La protesta
I trapiantati: «Vogliamo l’assistenza»
Lettera aperta alla Regione dei quasi 2mila pazienti seguiti al Brotzu
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CAGLIARI. Si infiamma la protesta dei trapiantati sardi per l’assistenza all’ospedale Brotzu. L’associazione regionale dei trapiantati “Prometeo Aitf Odv”, che rappresenta una grande parte dei trapiantati sardi, è fortemente preoccupata per l’assistenza sanitaria ai trapiantati di organi, in quanto Brotzu non garantirebbe le prestazioni del follow up che alcuni reparti considerano non urgenti. «Abbiamo scritto due lettere a novembre, inviate via pec, chiedendo di contemperare le rispettabilissime esigenze organizzative e di sicurezza dell’ospedale con quelle dei trapiantati, ma a oggi non abbiamo ricevuto risposta, pertanto, vogliamo rendere pubbliche le nostre inascoltate richieste». L’associazione, poi, mette nero su bianco i numeri dei pazienti a cui fa riferimento: «In Sardegna ci sono circa 2mila trapiantati di organi ( 1200 di rene, 450 di fegato, 250 di cuore, 40 di pancreas e 12 di polmone) tutti questi trapiantati, fatta una piccola eccezione per circa 50 trapiantati di rene seguiti a Sassari, sono seguiti al Brotzu di Cagliari. «Non possiamo accettare che la stessa struttura sanitaria attui trattamenti differenti per la stessa tipologia di pazienti a seconda del reparto – spiega il presidente Giuseppe Argiolas –. Chiediamo tamponi molecolari test rapidi a tutti i trapiantati prima dell’accesso, la regolare ripresa delle visite di controllo per i trapiantati di cuore e rene, accesso ai prelievi per il controllo del dosaggio dell’immunosoppressore senza necessità del requisito dell’urgenza e l’introduzione della telemedicina nell’assistenza post-trapianto».
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