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Conte prova a mediare tra Pd e i renziani

Conte prova a mediare tra Pd e i renziani

ROMA. Lascia che le polveri si posino, Giuseppe Conte. Non sembra disposto a cedere la delega ai Servizi, come gli chiedono Pd e Iv. E per ora non apre - ma non lo esclude più - il dossier rimpasto....

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ROMA. Lascia che le polveri si posino, Giuseppe Conte. Non sembra disposto a cedere la delega ai Servizi, come gli chiedono Pd e Iv. E per ora non apre - ma non lo esclude più - il dossier rimpasto. Rimette in fila le richieste dei partiti di maggioranza e si prepara ad affrontare, con una bozza di programma davanti, il vertice con i leader che potrebbe far entrare nel vivo la verifica di governo. Se tutto andrà bene, sintetizza un renziano, l'esito potrebbe essere la nascita di un «Conte ter», se tutto va male del «Draghi 1». Se tutto va male, «si va al voto», ribatte invece Andrea Orlando. Ma in queste ore tra i Dem come dentro Iv, con toni ben diversi, a prevalere è l'irritazione per il passo felpato del premier. Nicola Zingaretti ribadisce la richiesta fatta pervenire anche in privato a Conte dai ministri Dem: portare in Consiglio dei ministri al più presto - magari nella riunione che potrebbe tenersi mercoledì - la bozza aggiornata del Recovery plan da inviare in Parlamento. Il rischio - avverte il Pd - è arrivare in ritardo all'appuntamento con l'Europa. Ma Matteo Renzi quel piano chiede di riscriverlo: senza un accordo il passaggio in Cdm sarebbe a forte rischio spaccatura. È carico di tensioni il giorno dopo il varo del decreto che rende il Natale «zona rossa».

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