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L’altra passione: il calcio e la sfida persa di portare la Torres in serie B

L’altra passione: il calcio e la sfida persa di portare la Torres in serie B

Di fronte a una piazza d’Italia piena come un uovo di tifosi, lui gridò: «Volete la B? Allora me ne vado. Io ero venuto per conquistare la A». Una provocazione, tipica dello stile di Tusacciu (nella...

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Di fronte a una piazza d’Italia piena come un uovo di tifosi, lui gridò: «Volete la B? Allora me ne vado. Io ero venuto per conquistare la A». Una provocazione, tipica dello stile di Tusacciu (nella foto), che in quegli anni era all’apice del successo e sognava di andare ancora più su. Era l’estate del 2005 e il patron della Plastwood era diventato nuovo socio della Torres calcio, squadra di cui lo stesso anno divenne presidente. Prima di allora era stato presidente, insieme ai fratelli Giovanni ed Enrico, anche del Tempio «e questo – dice oggi – i calangianesi non me l’hanno mai perdonato». Lo sport è la seconda passione fortissima per il guru delle barrette magnetiche. Non solo calcio, ma anche motori: insieme a Pasquale Lattuneddu, Tusacciu porta in Gallura la prova del rally mondiale. Con il calcio non ha molta fortuna. La Torres quell’anno non va in serie A e neppure in B, Tusacciu lascia prima della fine dell’anno e denuncia gli altri soci per truffa. Finisce in un nulla di fatto. «Quella della Torres è stato un bel periodo – dice – la squadra quell’anno ha vissuto momenti di gloria. Avevamo un sogno che qualcuno ha voluto interrompere».

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