Ora la riforma sanitaria rischia lo stop
Al Senato bloccato l’emendamento sulla iscrizione straordinaria dei manager
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CAGLIARI. La finestra stava per essere aperta dal 10 al 31 gennaio, per consentire agli aspiranti direttori generali delle Asl, sono almeno una decina i sardi in lista d’attesa, d’iscriversi nell’elenco nazionale dei manager per la sanità invece blindato fino a metà 2021. Però, all’ultimo momento, l’emendamento al decreto «Ristori», presentato dal centrosinistra, è stato dichiarato inammissibile dalla presidenza del Senato e quindi non sarà discusso. Stando a questa ricostruzione, dovrebbe saltare la soluzione, molto attesa dalla Giunta, per evitare il blocco della riforma sanitaria. È quella approvata a settembre dal Consiglio regionale e poi impugnata dal Governo proprio per «la presenza nella legge di un elenco regionale dei manager in alternativa a quello obbligatorio nazionale», testuale dal ricorso di Palazzo Chigi. Cosa accadrà ora dopo il no del Senato? Di fatto i commissari vicini al centrodestra delle Aziende sanitarie, o quelli già nominati come Massimo Temussi all’Ats-Ares per ora fino al 31 dicembre, non potrebbero più essere scelti o confermati dalla Giunta proprio perché non ancora iscritti all’albo nazionale. Il che vorrebbe dire: una frenata inaspettata per la riorganizzazione del sistema sanitario regionale dal primo gennaio. A meno che non sia il ministero della salute a riprendere in mano l’intera partita fino ad accogliere le richieste della Sardegna, sostenuta anche da altre Regioni, di «consentire l’apertura straordinaria dell’elenco». Nei giorni scorsi dall’assessorato alla sanità era arrivata la conferma di una trattativa in corso con Roma, anche se poi l’emendamento al Senato era sembrato ai più una via d’uscita ancora più facile e veloce. Così non è stato e oggi a Villa Devoto, dove si riunirà la Giunta, dovrà essere studiato un piano B per superare un ennesimo ostacolo.
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