Olbia, via i tendoni dall’ospedale: arriva un mini reparto
di Stefania Puorro
Davanti al Giovanni Paolo II sarà allestito un prefabbricato con 5 posti letto. Rimarrà lo spazio pre-triage dove sottoporre a tampone i pazienti esterni
3 MINUTI DI LETTURA
OLBIA. Via le tende. Il nuovo spazio per l’isolamento dei casi Covid diventerà un vero e proprio reparto “staccato”. Ci si attrezza per tempo, quindi, di fronte a una possibile terza ondata della pandemia. L’obiettivo è migliorare la qualità dell’assistenza e garantire maggior comfort ai pazienti. Spariranno nelle prossime ore i due tendoni allestiti davanti al pronto soccorso del Giovanni Paolo II e utilizzati in questi mesi: al loro posto ci sarà un ampio prefabbricato nel quale si sistemeranno cinque posti letto.
Le persone che arriveranno all’ospedale e che risulteranno positive potranno rimanere qui anche per qualche giorno, monitorate continuamente, in attesa di essere poi spostate nell’area grigia o direttamente in un ospedale Covid. I lavori sono cominciati ieri e anche per la giornata odierna, il parcheggio che si trova di fronte al padiglione D1 (dove c’è il centro trasfusionale) verrà chiuso. Questo per consentire a mezzi e operai di muovere senza ostacoli.
Una delle ragioni che ha portato la direzione dell’Ats- Assl di Olbia a decidere di montare il prefabbricato è anche legato alle intemperie: in questo modo, pure nelle giornate di maltempo i pazienti potranno essere accolti in un ambiente riscaldato e dotato di tutta la strumentazione necessaria.
Il pre-triage. L’unica tenda che rimarrà sarà quella del pre-triage: quando arriverà un paziente esterno, verrà sottoposto al tampone e se il risultato sarà negativo seguirà il normale percorso di ingresso nell’ospedale. Di fronte a un esito positivo, invece, il paziente verrà accolto in uno dei letti del prefabbricato in via temporanea.
Ma se la sua permanenza dovesse prolungarsi (perché l’area grigia è satura o perché si deve attendere un posto libero in un ospedale Covid) potrà contare su un’assistenza totale in sicurezza come se si trovasse in un vero e proprio reparto.
Alt alle auto. L'allestimento della nuova struttura durerà alcuni giorni e anche per oggi, come ha fatto sapere la Assl, sarà vietato l’ingresso delle auto nell’area di sosta chiusa. La circolazione stradale verrà regolamentata dal personale della ditta che sta eseguendo i lavori.
Nuovo macchinario. Cresce intanto il numero dei tamponi processati dalla Assl di Olbia. Da dieci giorni è in funzione il nuovo macchinario (il Panther Hologic) che pian piano consentirà di ridurre il carico di lavoro che grava ancora sulle strutture di Sassari sino a raggiungere la piena autonomia.
Dagli 80 tamponi molecolari iniziali, si arriva ora a processarne anche trecento al giorno: lo strumento di ultima generazione, sistemato nel Laboratorio analisi, lavora i tamponi che vengono eseguiti nel pit stop allestito al Giovanni Paolo II e destinato allo screening del personale Assl, oltre a quelli dei pazienti in attesa di ricovero. Ma da una settimana sono stati presi in carico anche una parte dei tamponi fatti dall’Igiene Pubblica.
Il Panther ha uno start molto lento: una sorta di preparazione e riscaldamento che dura circa due ore. Ma una volta a regime, processa un tampone al minuto e, se non c’è pregresso, nel giro di 48 ore vengono comunicati i risultati.
©RIPRODUZIONE RISERVATA
Le persone che arriveranno all’ospedale e che risulteranno positive potranno rimanere qui anche per qualche giorno, monitorate continuamente, in attesa di essere poi spostate nell’area grigia o direttamente in un ospedale Covid. I lavori sono cominciati ieri e anche per la giornata odierna, il parcheggio che si trova di fronte al padiglione D1 (dove c’è il centro trasfusionale) verrà chiuso. Questo per consentire a mezzi e operai di muovere senza ostacoli.
Una delle ragioni che ha portato la direzione dell’Ats- Assl di Olbia a decidere di montare il prefabbricato è anche legato alle intemperie: in questo modo, pure nelle giornate di maltempo i pazienti potranno essere accolti in un ambiente riscaldato e dotato di tutta la strumentazione necessaria.
Il pre-triage. L’unica tenda che rimarrà sarà quella del pre-triage: quando arriverà un paziente esterno, verrà sottoposto al tampone e se il risultato sarà negativo seguirà il normale percorso di ingresso nell’ospedale. Di fronte a un esito positivo, invece, il paziente verrà accolto in uno dei letti del prefabbricato in via temporanea.
Ma se la sua permanenza dovesse prolungarsi (perché l’area grigia è satura o perché si deve attendere un posto libero in un ospedale Covid) potrà contare su un’assistenza totale in sicurezza come se si trovasse in un vero e proprio reparto.
Alt alle auto. L'allestimento della nuova struttura durerà alcuni giorni e anche per oggi, come ha fatto sapere la Assl, sarà vietato l’ingresso delle auto nell’area di sosta chiusa. La circolazione stradale verrà regolamentata dal personale della ditta che sta eseguendo i lavori.
Nuovo macchinario. Cresce intanto il numero dei tamponi processati dalla Assl di Olbia. Da dieci giorni è in funzione il nuovo macchinario (il Panther Hologic) che pian piano consentirà di ridurre il carico di lavoro che grava ancora sulle strutture di Sassari sino a raggiungere la piena autonomia.
Dagli 80 tamponi molecolari iniziali, si arriva ora a processarne anche trecento al giorno: lo strumento di ultima generazione, sistemato nel Laboratorio analisi, lavora i tamponi che vengono eseguiti nel pit stop allestito al Giovanni Paolo II e destinato allo screening del personale Assl, oltre a quelli dei pazienti in attesa di ricovero. Ma da una settimana sono stati presi in carico anche una parte dei tamponi fatti dall’Igiene Pubblica.
Il Panther ha uno start molto lento: una sorta di preparazione e riscaldamento che dura circa due ore. Ma una volta a regime, processa un tampone al minuto e, se non c’è pregresso, nel giro di 48 ore vengono comunicati i risultati.
©RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli La Nuova Sardegna per le tue notizie su Google
