È un Natale più austero Un sardo su 4 non fa regali
di Antonello Palmas
Consumi in netto calo: la spesa media sarà di 119 euro. Prevale la paura
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SASSARI. Nel Natale impoverito dalla pandemia (che tutte le risorse si porta via) le spese dei sardi non fanno eccezione, anzi. Le previsioni di Confcommercio dicono che saranno decisamente più basse (spesa media 119 euro) rispetto al dato nazionale, 164. E solo il 74,2% dei consumatori farà i regali, cioè uno su quattro sceglierà di non fare acquisti vista l’impossibilità del classico scambio sotto l'albero con parenti e amici, mentre chi li farà spenderà di più. Significa che si allarga la forbice tra chi ha la fortuna di essere garantito e chi ha subito sulla propria pelle e sulle proprie tasche gli effetti delle restrizioni.
Calo dei consumi. «L'incertezza economica e il disorientamento sono i veri protagonisti di questo Natale 2020 – afferma il presidente di Confcommercio sud Sardegna Alberto Bertolotti – questo comporta un calo del 12% dei consumi rispetto allo scorso anno dovuto a tanti fattori, come le tredicesime più leggere, il lockdown ma, soprattutto, la paura causata dall’emergenza». Gli effetti si vedono su Pil e i consumi pro capite: a livello nazionale tornano sui livelli di metà anni ’90; in un solo anno si è perso più che nei 4 anni della crisi dei debiti sovrani.
Dicembre di paura. Qualche speranza Confcommercio la ripone nella novità rappresentata dal cashback, che secondo Bertolotti «nell'ottica della spinta ai consumi e della trasparenza dei pagamenti potrebbe invogliare i sardi a fare gli acquisti, speriamo nei piccoli negozi di vicinato». Confcommercio ha calcolato il valore “economico” del mese di dicembre, sicuramente il più importante per le imprese italiane del settore commercio. Nel 2019 valeva in tutto 110-115 miliardi di euro di spese per consumi (inclusi affitti, utenze, servizi); per le sole spese commercializzabili (beni e servizi), la spesa era 81 miliardi di euro circa; nel 2020 questa spesa (fortemente correlata al benessere economico delle famiglie) scenderebbe a circa 73 miliardi di euro. L’incertezza legata alla pandemia sta frenando i consumi e ha spinto molti a rinviare le spese per le feste: solo il 20% ha scelto l’acquisto anticipato dei regali a fine novembre, contro il 26% dell'anno scorso, e aumenta dal 51,3% al 61% la percentuale di chi aspetta la prima metà di dicembre. Cresce comunque novembre grazie al complesso di eventi legati al Black Friday.
Cibo e giocattoli resistono. Generi alimentari (68%) e giocattoli (51,2%), sono in flessione rispetto al 2019, ma restano la tipologia più gettonata di regali, ma a registrare la maggiore crescita sono gli abbonamenti a piattaforme streaming (+10,5%) e i buoni regalo digitali (+7,2%); in forte calo l'acquisto di biglietti per spettacoli e concerti (-26%) e trattamenti di bellezza (-25%), causa restrizioni per la pandemia. Da registrare l'aumento delle spese inferiori ai 300 euro (dal 91,6% al 94,2%) e la riduzione di quelle superiori ai 300 euro (-31%), che di fatto riducono il valore degli acquisti: la spesa complessiva per i regali di Natale è in calo del 18% (da quasi 9 miliardi di euro del 2019 a 7,3); e si tenderà a utilizzare la tredicesima (67%) per le spese per la casa, risparmio, tasse e bollette, solo il 17,3% andrà in regali.
A rischio l’Italia che produce. Per quanto riguarda l’isola «la voglia di ripartire c'è – dice Bertolotti – ma serve una spinta decisa ed univoca da parte del Governo: moratoria fiscale per il 2020, indennizzi prolungati per tutto il 2021 e una diffusa campagna di prestiti a tasso zero ultratrentennali per le aziende». Il presidente di Confcommercio sud Sardegna si augura però che le misure non si basino sui codici Ateco (criterio che spesso ha lasciato fuori in maniera ingiustificata tante figure lavorative), ma tenga in considerazione le perdite di fatturato come unico criterio. «Se di emergenza si tratta, la risposta deve essere di vera emergenza. A rischio ora è il ruolo dell'Italia produttiva».
©RIPRODUZIONE RISERVATA
Calo dei consumi. «L'incertezza economica e il disorientamento sono i veri protagonisti di questo Natale 2020 – afferma il presidente di Confcommercio sud Sardegna Alberto Bertolotti – questo comporta un calo del 12% dei consumi rispetto allo scorso anno dovuto a tanti fattori, come le tredicesime più leggere, il lockdown ma, soprattutto, la paura causata dall’emergenza». Gli effetti si vedono su Pil e i consumi pro capite: a livello nazionale tornano sui livelli di metà anni ’90; in un solo anno si è perso più che nei 4 anni della crisi dei debiti sovrani.
Dicembre di paura. Qualche speranza Confcommercio la ripone nella novità rappresentata dal cashback, che secondo Bertolotti «nell'ottica della spinta ai consumi e della trasparenza dei pagamenti potrebbe invogliare i sardi a fare gli acquisti, speriamo nei piccoli negozi di vicinato». Confcommercio ha calcolato il valore “economico” del mese di dicembre, sicuramente il più importante per le imprese italiane del settore commercio. Nel 2019 valeva in tutto 110-115 miliardi di euro di spese per consumi (inclusi affitti, utenze, servizi); per le sole spese commercializzabili (beni e servizi), la spesa era 81 miliardi di euro circa; nel 2020 questa spesa (fortemente correlata al benessere economico delle famiglie) scenderebbe a circa 73 miliardi di euro. L’incertezza legata alla pandemia sta frenando i consumi e ha spinto molti a rinviare le spese per le feste: solo il 20% ha scelto l’acquisto anticipato dei regali a fine novembre, contro il 26% dell'anno scorso, e aumenta dal 51,3% al 61% la percentuale di chi aspetta la prima metà di dicembre. Cresce comunque novembre grazie al complesso di eventi legati al Black Friday.
Cibo e giocattoli resistono. Generi alimentari (68%) e giocattoli (51,2%), sono in flessione rispetto al 2019, ma restano la tipologia più gettonata di regali, ma a registrare la maggiore crescita sono gli abbonamenti a piattaforme streaming (+10,5%) e i buoni regalo digitali (+7,2%); in forte calo l'acquisto di biglietti per spettacoli e concerti (-26%) e trattamenti di bellezza (-25%), causa restrizioni per la pandemia. Da registrare l'aumento delle spese inferiori ai 300 euro (dal 91,6% al 94,2%) e la riduzione di quelle superiori ai 300 euro (-31%), che di fatto riducono il valore degli acquisti: la spesa complessiva per i regali di Natale è in calo del 18% (da quasi 9 miliardi di euro del 2019 a 7,3); e si tenderà a utilizzare la tredicesima (67%) per le spese per la casa, risparmio, tasse e bollette, solo il 17,3% andrà in regali.
A rischio l’Italia che produce. Per quanto riguarda l’isola «la voglia di ripartire c'è – dice Bertolotti – ma serve una spinta decisa ed univoca da parte del Governo: moratoria fiscale per il 2020, indennizzi prolungati per tutto il 2021 e una diffusa campagna di prestiti a tasso zero ultratrentennali per le aziende». Il presidente di Confcommercio sud Sardegna si augura però che le misure non si basino sui codici Ateco (criterio che spesso ha lasciato fuori in maniera ingiustificata tante figure lavorative), ma tenga in considerazione le perdite di fatturato come unico criterio. «Se di emergenza si tratta, la risposta deve essere di vera emergenza. A rischio ora è il ruolo dell'Italia produttiva».
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