Baz: «Regole difficili da capire Mettono gli uni contro gli altri»
di Alessandro Pirina
Il comico è tornato a Sassari per Natale: «Mi godo gli tre ultimi giorni di libertà» Attacco ai politici: «Devono chiedere scusa per come hanno ridotto la sanità»
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SASSARI. L’idea era quella di una intervista ironica, divertente sul puzzle di obblighi e divieti dell’ultimo decreto di Conte. Ma se l’attore comico da intervistare alla prima domanda ti dice che lui in questo momento ha poco da ridere, anzi si dice proprio «incazzato», allora inevitabilmente l’intervista cambia registro. Marco Bazzoni, a tutti noto come Baz, è appena arrivato a Sassari per le vacanze di Natale. O meglio per quel poco che viene concesso in questi giorni di festa. «Sarà un lockdown a Latte Dolce», si lascia scappare una battuta appena sbarcato in Sardegna da Roma. Ma subito mette le mani avanti: di ridere ne ha molta poca voglia. «Sono incazzato, e parecchio», chiarisce per prima cosa. Nel mirino c’è la politica. E non solo quella che ci governa oggi. «Il problema esiste ed è enorme, siamo in una pandemia, ma sarei meno incazzato se ogni volta che un politico apre la bocca chiedesse scusa perché negli ultimi 25 anni hanno devastato la sanità pubblica – dice –. Forse se ogni politico iniziasse ogni frase con queste scuse mi incazzerei di meno. E invece stanno facendo passare il messaggio che la colpa di tutto è di due persone che fanno l’aperitivo in un tavolino di un bar o che si allenano in palestra o addirittura vanno a teatro». Ma c’è anche un altro aspetto che Baz non manda giù. «Mai che abbia sentito un politico insistere sull’importanza della prevenzione, dirci che bisogna puntare su una alimentazione sana, sul benessere fisico. Niente. Eppure, si sa che questo virus va a colpire le persone più deboli. E tutto questo fa aumentare la mia incazzatura».
Quando poi si passa alle regole fissate dal governo nell’ultimo decreto il comico sassarese, star di radio e tv, alza le braccia. «Ho smesso di capirle – dice quasi sconsolato –. Mi sembra una gestione tragicomica. Apri, chiudi, riapri, richiudi. Niente palestra, a meno che il box non abbia la tettoia. Teatro no, ma messa sì. Va bene l’asporto, ma quattro persone al tavolo non possono starci. Puoi andare dal parrucchiere ma non dall’estetista. E ogni notizia che arriva rischia di metterci l’uno contro l’altro. Davvero, non capisco come stabiliscano queste regole. Senza contare l’invenzione del cashback per favorire gli acquisti nei negozi, ma poi si incazzano se la gente va nei negozi. Come la storia del bonus vacanza: ti diamo i soldi per partire, ma se ci vai sei uno stronzo. Insomma, alla fine di tutto la colpa è sempre nostra». C’è poi l’aspetto del suo mondo, quello dello spettacolo, finito quasi nel dimenticatoio. «Fin dall’inizio hanno deciso che non è essenziale. Ma non si rendono conto che dietro ogni cantante, attore o comico che sale su un palcoscenico ci sono decine di persone che oggi sono senza lavoro. Da quello che vende i popcorn a quello della bancarella fuori dal teatro. Io in questo momento sono tra i più fortunati, sto lavorando alla radio (“Tutti pazzi per Rds”, ndr), ma ho smesso di fare spettacoli. Nel 2020 ne avrò fatto due. E per me che da sempre sono abituato a stare sul palco è come si mi avessero tolto un braccio. C’è una disparità assurda tra le varie categorie».
Da ieri, e per dieci giorni, Baz sarà a Sassari. Tre giorni di zona gialla, il resto sarà tutto all’insegna del rosso e dell’arancione. «Non sarà di certo una vacanza. Avrò due o tre giorni di libertà per prendere un caffè con gli amici e comprare qualche regalo. Per il resto starò in casa con mia madre, mia sorella e i miei nipoti. Ovviamente stando attentissimo, perché mia madre è la mia grande preoccupazione. Non è anziana, ma dopo una certa età bisogna prestare la massima prudenza». Poi il 3 gennaio si torna a Roma e dal giorno dopo in onda su Rds. Con l’auspicio che il 2021 sia più di una luce in fondo al tunnel. «Chissà come sarà, non ne ho proprio idea – allarga le braccia –. Non so come ne usciremo, o come ne usciranno, perché alla fine dovranno dirci se la cosa è stata gestita bene o male. Ma come per tutte le cose io cerco sempre di essere ottimista».
©RIPRODUZIONE RISERVATA
Quando poi si passa alle regole fissate dal governo nell’ultimo decreto il comico sassarese, star di radio e tv, alza le braccia. «Ho smesso di capirle – dice quasi sconsolato –. Mi sembra una gestione tragicomica. Apri, chiudi, riapri, richiudi. Niente palestra, a meno che il box non abbia la tettoia. Teatro no, ma messa sì. Va bene l’asporto, ma quattro persone al tavolo non possono starci. Puoi andare dal parrucchiere ma non dall’estetista. E ogni notizia che arriva rischia di metterci l’uno contro l’altro. Davvero, non capisco come stabiliscano queste regole. Senza contare l’invenzione del cashback per favorire gli acquisti nei negozi, ma poi si incazzano se la gente va nei negozi. Come la storia del bonus vacanza: ti diamo i soldi per partire, ma se ci vai sei uno stronzo. Insomma, alla fine di tutto la colpa è sempre nostra». C’è poi l’aspetto del suo mondo, quello dello spettacolo, finito quasi nel dimenticatoio. «Fin dall’inizio hanno deciso che non è essenziale. Ma non si rendono conto che dietro ogni cantante, attore o comico che sale su un palcoscenico ci sono decine di persone che oggi sono senza lavoro. Da quello che vende i popcorn a quello della bancarella fuori dal teatro. Io in questo momento sono tra i più fortunati, sto lavorando alla radio (“Tutti pazzi per Rds”, ndr), ma ho smesso di fare spettacoli. Nel 2020 ne avrò fatto due. E per me che da sempre sono abituato a stare sul palco è come si mi avessero tolto un braccio. C’è una disparità assurda tra le varie categorie».
Da ieri, e per dieci giorni, Baz sarà a Sassari. Tre giorni di zona gialla, il resto sarà tutto all’insegna del rosso e dell’arancione. «Non sarà di certo una vacanza. Avrò due o tre giorni di libertà per prendere un caffè con gli amici e comprare qualche regalo. Per il resto starò in casa con mia madre, mia sorella e i miei nipoti. Ovviamente stando attentissimo, perché mia madre è la mia grande preoccupazione. Non è anziana, ma dopo una certa età bisogna prestare la massima prudenza». Poi il 3 gennaio si torna a Roma e dal giorno dopo in onda su Rds. Con l’auspicio che il 2021 sia più di una luce in fondo al tunnel. «Chissà come sarà, non ne ho proprio idea – allarga le braccia –. Non so come ne usciremo, o come ne usciranno, perché alla fine dovranno dirci se la cosa è stata gestita bene o male. Ma come per tutte le cose io cerco sempre di essere ottimista».
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