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Frodi creditizie, l’isola è undicesima

Frodi creditizie, l’isola è undicesima

Sono 415 i casi denunciati. Si tratta di reati commessi mediante furto di identità

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SASSARI. Sardegna undicesima nella classifica delle regioni più colpite dalla frodi creditizie e tramite il furto d’identità nei primi sei mesi dell’anno: nemmeno il coronavirus è riuscito a fermare un fenomeno sempre più preoccupante, una vera battaglia tra istituti di credito ed esperti informatici e criminali virtuali ma reali, sempre un passo avanti nello scovare nuove tecniche per mettere a segno le loro truffe online. A dirlo è l’ultima analisi effettuata dall'Osservatorio sulle frodi creditizie e i furti di identità realizzato da Crif-MisterCredit: nel primo semestre del 2020 sono stati 415 i casi denunciati in Sardegna, un dato che posiziona l'Isola a metà della poco positiva graduatoria.

Funziona così: i truffatori rubano le identità delle vittime, sottoscrivono i contratti e prelevano il bene scelto, ma poi non rimborsano il finanziamento e non pagano il bene. A quel punto le finanziarie si rivolgono ai titolari delle identità rubate per chiedere la restituzione del denaro e solo allora si scopre la truffa. In media con questa tecnica vengono frodati poco meno di 6mila euro. Tra le province, il maggior numero di casi (140) è stato registrato a Cagliari, 131 a Sassari, 62 nel Sud Sardegna, 43 a Nuoro e 39 a Oristano.

A livello nazionale, le vittime sono nel 63,7% dei casi uomini; in un caso su 4 hanno un’età tra i 18 e i 30 anni, anche se l'incremento maggiore dei truffati (+16,6%) è stato registrato tra gli over 60. Segue la fascia dei 51-60enni (+10,3%). I casi riguardano soprattutto prestiti per l'acquisto, spesso a rate, di beni come auto, moto, elettronica, arredamento, energie rinnovabili, che rappresentano la metà del totale. Al secondo posto le frodi sulle carte di credito (20,4%), seguite da quelle legate ai prestiti personali (10,6%). Un vero e proprio boom ha interessato i finanziamenti fraudolenti tramite fidi di conto, che, anche se rappresentano solamente il 3,6% del totale dei casi, risultano più che raddoppiati rispetto ai primi sei mesi del 2019. E occorre raddoppiare l’attenzione: la pandemia ha spinto verso un aumento del traffico di dati personali online, che potranno essere utilizzati per compiere frodi nei prossimi mesi. (a.palm)

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