in vista del picco influenzale, attivare negli ospedali un pronto soccorso destinato solo ai pazienti febbricitanti ancora non sottoposti a tampone». Senza questi interventi straordinari «la pressione finirà per diventare insostenibile dappertutto». (ua)
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