Coronavirus in Sardegna, in arrivo tre tipi di test per la campagna d’inverno
di Roberto Petretto
La prima dotazione tra mercoledì e giovedì. E il 21 Crisanti nell’isola
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SASSARI. Un intreccio complesso e precario come uno shangai: il bastoncino della sanità pubblica che tocca quello del Covid che tocca quello della sanità privata che tocca quello delle nuove strutture. Tutto è importante e tutto deve viaggiare con la massima velocità possibile. Si organizza la campagna per i tamponi a tappeto, si pensa alle aree dove sorgerà il nuovo ospedale di Sassari, si gestisce l’emergenza della pandemia che lascia intravedere qualche timido segnale positivo.
Il nuovo ospedale. Sassari attende il nuovo ospedale: nell’intervista a La Nuova il presidente della Regione, Christian Solinas, ha confermato l’impegno per la realizzazione della struttura. «Si farà», ha detto Solinas. E allora la domanda successiva è: dove? (sul quando ci sarà da attendere un bel po’): «Abbiamo diverse soluzioni da prendere in considerazione - dice il commissario di Ares-Ats, Massimo Temussi -. C’è al momento una certezza: l’ospedale sorgerà su un’area pubblica. Non saranno coinvolti terreni privati perché non c’è alcuna intenzione di imbarcarsi in espropri dai quali non usciremmo. Le opzioni sono diverse, siamo ancora in fase di studio».
Altre indicazioni: l’area dovrà essere vasta perché la struttura sarà anche più grande di quella attuale. Esclusa quindi l’idea di avere un nuovo ospedale all’interno del perimetro urbano dove non esistono aree con quelle caratteristiche. Sarà invece a ridosso dell’agglomerato urbano, in moda che possa anche usufruire di un’adeguata viabilità circostante.
I test a tappeto. Sempre il presidente Solinas e sempre nell’intervista a La Nuova ha parlato della campagna di test che sta per partire. Una campagna massiva «articolata in tre fasi».
Inutile chiedere al commissario Temussi dettagli precisi su queste tre fasi. «I dettagli li stiamo ancora defindendo - dice -. Posso dire che ci sarà una campagna di comunicazione pesante perché dobbiamo convincere quante più persone a sottoporsi al test». Questo è comprensibile, ma è stato proprio il presidente a anticipare l’aspetto delle tre fasi: «Allora diciamo che verranno prima utilizzati due tipi differenti di tamponi rapidi e in una fase successiva i tamponi molecolari sulle persone che sono risultate positive».
I test sono stati ordinati: «Arriveranno mercoledì o giovedì prossimi, questo lo possiamo dire».
Lunedì ci sarà un nuovo confronto in videoconferenza tra Temussi e il professor Andrea Crisanti, l’esperto incaricato di supervisionare la campagna di test. Crisanti dovrebbe poi arrivare in Sardegna lunedì 21.
L’andamento del contagio. Dal resoconto giornaliero sull’andamento del contagio arriva qualche segnale confortante, ma non certo per ciò che riguarda i decessi: anche ieri ne sono stati contati ben sette. Si tratta di tre residenti nella provincia di Sassari, due nella provincia di Nuoro e due rispettivamente in quelle di Oristano e Sud Sardegna. L’elemento positivo arriva dal numero di contagi, sceso stavolta sotto quota 200 (198 per la precisione) e dalla minore pressione sul sistema ospedaliero, in reparti non intensivi: 15 ricoverati in meno (563 in totale). Nei reparti intensivi c’è invece un ricoverato in più (ora i posti occupati sono 64). Continuano a crescere i guariti: 134 più altri 120 guariti clinicamente. Nelle ultime 24 ore sono stati eseguiti 4.285 tamponi.
L’Istituto di sanità. I segnali positivi non devono però indurre a allentare la tensione. Dall’Istituto superiore di sanità arriva un quadro che non va sottovalutato: in 16 regioni (tra cui la Sardegna) c’è un «impatto alto» sui servizi sanitari per sovraccarico di terapie intensive e area medica, per evidenza di nuovi focolai (in Rsa, case di riposo, ospedali o luoghi con popolazione vulnerabile) e per nuovi casi segnalati. Oltre alla Sardegna dell’elenco fanno parte Abruzzo, Calabria, Campania, Emilia Romagna., Friuli Venezia Giulia, Lazio, Lombardia, Marche, Piemonte, Pprovincia autonoma di Bolzano, Provincia autonoma di Trento, Puglia, Toscana, Umbria e Veneto.
Il nuovo ospedale. Sassari attende il nuovo ospedale: nell’intervista a La Nuova il presidente della Regione, Christian Solinas, ha confermato l’impegno per la realizzazione della struttura. «Si farà», ha detto Solinas. E allora la domanda successiva è: dove? (sul quando ci sarà da attendere un bel po’): «Abbiamo diverse soluzioni da prendere in considerazione - dice il commissario di Ares-Ats, Massimo Temussi -. C’è al momento una certezza: l’ospedale sorgerà su un’area pubblica. Non saranno coinvolti terreni privati perché non c’è alcuna intenzione di imbarcarsi in espropri dai quali non usciremmo. Le opzioni sono diverse, siamo ancora in fase di studio».
Altre indicazioni: l’area dovrà essere vasta perché la struttura sarà anche più grande di quella attuale. Esclusa quindi l’idea di avere un nuovo ospedale all’interno del perimetro urbano dove non esistono aree con quelle caratteristiche. Sarà invece a ridosso dell’agglomerato urbano, in moda che possa anche usufruire di un’adeguata viabilità circostante.
I test a tappeto. Sempre il presidente Solinas e sempre nell’intervista a La Nuova ha parlato della campagna di test che sta per partire. Una campagna massiva «articolata in tre fasi».
Inutile chiedere al commissario Temussi dettagli precisi su queste tre fasi. «I dettagli li stiamo ancora defindendo - dice -. Posso dire che ci sarà una campagna di comunicazione pesante perché dobbiamo convincere quante più persone a sottoporsi al test». Questo è comprensibile, ma è stato proprio il presidente a anticipare l’aspetto delle tre fasi: «Allora diciamo che verranno prima utilizzati due tipi differenti di tamponi rapidi e in una fase successiva i tamponi molecolari sulle persone che sono risultate positive».
I test sono stati ordinati: «Arriveranno mercoledì o giovedì prossimi, questo lo possiamo dire».
Lunedì ci sarà un nuovo confronto in videoconferenza tra Temussi e il professor Andrea Crisanti, l’esperto incaricato di supervisionare la campagna di test. Crisanti dovrebbe poi arrivare in Sardegna lunedì 21.
L’andamento del contagio. Dal resoconto giornaliero sull’andamento del contagio arriva qualche segnale confortante, ma non certo per ciò che riguarda i decessi: anche ieri ne sono stati contati ben sette. Si tratta di tre residenti nella provincia di Sassari, due nella provincia di Nuoro e due rispettivamente in quelle di Oristano e Sud Sardegna. L’elemento positivo arriva dal numero di contagi, sceso stavolta sotto quota 200 (198 per la precisione) e dalla minore pressione sul sistema ospedaliero, in reparti non intensivi: 15 ricoverati in meno (563 in totale). Nei reparti intensivi c’è invece un ricoverato in più (ora i posti occupati sono 64). Continuano a crescere i guariti: 134 più altri 120 guariti clinicamente. Nelle ultime 24 ore sono stati eseguiti 4.285 tamponi.
L’Istituto di sanità. I segnali positivi non devono però indurre a allentare la tensione. Dall’Istituto superiore di sanità arriva un quadro che non va sottovalutato: in 16 regioni (tra cui la Sardegna) c’è un «impatto alto» sui servizi sanitari per sovraccarico di terapie intensive e area medica, per evidenza di nuovi focolai (in Rsa, case di riposo, ospedali o luoghi con popolazione vulnerabile) e per nuovi casi segnalati. Oltre alla Sardegna dell’elenco fanno parte Abruzzo, Calabria, Campania, Emilia Romagna., Friuli Venezia Giulia, Lazio, Lombardia, Marche, Piemonte, Pprovincia autonoma di Bolzano, Provincia autonoma di Trento, Puglia, Toscana, Umbria e Veneto.
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