«Vacciniamoci tutti e vinceremo il Covid»
di Antonello Palmas
Personaggi pubblici sardi dicono «sì» e lanciano l’appello: «Finalmente abbiamo un’arma per mettere fine all’incubo, sfruttiamola»
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SASSARI. Magari con qualche comprensibile titubanza, ma la risposta fornita dai personaggi pubblici della vita sarda alla domanda se faranno il vaccino anticovid è un “sì” all’unisono e rappresenta un bel messaggio per chi tende a farsi abbindolare dagli improvvisati tribuni del dubbio.
Gianfranco Ganau (Pd), medico ed ex presidente del consiglio regionale, di dubbi non ne ha: «Intendo vaccinarmi il prima possibile, senza se e senza ma. È l’unico meccanismo di protezione reale dal covid. O ci vacciniamo in massa o rischiamo di stare sotto scacco tutta la vita perchè solo la vaccinazione di massa ci consentirà di raggiungere l’immunità di gregge e garantire il blocco della diffusione virale. Capisco che ci siano perplessità sulla tempistica di produzione, ma sono state seguite sicuramente le regole in fase di sperimentazione e una volta che arriva in commercio il vaccino è sicuro e funziona».
Marcello Fois, scrittore : «Lo farò il prima possibile, senza dubbi. Troppa velocità nel produrlo? È la prova che quando l’economia chiama, ci si sbriga anche nel trovare le cure. E per il Covid occorreva muoversi. Magari è meno conveniente trovare quelle per il cancro. Comunque ho già chiesto la cittadinanza lombarda, così avrò la precedenza: a quanto pare, oltre a essere la culla del virus, in Lombardia sono anche i più meritevoli…» Il riferimento ironico è a una frase infelice di un europarlamentare della Lega secondo cui i vaccini vanno distribuiti prima a chi vale di più economicamente.
Barbara Tetti, allenatrice del Sardegna team (pallamano), tanto per cominciare ha già fatto quello antinfluenzale «che aiuta in fase di diagnosi anticovid, e farei anche quello. Tutti i farmaci possono dare reazioni, ma credo che sia un dovere sociale, così come comportarsi secondo i protocolli, cosa che non tutti fanno. Trasgredire piace, ma non è il momento. Ricordo che chi si è ammalato se l’è passata davvero brutta e mi preoccupo di chi mi sta vicino, come mia mamma».
Battista Cualbu, presidente regionale di Coldiretti, afferma di avere sempre «creduto nei vaccini anche quando, come è accaduto nella cura degli animali, possono aver creato effetti collaterali. Ma spero che le cose siano state atte seriamente e i vaccini che ci proporranno siano sicuri ed efficaci. Importante che si percorrano tutte le strade ricordando che prima di tutto viene il rispetto per gli altri se vogliamo uscire da questa brutta pagina».
Stefano Udassi, allenatore del Latte Dolce calcio: «In linea di massima sono per farlo, ho una famiglia e questa soluzione dà una speranza importante. Vivaddio, i dubbi nella vita ce li abbiamo tutti e dobbiamo sperare che non ci siano controindicazioni. Ma vorremmo uscire da questa situazione il prima possibile e dobbiamo essere fiduciosi».
Maria Del Zompo, rettrice dell'università di Cagliari e docente di farmacologia conferma che si vaccinerà «perché è un evento importantissimo nella battaglia contro la pandemia ricordando che ancora oggi purtroppo farmaci efficaci che uccidano il virus quando lo abbiamo nel corpo per impedire l’insorgenza della malattia non ne abbiamo. L’unica arma che abbiamo è stimolare il nostro sistema immunitario in modo che riconosca il nemico e si possa difendere subito appena entrerà nel nostro organismo. Quando mi diranno che rientro nella fascia di popolazione che può vaccinarsi, mi metterò in fila e lo farò. E sarò molto contenta di farlo».
Michele e Stefano Manca, attori comici di Pino e gli Anticorpi. Michele: «La mia dose la lascio a qualcun altro, io il covid l’ho già passato e credo che mi vaccinerò tra gli ultimi». «Io lo farei subito – dice invece Stefano – ma punto tutto sul vaccino russo, gli amici di Mosca mi assicurano che dopo puoi bere molta più vodka senza risentirne... Scherzi a parte, se si protegge uno su 10 non serve a nulla. È una scelta civica, dobbiamo farlo perché sarebbe bello che tutto questo finisse. E noi artisti siamo tra le categorie che hanno più sofferto. Capisco comunque tutte le posizioni, non mi scaglio contro chi è contrario e un po’ di titubanza ci sta, perché di solito si impiegano anni per produrre un vaccino, anche se in questo caso hanno accelerato per via dell’emergenza. Insomma, lo faremo, come si dice a Sassari,…a malagana».
Maria Giovanna Cherchi cantante folk: «Il vaccino? Se ce l’avete, datemelo subito. Voglio mettere fine all’incubo che ha condizionato le nostre vite, e mi faccio portavoce di un messaggio: spero che tutte le persone di buon senso si facciano vaccinare. Troppe famiglie hanno perso i propri cari, abbiamo una possibilità: sfruttiamola. Questa volta è quasi doveroso fidarsi della scienza che in tante occasioni ci ha tolto dai pasticci. E’ ora di farle fiducia e lo dice una persona che confida anche nella mano di Dio. Usiamole entrambe».
©RIPRODUZIONE RISERVATA
Gianfranco Ganau (Pd), medico ed ex presidente del consiglio regionale, di dubbi non ne ha: «Intendo vaccinarmi il prima possibile, senza se e senza ma. È l’unico meccanismo di protezione reale dal covid. O ci vacciniamo in massa o rischiamo di stare sotto scacco tutta la vita perchè solo la vaccinazione di massa ci consentirà di raggiungere l’immunità di gregge e garantire il blocco della diffusione virale. Capisco che ci siano perplessità sulla tempistica di produzione, ma sono state seguite sicuramente le regole in fase di sperimentazione e una volta che arriva in commercio il vaccino è sicuro e funziona».
Marcello Fois, scrittore : «Lo farò il prima possibile, senza dubbi. Troppa velocità nel produrlo? È la prova che quando l’economia chiama, ci si sbriga anche nel trovare le cure. E per il Covid occorreva muoversi. Magari è meno conveniente trovare quelle per il cancro. Comunque ho già chiesto la cittadinanza lombarda, così avrò la precedenza: a quanto pare, oltre a essere la culla del virus, in Lombardia sono anche i più meritevoli…» Il riferimento ironico è a una frase infelice di un europarlamentare della Lega secondo cui i vaccini vanno distribuiti prima a chi vale di più economicamente.
Barbara Tetti, allenatrice del Sardegna team (pallamano), tanto per cominciare ha già fatto quello antinfluenzale «che aiuta in fase di diagnosi anticovid, e farei anche quello. Tutti i farmaci possono dare reazioni, ma credo che sia un dovere sociale, così come comportarsi secondo i protocolli, cosa che non tutti fanno. Trasgredire piace, ma non è il momento. Ricordo che chi si è ammalato se l’è passata davvero brutta e mi preoccupo di chi mi sta vicino, come mia mamma».
Battista Cualbu, presidente regionale di Coldiretti, afferma di avere sempre «creduto nei vaccini anche quando, come è accaduto nella cura degli animali, possono aver creato effetti collaterali. Ma spero che le cose siano state atte seriamente e i vaccini che ci proporranno siano sicuri ed efficaci. Importante che si percorrano tutte le strade ricordando che prima di tutto viene il rispetto per gli altri se vogliamo uscire da questa brutta pagina».
Stefano Udassi, allenatore del Latte Dolce calcio: «In linea di massima sono per farlo, ho una famiglia e questa soluzione dà una speranza importante. Vivaddio, i dubbi nella vita ce li abbiamo tutti e dobbiamo sperare che non ci siano controindicazioni. Ma vorremmo uscire da questa situazione il prima possibile e dobbiamo essere fiduciosi».
Maria Del Zompo, rettrice dell'università di Cagliari e docente di farmacologia conferma che si vaccinerà «perché è un evento importantissimo nella battaglia contro la pandemia ricordando che ancora oggi purtroppo farmaci efficaci che uccidano il virus quando lo abbiamo nel corpo per impedire l’insorgenza della malattia non ne abbiamo. L’unica arma che abbiamo è stimolare il nostro sistema immunitario in modo che riconosca il nemico e si possa difendere subito appena entrerà nel nostro organismo. Quando mi diranno che rientro nella fascia di popolazione che può vaccinarsi, mi metterò in fila e lo farò. E sarò molto contenta di farlo».
Michele e Stefano Manca, attori comici di Pino e gli Anticorpi. Michele: «La mia dose la lascio a qualcun altro, io il covid l’ho già passato e credo che mi vaccinerò tra gli ultimi». «Io lo farei subito – dice invece Stefano – ma punto tutto sul vaccino russo, gli amici di Mosca mi assicurano che dopo puoi bere molta più vodka senza risentirne... Scherzi a parte, se si protegge uno su 10 non serve a nulla. È una scelta civica, dobbiamo farlo perché sarebbe bello che tutto questo finisse. E noi artisti siamo tra le categorie che hanno più sofferto. Capisco comunque tutte le posizioni, non mi scaglio contro chi è contrario e un po’ di titubanza ci sta, perché di solito si impiegano anni per produrre un vaccino, anche se in questo caso hanno accelerato per via dell’emergenza. Insomma, lo faremo, come si dice a Sassari,…a malagana».
Maria Giovanna Cherchi cantante folk: «Il vaccino? Se ce l’avete, datemelo subito. Voglio mettere fine all’incubo che ha condizionato le nostre vite, e mi faccio portavoce di un messaggio: spero che tutte le persone di buon senso si facciano vaccinare. Troppe famiglie hanno perso i propri cari, abbiamo una possibilità: sfruttiamola. Questa volta è quasi doveroso fidarsi della scienza che in tante occasioni ci ha tolto dai pasticci. E’ ora di farle fiducia e lo dice una persona che confida anche nella mano di Dio. Usiamole entrambe».
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