La Nuova Sardegna

Energia in banchina per porti più “verdi”

di Roberto Petretto
Energia in banchina per porti più “verdi”

Il Recovery plan prevede risorse per tagliare l’inquinamento

2 MINUTI DI LETTURA





SASSARI. Sul Recovery plan la trattativa (però alcuni parlerebbero di battaglia) è ancora in corso, ma alcune linee generali sembrerebbero delineate. Un intervento importante dovrebbe infatti essere destinato a rendere più “verdi” i porti italiani. Esiste un piano da un miliardo per dotare gli scali portuali italiani di impianti di approvvigionamento elettrico per le navi ormeggiate in banchina. Si tratta del progetto Cold ironing che, se realizzato, consentirebbe alle navi in sosta di spegnere i motori e di alimentare gli impianti con l’elettricità fornita dal porto, evitando così di continuare a emettere in atmosfera i fumi di scarico.

L’intervento potrebbe toccare anche i porti sardi, anche se non esiste al momento né la certezza del finanziamento, né l’elenco delle strutture che ne beneficerebbero. «Attendiamo con grande speranza - dice Massimo Deiana, presidente dell’Autorità di sistema portuale del Mare di Sardegna -. In questi anni abbiamo portato avanti la pianificazione, ma mancano le risorse. Ecco, se dovessero arrivare la risorse, daremmo gambe ai progetti».

Ma Deiana ammonisce: attenzione, perché realizzare l’infrastruttura non significa risolvere i problemi. «Paradossalmente sarebbe il meno. Avere la corrente in banchina non basta: poi bisognerebbe convincere gli armatori a collegarsi alla rete elettrica del porto e a spegnere i motori».

E questa potrebbe non essere un’impresa facile. Il costo dell’energia elettrica in Italia è maggiore rispetto a quella di altre nazioni europee. Non solo: se il costo dell’elettricità fornita dal porto dovesse essere superiore a quello che l’armatore dovrebbe sostenere tenendo accesi i motori delle navi, allora si rischierebbe di avere strutture moderne ed efficienti, ma non utilizzate perché non convenienti. Ecco perchè sarebbe necessario studiare formule di incentivazione oppure trovare un sistema che obblighi le navi ad agganciarsi alle reti dei porti. «Comunque non si tratta di infrastrutture semplici da realizzare - dice ancora Deiana -. Non si tratta solo di portare un cavo in banchina: stiamo parlando di alimentare navi capaci di trasportare 10mila persone. Città galleggianti».

In attesa di fondi e regole certe, l’Autorità portuale si sta muovendo: «L’anno scorso abbiamo approvato il piano Deasp (Documento di pianificazione energetica e ambientale) - dice Deiana -. Lo stiamo implementando con ulteriori approfondimenti, chiedendo ai nostri portatori di interesse quali sono le loro esigenze».



Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli La Nuova Sardegna per le tue notizie su Google

Primo Piano
Maltempo

Meteo Giuliacci, ciclone in arrivo: piogge intense e temperature in picchiata

Le nostre iniziative