La Nuova Sardegna

Strutture, Usca e test contro la terza ondata

di Roberto Petretto
Strutture, Usca e test contro la terza ondata

Potenziamento del sistema per contenere i contagi e prevenire nuovi picchi Impennata dei contagi: il dato è falsato da vecchi dati di Nuoro mai censiti

4 MINUTI DI LETTURA





SASSARI. Il piano dei mille posti letto, annunciato tre settimane fa dalla Regione, è dimensionato per un malaugurato evento catastrofico, quella temuta “terza ondata” che potrebbe avere conseguenze ancora più pesanti della seconda, ancora in atto. Secondo l’ultimo aggiornamento della Regione attualmente sono disponibili nell’isola 658 posti letto. I ricoverati con sintomi erano, a ieri, 589. Teoricamente il sistema sarebbe in grado di adeguarsi a un carico quasi doppio di pazienti Covid.

La terza ondata. «Ci siamo presi un margine di sicurezza», dice il commissario dell’Ares-Ats, Massimo Temussi nel commentare lo stato di attuazione del cosiddetto “piano dei 40 giorni”. Un’ipotesi, quella della terza ondata, di cui molti parlano, ma che nell’isola si spera di scongiurare sia col potenziamento della strutture ospedaliere e della medicina territoriale (più medici nelle Unità speciali di continuità assistenziale), sia con la campagna di test a tappeto che dovrebbe partire entro il mese.

Le strutture provvisorie. Le strutture installate all’esterno degli ospedali non hanno una durata illimitata. A Olbia, come si può leggere nell’articolo qui a fianco, si sta provvedendo a smantellarla per impiantarne una più stabile. La Protezione civile ha 80 strutture in tutta l’isola, esposte a ogni tipo di condizione meteorologica, che non garantiscono più la tenuta indispensabile e che, quindi, e presto saranno sostituite. Ne sono state ordinate altre 90. Non vengono utilizzate solo per il pre-triage: al Santissima Trinità di Cagliari, ad esempio, ospitano una sala parto.

Il bollettino. Il grafico dell’andamento dei contagi pubblicato dal sito del ministero della Salute e immediatamente aggiornato, presenta da ieri pomeriggio un andamento schizoide: dopo giorni di progressiva tendenza verso il basso, ecco un balzo inatteso e gigantesco verso l’alto. 633 casi in un giorno, il dato peggiore dall’inizio della pandemia (il record precedente, giusto un mese prima, era stato di 623). Ma quello che il grafico non dice è che i casi di ieri sarebbero stati molti di meno se non ci fosse stato il cosiddetto “caso Nuoro”.

Il caso Nuoro. L’Unità di crisi regionale parla di un “riallineamento del dato della provincia di Nuoro, relativo al periodo precedente”. E se si guarda al dettaglio dei contagi provincia per provincia si vede che in un sol giorno Nuoro registra 491 casi. In realtà non si tratta, ovviamente, di un improvviso boom di contagi, ma dell’inserimento di una serie di casi che che non erano stati conteggiati. Forse “dimenticati” in qualche file, come nel caso segnalato qualche giorno fa dalla Nuova.

Quindi, se il dato di Nuoro viene ricondotto a dimensioni ragionevoli e in linea con i dati medi di questi giorni, anche oggi la Sardegna sarebbe sotto i 200 contagi. Quella che non accenna a calare è invece la curva dei decessi: anche ieri sette sardi hanno perso la vita a causa del Covid.

In totale sono stati eseguiti 420.640 tamponi con un incremento di 3.606 test. Sono 59 (-2) i pazienti in terapia intensiva. Le persone in isolamento domiciliare sono 14.776. Sul territorio, di 26.278 casi positivi complessivamente accertati, 5.667 (+65) sono stati rilevati nella Città Metropolitana di Cagliari, 4.128 (+31) nel Sud Sardegna, 2.095 (+20) a Oristano, 9.184 (+26) a Sassari. Poi c’è il dato abnorme di Nuoro: più 491 con un totale di 5.204.

Interrogazione della Lapia. Sui dati “ballerini” di Nuoro è intervenuta la parlamentare Mara Lapia (Gruppo Misto): «La riprova che i dati trasmessi alla Regione e all’Istituto Superiore di Sanità fossero inattendibili si è avuta clamorosamente con un riallineamento dei positivi che nella sola provincia di Nuoro sono cresciuti di ben 491 unità. Questa gravissima situazione è ora al centro di un’interrogazione al ministro della Salute Roberto Speranza». La deputata ipotizza che i dati errati possano aver indotto ad una valutazione sbagliata della gravità della pandemia in provincia di Nuoro «e quindi ad una strategia inefficace per il suo contrasto». Con l’interrogazione chiede «a che livello e per quale motivo il meccanismo si è inceppato non per una ma, addirittura, per due volte. Di chi è la responsabilità di questo grossolano errore che rischia di avere gravissime ripercussioni sulla gestione dell’emergenza? Non possiamo accettare che ci si limiti a parlare di riallineamento dei dati».

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli La Nuova Sardegna per le tue notizie su Google

Primo Piano
Il raid

Undici furgoni a fuoco nella notte: attentato contro un’azienda logistica del sud Sardegna – Le indagini

Le nostre iniziative