Per Natale un’antologia di dolci sardi
di Pasquale Porcu
Dagli amaretti di Carmina Medde (Borore) alle copulette di Simone Sanna (Burgos). Le scelte di Corrado Mannoni di “Dolcidea”
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Che pacchia, il periodo natalizio, per i golosi di dolci. Chi non ama panettoni e pandori ha nella pasticceria sarda una grande scelta; dai torroni ai dolci di mandorle, da quelli a base di ricotta a quelli con formaggio fresco, miele e sapa. Un'occhiata alla vetrina di Dolcidea, in via Asproni a Sassari, e hai sotto mano il paese della cuccagna. Il negozio della famiglia Mannoni dal 1964 offre le migliori scelte degli artigiani isolani. «Spesso sono i nostri clienti che ce li segnalano – dice Corrado Mannoni –. Ma come, non avete gli amaretti di X di Mamoiada o i gueffus di Y di Quartu Sant'Elena? E noi provvediamo subito contattando i singoli artigiani». E allora proviamo a fare un goloso tour nei paesi della Sardegna partendo da Orani con i dolci fritti di Rita Nieddu (se n’è parlato poche settimane fa in quest’inserto). Fritti sì, ma per i gourmet si tratta di autentici capolavori di leggerezza e di bontà. A partire da quelli a base di ricotta e arancia o di ricotta e noci. E poi quelli a base di pasta di mandorle per finire con gli insuperabili bianchini, enormi, delicati, irresistibili. Sì, proprio quelli che all'interno conservano una base umida e frammenti di mandorle: che meraviglia. Eccoci poi a Borore, regno incontrastato di Carmina Medde. Le sue “tumbalinas” a base di pan di Spagna, mandorle, aromatizzate al vermouth e cannella, sono diventate un classico. Bellissime da vedere con i preziosi arabeschi ricamati sulla glassa ti stupiscono due volte: alla vista e poi in bocca per il gusto raffinato dell'impasto. Molto belle e buone anche le pirottine con ricami sulla glassa, a base di pasta di mandorle aromatizzate al maraschino. E che tenerezza quei minipapassini aromatizzati alla cannella. Molti golosi, però, conoscono Carmina per i tenerissimi amaretti, già cantati da Rita Denza del fu celebre ristorante Gallura di Olbia, caratterizzati ciascuno da una mandorla intera conficcata nell'amaretto stesso.
Copulette di Burgos : quelle che fa Simone Sanna sono l'equivalente delle “Variazioni Goldberg” per la musica di Bach, vale a dire quel tocco di genio che fa fare alle classiche e buonissime copulette di Ozieri un passo verso il paradiso dei golosi raffinati, grazie anche a una glassa di irresistibile sottigliezza. Simone Sanna però si cimenta con successo su tiricche e amaretti che propone in simpatiche pirottine: da provare.
Ploaghe: se vi piacciono i savoiardi “all'antica” è alla Pasticceria del Corso di Solinas che dovete rivolgervi. Piccoli, delicati con i profumi e il sapore di una volta.
Macomer. «Della pasticceria Granello di senape di Macomer – dice Corrado Mannoni – ci hanno colpito i papassini senza zucchero né uova: e i nostri clienti ne vanno matti”. Della stessa pasticceria meritano una segnalazione le “Meraviglie”, pasta violata e arrotolata, e i “Fraones”, le formaggelle arricchite con scorzette di agrumi canditi. Siligo: dalla pasticceria Cortè del paesino del Mejlogu arriva buona parte del campionario dei dolci tipici sardi: dalle copulette di Ozieri ai papassini, dai biscotti savoiardi alle treccine al miele o con zucchero. Fino al panettone. E il torrone? Sono tanti i paesi che producono il torrone, da Tonara ad Aritzo. «Noi – dice Mannoni – abbiamo scelto quella della Bottega del torrone di Pattada, ma i nostri clienti gradiscono anche quelli siciliani di Fiasconaro e quello di Flamigni». Di Nughedu San Nicolò sono molto apprezzati i dolci di Corveddu: dai papassini con noci alle classiche “gallette” ideali per la colazione. Gli amanti della tradizione, poi, non rinunciano alla classica “aranzada” nuorese di Guiso e alle “orullettas” di Peppa Brotza di Pattada.
Copulette di Burgos : quelle che fa Simone Sanna sono l'equivalente delle “Variazioni Goldberg” per la musica di Bach, vale a dire quel tocco di genio che fa fare alle classiche e buonissime copulette di Ozieri un passo verso il paradiso dei golosi raffinati, grazie anche a una glassa di irresistibile sottigliezza. Simone Sanna però si cimenta con successo su tiricche e amaretti che propone in simpatiche pirottine: da provare.
Ploaghe: se vi piacciono i savoiardi “all'antica” è alla Pasticceria del Corso di Solinas che dovete rivolgervi. Piccoli, delicati con i profumi e il sapore di una volta.
Macomer. «Della pasticceria Granello di senape di Macomer – dice Corrado Mannoni – ci hanno colpito i papassini senza zucchero né uova: e i nostri clienti ne vanno matti”. Della stessa pasticceria meritano una segnalazione le “Meraviglie”, pasta violata e arrotolata, e i “Fraones”, le formaggelle arricchite con scorzette di agrumi canditi. Siligo: dalla pasticceria Cortè del paesino del Mejlogu arriva buona parte del campionario dei dolci tipici sardi: dalle copulette di Ozieri ai papassini, dai biscotti savoiardi alle treccine al miele o con zucchero. Fino al panettone. E il torrone? Sono tanti i paesi che producono il torrone, da Tonara ad Aritzo. «Noi – dice Mannoni – abbiamo scelto quella della Bottega del torrone di Pattada, ma i nostri clienti gradiscono anche quelli siciliani di Fiasconaro e quello di Flamigni». Di Nughedu San Nicolò sono molto apprezzati i dolci di Corveddu: dai papassini con noci alle classiche “gallette” ideali per la colazione. Gli amanti della tradizione, poi, non rinunciano alla classica “aranzada” nuorese di Guiso e alle “orullettas” di Peppa Brotza di Pattada.
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