Al “Costa Smeralda” prevale l’ottimismo: ripartenza nel 2021
di Giandomenico Mele
L’analisi di Silvio Pippobello, amministratore della Geasar: «È stato un anno pesante, la normalità non prima del 2022»
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OLBIA. Un milione 720 mila passeggeri in meno da gennaio a ottobre 2020. Spazzati via dal Covid. L’aeroporto Costa Smeralda di Olbia aveva appena festeggiato la stagione più brillante della sua storia, un 2019 nel quale aveva sfiorato di poco i 3 milioni di passeggeri, prima di essere travolto dalla tempesta perfetta. In mezzo c’è stata la notizia dell’acquisizione della Geasar, la società di gestione dello scalo gallurese, da parte del fondo infrastrutturale F2i, che vanta già la proprietà dello scalo di Alghero e una dotazione economica da big del settore. In attesa di novità, con il via libera all’operazione da parte dell’Antitrust, il management è rimasto sul ponte di comando. In primis Silvio Pippobello, amministratore delegato di Geasar, che è intervenuto a introdurre l’appuntamento con “Sardinia Tourism Call to Action 2020”, che si è svolto on line giovedì scorso, dedicato alla sostenibilità e al turismo attivo.
La ripresa. «Il turismo e il trasporto aereo sono stati colpiti dalla pandemia, abbiamo aeroporti ad oggi che hanno perso il 90% del traffico, noi forse siamo stati meno colpiti anche se parliamo di una perdita, con decremento del traffico, pari al 65% – spiega Pippobello –. Sono numeri grossi, che mettono in ginocchio qualsiasi organizzazione. Forse possiamo resistere, ma con la speranza che il 2021 possa essere l’anno della ripartenza. Io credo che lo sarà senz’altro, abbiamo dei dati, confermati dalle interlocuzioni con le compagnie aeree e le analisi fatte dagli enti nazionali ed internazionali». Se i primi tre mesi di quest’anno erano già stati messi in preventivo a zero passeggeri, a causa dei lavori di rifacimento della pista, nei mesi successivi di questo drammatico 2020 il Costa Smeralda è affondato, così come tutto il traffico aereo mondiale.
Sardegna turistica. «Per quanto riguarda la Sardegna siamo in una situazione di piccolo privilegio in quanto i flussi turistici nel trasporto aereo saranno quelli che verranno meno colpiti. Senz’altro in misura inferiore rispetto a quelli business – sottolinea l’ad di Geasar –. Noi abbiamo programmato un 2021 con una perdita, ovviamente, rispetto al 2019. Ancora non siamo in una situazione di normalità, pensiamo di poterla recuperare nel 2022. Questa è la nostra speranza. Tenete conto che gli analisti pensano che la normalità, cioè i livelli del 2019 per quanto riguarda il trasporto aereo, verrà raggiunta nel 2024. Ecco perché dico che siamo forse privilegiati, in quanto isola e destinazione di flussi turistici. Siamo ottimisti, noi pensiamo che dopo la primavera i flussi estivi saranno normali e potremmo riuscire a chiudere l’anno 2021 con una perdita limitata»
I costi. Un altro aspetto, che incide sui bilanci delle società di gestione degli aeroporti in epoca di pandemia, sono i costi in aumento. «Il fattore Covid, o in futuro il fattore virus in generale, incidono e incideranno pesantemente sui costi perchè dobbiamo sanificare e avere a disposizione superfici maggiori per gestire i flussi – spiega Pippobello –. Supereremo questa pandemia con l’arrivo dei vaccini, come ci auguriamo tutti, ma nel sistema rimarrà la preoccupazione e saranno necessarie una serie di disposizioni per fare in modo che si possano prevenire altre crisi».
I numeri. La governance e la nuova strategia di F2i per Geasar non è stata ancora resa ufficiale, anche se il futuro deve fare i conti con gli effetti della pandemia. Il network dell’aeroporto di Olbia nella Summer 2020 era costituito da oltre 20 compagnie, per un totale di 55 destinazioni e collegamenti con 13 Paesi europei. Da gennaio a ottobre 2020 sono transitati 973.718 passeggeri, il 65,67 per cento in meno rispetto allo stesso periodo dell'anno precedente. Il calo ha interessato soprattutto il segmento internazionale, che si è ridotto dell’81,59% rispetto al 2019. Il segmento domestico, seppur con una flessione del 46,75%, ha evidenziato buone prestazioni soprattutto nei mesi estivi, con una flessione limitata al - 2,78% nel mese di agosto.
La ripresa. «Il turismo e il trasporto aereo sono stati colpiti dalla pandemia, abbiamo aeroporti ad oggi che hanno perso il 90% del traffico, noi forse siamo stati meno colpiti anche se parliamo di una perdita, con decremento del traffico, pari al 65% – spiega Pippobello –. Sono numeri grossi, che mettono in ginocchio qualsiasi organizzazione. Forse possiamo resistere, ma con la speranza che il 2021 possa essere l’anno della ripartenza. Io credo che lo sarà senz’altro, abbiamo dei dati, confermati dalle interlocuzioni con le compagnie aeree e le analisi fatte dagli enti nazionali ed internazionali». Se i primi tre mesi di quest’anno erano già stati messi in preventivo a zero passeggeri, a causa dei lavori di rifacimento della pista, nei mesi successivi di questo drammatico 2020 il Costa Smeralda è affondato, così come tutto il traffico aereo mondiale.
Sardegna turistica. «Per quanto riguarda la Sardegna siamo in una situazione di piccolo privilegio in quanto i flussi turistici nel trasporto aereo saranno quelli che verranno meno colpiti. Senz’altro in misura inferiore rispetto a quelli business – sottolinea l’ad di Geasar –. Noi abbiamo programmato un 2021 con una perdita, ovviamente, rispetto al 2019. Ancora non siamo in una situazione di normalità, pensiamo di poterla recuperare nel 2022. Questa è la nostra speranza. Tenete conto che gli analisti pensano che la normalità, cioè i livelli del 2019 per quanto riguarda il trasporto aereo, verrà raggiunta nel 2024. Ecco perché dico che siamo forse privilegiati, in quanto isola e destinazione di flussi turistici. Siamo ottimisti, noi pensiamo che dopo la primavera i flussi estivi saranno normali e potremmo riuscire a chiudere l’anno 2021 con una perdita limitata»
I costi. Un altro aspetto, che incide sui bilanci delle società di gestione degli aeroporti in epoca di pandemia, sono i costi in aumento. «Il fattore Covid, o in futuro il fattore virus in generale, incidono e incideranno pesantemente sui costi perchè dobbiamo sanificare e avere a disposizione superfici maggiori per gestire i flussi – spiega Pippobello –. Supereremo questa pandemia con l’arrivo dei vaccini, come ci auguriamo tutti, ma nel sistema rimarrà la preoccupazione e saranno necessarie una serie di disposizioni per fare in modo che si possano prevenire altre crisi».
I numeri. La governance e la nuova strategia di F2i per Geasar non è stata ancora resa ufficiale, anche se il futuro deve fare i conti con gli effetti della pandemia. Il network dell’aeroporto di Olbia nella Summer 2020 era costituito da oltre 20 compagnie, per un totale di 55 destinazioni e collegamenti con 13 Paesi europei. Da gennaio a ottobre 2020 sono transitati 973.718 passeggeri, il 65,67 per cento in meno rispetto allo stesso periodo dell'anno precedente. Il calo ha interessato soprattutto il segmento internazionale, che si è ridotto dell’81,59% rispetto al 2019. Il segmento domestico, seppur con una flessione del 46,75%, ha evidenziato buone prestazioni soprattutto nei mesi estivi, con una flessione limitata al - 2,78% nel mese di agosto.
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