Arcipelago senza plastica: stop ai rifiuti

Inquinamento nelle acque sarde, l’arcipelago trova una soluzione per restituire pulizia e decoro ai fondali. «Condividere la passione per il mare e per la natura dedicando del tempo alla pulizia...

Inquinamento nelle acque sarde, l’arcipelago trova una soluzione per restituire pulizia e decoro ai fondali. «Condividere la passione per il mare e per la natura dedicando del tempo alla pulizia delle spiagge può fare la differenza». Si chiama “Un arcipelago senza plastica”, nasce il 27 ottobre 2018: nessuna associazione, nessun ente, solo un gruppo di volontari all’opera per ripulire isole e spiagge dell’arcipelago di La Maddalena.

Sono state effettuate sinora 23 uscite di gruppo in tutto fino al mese di dicembre 2020: 41150 tonnellate di materiale inquinante e pericoloso sono state raccolte e hanno partecipato alle iniziative un totale di 610 persone, un numero che con il passare del tempo cresce velocemente grazie al passaparola e al valore dell’iniziativa.

Ad alcune uscite hanno preso parte rappresentanti dell’ente parco, il comune di La Maddalena e la Guardia Costiera. Queste escursioni vengono organizzate principalmente il sabato e le domenica per consentire al numero più alto di persone, libere da impegni di lavoro e di studio, di partecipare. Uno dei primi volontari del progetto racconta come si svolge l’attività e come è cresciuta nel corso degli anni.

Dove lavorate maggiormente?

«Ci spostiamo in tutte le isole dell’arcipelago, Caprera, La Maddalena, Santo Stefano, Budelli, Santa Maria, Razzoli e Spargi».

Cosa vi capita di trovare sott’acqua?

«Abbiamo recuperato oggetti che mai avrei pensato di trovare nel fondale marino: estintori, batterie, motorini, frigoriferi, copertoni di auto con cerchioni, serbatoi di ferro, biciclette, cavi e molte altre cose, tutte altamente inquinanti».

Con quali mezzi riuscite a recuperare tutto questo materiale?

«Sono soprattutto i proprietari di attività estive che mettono a disposizione barche e gommoni per il trasporto dei rifiuti: i noleggi e i barconi che organizzano i tour delle isole per i turisti, grazie a questi riusciamo a recuperare grandi quantità di materiale».

Qual è la parte più bella le vostre giornate, che cosa provano i volontari che partecipano alle iniziative?

«Probabilmente la soddisfazione che si prova quando si ritorna in un posto che tempo prima era sommerso di rifiuti e vederlo ripulito. Le spiagge del nostro arcipelago somigliano a un paradiso terrestre, è un peccato vedere sporcizia e poco decoro. Noi ci impegniamo con passione a evitarlo per preservare la bellezza e la purezza dei luoghi nei quali abbiamo la fortuna di vivere».
*Mariangela studia all’Istituto Nautico della Maddalena

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