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Pedopornografia, indagato gallurese

Pedopornografia, indagato gallurese

Un 32enne coinvolto nell’operazione che ha portato all’arresto di 15 persone 

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OLBIA. C’è anche un gallurese di 32 anni tra gli 82 indagati nell'ambito della maxi operazione condotta a livello nazionale dalla Polizia postale contro la pedopornografia online, in particolare sui canali Telegram e WhatsApp. Arrestate 15 persone, smantellate 16 organizzazioni criminali e individuati 140 gruppi pedopornografici con 432 indagati in tutto il mondo. Gli agenti del compartimento della Sardegna hanno collaborato con i colleghi e perquisito l'abitazione del 32enne. Sono stati controllati supporti informatici, computer e tablet, risultati puliti, ma è stata la verifica del contenuto della memoria del suo telefonino a incastrare il gallurese: qui infatti sono stati trovati i file con le immagini pornografiche di minorenni. Il cellulare è stato sequestrato e il giovane indagato per detenzione di materiale pedopornografico.

Sono 15 le persone arrestate in flagranza dalla polizia postale nell'ambito dell'operazione contro associazioni criminali composte da centinaia di persone che si scambiavano foto e video pedopornografici attraverso le chat istantanee come Telegram e WhatsApp. Dopo due anni di indagini condotte «sotto copertura» su internet, la Postale di Milano e del Centro nazionale per il contrasto della pedopornografia online del Servizio polizia postale di Roma, coordinati dai procuratori aggiunti Fusco e Mannella insieme con i sostituti Barilli e Tarzia della Procura distrettuale di Milano, hanno identificato 432 utenti che utilizzavano canali e chat per scambiarsi il materiale che ritraeva vere e proprie violenze sessuali su minori. Gli abusi, in particolare, riguardavano prevalentemente bambine e bambini in tenera età e, in alcuni casi, anche neonati. Dei 159 gruppi individuati, 16 erano delle vere e proprie associazioni per delinquere, al cui interno era possibile distinguere promotori, organizzatori e partecipi, con ruoli e compiti ben definiti. Tra i principali gestori e amministratori compaiono due italiani, un ottico 71enne napoletano con collaborazioni universitarie e un disoccupato 20enne veneziano. Coinvolti anche 351 stranieri, con arresti avvenuti anche in Europa e in tutto il mondo.

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