Coni: inevitabile l’aiuto del governo
L’esperto: «Senza passeggeri le società di gestione non riescono a sostenersi»
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CAGLIARI. «Giusto che il governo intervenga, la situazione è drammatica». Mauro Coni, ingegnere e professore associato di Strade, ferrovie e aeroporti all’Università di Cagliari, non fa giri di parole. «Gli aeroporti sono strutture fondamentali. Sono il cordone ombelicale che ci unisce alla penisola. Ed è fondamentale che il governo intervenga per sostenere i costi di gestione». Coni, che è stato anche assessore a Cagliari ai tempi di Massimo Zedda sindaco, descrive una situazione molto difficile a causa della pandemia. «Tutti gli scali sono ricorsi alla cassa integrazione – spiega –. Le società di gestione riescono a coprire i costi grazie alle tasse aeroportuali che vengono applicate alle compagnie in base al numero dei passeggeri. Ma se i passeggeri non ci sono è inevitabile che alle società di gestione vengano a mancare gli introiti che permettono loro di sostenersi. Ma non si può permettere che senza passeggeri uno scalo chiuda: l’aeroporto ha una funzione pubblica. È un presidio fondamentale. Per noi sardi ancora di più. Gli aeroporti sono un presidio al pari di un ospedale».
Oggi nell’isola gli aeroporti sono tre, ognuno con una propria società di gestione. Ma in futuro - questo era il progetto della giunta Pigliaru - l’intero sistema aeroportuale potrebbe essere assoggettato a un unico gestore. «Nei giorni stessi in cui F2i chiudeva l’accordo su Olbia il presidente della Camera di commercio di Cagliari, De Pascale, diceva che si poteva ragionare su unico gestore regionale – dice ancora Coni –. Io faccio il consulente per tutti e tre gli scali e posso confermare che già oggi c’è una forte collaborazione tra i tre aeroporti. Senza contare che anche i bacini di utenza sono ben definiti. Lo scalo di Oristano non è mai decollato perché c’è Elmas a 45 minuti. Il Nuorese pendola molto su Olbia e in parte su Cagliari. E infine Alghero è lo scalo di riferimento del Nordovest. Tutto questo per quanto riguarda i residenti. Ma i tre scali hanno ognuno una forte connotazione: Cagliari punta sul commercio, Olbia e Alghero sul turismo. Questa complementarietà è una ricchezza e dunque una gestione unitaria non potrebbe che migliorare le performance».
Sulla ripresa post Covid Mauro Coni si dice ottimista. «Ogni volta che c’è una crisi c’è una forte frenata ma subito dopo c’è la ripresa. Negli ultimi vent’anni in questa curva ci sono dei gradini in corrispondenza delle Torri gemelle, della guerra in Iraq. Poi dopo due o tre anni la situazione si riprende. Sarà così anche con il Covid. Per lavoro sento operatori di tutto il mondo ed è opinione comune – conclude – che ci sarà una ripresa, all’inizio magari un po’ timida, a partire dall’estate 2021». (al.pi.)
Oggi nell’isola gli aeroporti sono tre, ognuno con una propria società di gestione. Ma in futuro - questo era il progetto della giunta Pigliaru - l’intero sistema aeroportuale potrebbe essere assoggettato a un unico gestore. «Nei giorni stessi in cui F2i chiudeva l’accordo su Olbia il presidente della Camera di commercio di Cagliari, De Pascale, diceva che si poteva ragionare su unico gestore regionale – dice ancora Coni –. Io faccio il consulente per tutti e tre gli scali e posso confermare che già oggi c’è una forte collaborazione tra i tre aeroporti. Senza contare che anche i bacini di utenza sono ben definiti. Lo scalo di Oristano non è mai decollato perché c’è Elmas a 45 minuti. Il Nuorese pendola molto su Olbia e in parte su Cagliari. E infine Alghero è lo scalo di riferimento del Nordovest. Tutto questo per quanto riguarda i residenti. Ma i tre scali hanno ognuno una forte connotazione: Cagliari punta sul commercio, Olbia e Alghero sul turismo. Questa complementarietà è una ricchezza e dunque una gestione unitaria non potrebbe che migliorare le performance».
Sulla ripresa post Covid Mauro Coni si dice ottimista. «Ogni volta che c’è una crisi c’è una forte frenata ma subito dopo c’è la ripresa. Negli ultimi vent’anni in questa curva ci sono dei gradini in corrispondenza delle Torri gemelle, della guerra in Iraq. Poi dopo due o tre anni la situazione si riprende. Sarà così anche con il Covid. Per lavoro sento operatori di tutto il mondo ed è opinione comune – conclude – che ci sarà una ripresa, all’inizio magari un po’ timida, a partire dall’estate 2021». (al.pi.)
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