Sardegna ancora in ritardo Migliora soltanto Cagliari
di Claudio Zoccheddu
Il capoluogo è l’unica città del Sud nella top ten. Male Sassari, 62esima
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SASSARI. C’è Cagliari e poi un gigantesco vuoto lungo 53 posizioni. Nella classifica della qualità della vita stilata dal Sole 24 Ore spicca la posizione di testa della provincia del capoluogo e spicca anche la distanza con Sassari, che si è fermata al 62esimo posto su 107 disponibili. Cagliari è anche l’unica provincia sarda a guadagnare posizioni rispetto allo scorso anno (+11). Le altre hanno tutte un saldo negativo: Sassari ha perso 4 posizioni, Nuoro che è 63esima ne ha perse 6, Oristano è 67esima e ne ha perse 2, il Sud Sardegna è 87esima e in un anno è retrocessa di 10 posizioni. A dare una dimensione alla qualità della vita ci hanno pensato i 90 indicatori decisi per stilare la graduatoria, 60 dei quali aggiornati al 2020 - di cui 25 dedicati esclusivamente al virus - in modo da dare un peso alla pandemia rapportata alla qualità della vita. Un impatto devastante che ha fatto impennare i tassi di mortalità, le ore di cassa integrazione e le richieste di sostegno economico.
Demografia e salute. La classifica nazionale è aperta da Bologna che, con Bolzano e Trento, sono le province italiane con la migliore qualità della vita. È invece Crotone, in Calabria, a chiudere una graduatoria profondamente divisa tra Nord e Sud. Basti pensare che la prima provincia del Mezzogiorno, oltre Cagliari, è Campobasso al 54esimo posto. Un risultato che, però, mette in evidenza l’ottima perfomance del capoluogo che si piazza al primo posto(la seconda è Sassari) in una delle sei macroaree che compongono l’indagine: Demografia e salute. Cagliari ha il tasso di mortalità più basso d’Italia e anche il miglior rapporto tra i pediatri attivi e il numero degli abitanti. In Sardegna è Sassari ad avere il maggior di numero di infermieri ogni 100mila abitanti, un dato che le consegna il terzo posto assoluto. La densità abitativa è invece un affare tra Nuoro, prima con il minor rapporto tra territorio e numero di abitanti, Oristano quarta e Sud Sardegna quinta. Male il tasso di natalità, basso nel Sud Sardegna e bassissimo a Cagliari e Oristano, che sono le province con il minor numero di nuovi nati.
Ricchezza e consumi. Il Sars-Cov-2 ha imposto un netto calo alla produzione di ricchezza, ma ha anche evidenziato il divario tra Nord e Sud. Le province sarde sono nella seconda metà della classifica. Cagliari spicca nel censimento della popolazione con crediti attivi. Ad Oristano si pagano gli affitti meno cari, ma le case hanno i prezzi di vendita più bassi. A Nuoro le case costano poco di più, ma sono, in media, le più grandi d’Italia.
Affari e lavoro. È l’area dove le province sarde hanno ottenuto i risultati peggiori. Si salva solo Cagliari, che ha fatto registrare un numero bassissimo di cessazioni d’impresa e uno dei più ridotti gap tra l’occupazione maschile e quella femminile. Poi c’è Oristano, dove falliscono meno imprese rispetto a quasi tutto il resto d’Italia. Quelli che restano sono dati da “Profondo rosso”. Oristano, Sassari e Nuoro sono le province con il minor numero di imprese attive nell’e-commerce. Oristano, invece, è ultima nella copertura della banda larga.
Ambiente e servizi. Un’altra nota dolente, ad eccezione di Cagliari, dove il settore pubblico spende molto sul territorio e nel welfare e dove la partecipazione alla formazione è altissima. Il resto dell’isola è profondamente in ritardo nella trasformazione digitale, nel numero di Spid e carte d’identità elettroniche erogate.
Giustizia e sicurezza. Oristano si conferma la provincia più sicura d’Italia grazie al più basso indice di criminalità, al minor numero di furti generici e in abitazione e a uno dei più bassi per quanto riguarda il numero di estorsioni ed incendi. Bene anche le altre province con Cagliari 24esima, Sud Sardegna 25esima, Nuoro 35esima e Sassari 37esima.
Cultura e tempo libero. Bene solo Nuoro, 37esima, che però ha una delle percentuali più basse in fatto di partecipazione elettorale insieme al Sud Sardegna. Buona la diffusione della biblioteche nell’Oristanese. Negli altri sottoinsiemi l’isola sostanzialmente non compare nei gruppi di testa ma nemmeno in quelli di coda. Si salva Sassari, 52esima. Le altre province sono tutte abbondantemente sotto la metà della graduatoria.
Demografia e salute. La classifica nazionale è aperta da Bologna che, con Bolzano e Trento, sono le province italiane con la migliore qualità della vita. È invece Crotone, in Calabria, a chiudere una graduatoria profondamente divisa tra Nord e Sud. Basti pensare che la prima provincia del Mezzogiorno, oltre Cagliari, è Campobasso al 54esimo posto. Un risultato che, però, mette in evidenza l’ottima perfomance del capoluogo che si piazza al primo posto(la seconda è Sassari) in una delle sei macroaree che compongono l’indagine: Demografia e salute. Cagliari ha il tasso di mortalità più basso d’Italia e anche il miglior rapporto tra i pediatri attivi e il numero degli abitanti. In Sardegna è Sassari ad avere il maggior di numero di infermieri ogni 100mila abitanti, un dato che le consegna il terzo posto assoluto. La densità abitativa è invece un affare tra Nuoro, prima con il minor rapporto tra territorio e numero di abitanti, Oristano quarta e Sud Sardegna quinta. Male il tasso di natalità, basso nel Sud Sardegna e bassissimo a Cagliari e Oristano, che sono le province con il minor numero di nuovi nati.
Ricchezza e consumi. Il Sars-Cov-2 ha imposto un netto calo alla produzione di ricchezza, ma ha anche evidenziato il divario tra Nord e Sud. Le province sarde sono nella seconda metà della classifica. Cagliari spicca nel censimento della popolazione con crediti attivi. Ad Oristano si pagano gli affitti meno cari, ma le case hanno i prezzi di vendita più bassi. A Nuoro le case costano poco di più, ma sono, in media, le più grandi d’Italia.
Affari e lavoro. È l’area dove le province sarde hanno ottenuto i risultati peggiori. Si salva solo Cagliari, che ha fatto registrare un numero bassissimo di cessazioni d’impresa e uno dei più ridotti gap tra l’occupazione maschile e quella femminile. Poi c’è Oristano, dove falliscono meno imprese rispetto a quasi tutto il resto d’Italia. Quelli che restano sono dati da “Profondo rosso”. Oristano, Sassari e Nuoro sono le province con il minor numero di imprese attive nell’e-commerce. Oristano, invece, è ultima nella copertura della banda larga.
Ambiente e servizi. Un’altra nota dolente, ad eccezione di Cagliari, dove il settore pubblico spende molto sul territorio e nel welfare e dove la partecipazione alla formazione è altissima. Il resto dell’isola è profondamente in ritardo nella trasformazione digitale, nel numero di Spid e carte d’identità elettroniche erogate.
Giustizia e sicurezza. Oristano si conferma la provincia più sicura d’Italia grazie al più basso indice di criminalità, al minor numero di furti generici e in abitazione e a uno dei più bassi per quanto riguarda il numero di estorsioni ed incendi. Bene anche le altre province con Cagliari 24esima, Sud Sardegna 25esima, Nuoro 35esima e Sassari 37esima.
Cultura e tempo libero. Bene solo Nuoro, 37esima, che però ha una delle percentuali più basse in fatto di partecipazione elettorale insieme al Sud Sardegna. Buona la diffusione della biblioteche nell’Oristanese. Negli altri sottoinsiemi l’isola sostanzialmente non compare nei gruppi di testa ma nemmeno in quelli di coda. Si salva Sassari, 52esima. Le altre province sono tutte abbondantemente sotto la metà della graduatoria.
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