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l’intervista 

Mario Segni: «Pochi annunci, era un uomo del fare»

Alessandro Pirina
Mario Segni: «Pochi annunci, era un uomo del fare»

Lo storico leader referendario ricorda Roberto Fongia, compagno di tante battaglie

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SASSARI. Il suo primo ricordo è di un lontano comizio nei primi anni Novanta, quando Roberto Frongia era un giovane avvocato che si affacciava alla politica. «Era la campagna elettorale per le comunali di Iglesias: sul palco eravamo io, lui e Mauro Pili – ricorda Mario Segni –. Roberto mi colpì molto, perché fece un grandissimo comizio da cui veniva fuori tutto il suo grande entusiasmo». Per il leader referendario Frongia è stato un compagno di tante battaglie, prima con il Patto Segni, poi con i Riformatori di cui lui fu uno dei fondatori. Frongia era sempre in prima linea nelle campagne referendarie, dalla legge elettorale fino all’insularità, il suo cavallo di battaglia di questi ultimi anni. «Ma io lo voglio ricordare soprattutto come assessore – sottolinea Segni –. Roberto si è veramente dedicato a quella che è la politica del fare. Non appena è stato nominato si è buttato a capofitto in un settore per nulla facile come i lavori pubblici. Purtroppo ha avuto poco tempo per portare a termine tutti i progetti, ma qualche risultato importante è arrivato. È riuscito a fare ripartire la Sassari-Olbia che negli ultimi anni aveva subito una frenata in alcuni lotti. In questo anno e mezzo si è battuto molto per Sassari. Non solo la quattro corsie, ma anche il mega restauro del PalaSerradimigni, la Sassari-Alghero, la ferrovia. Mi piace ricordare Roberto per questo suo modo di lavorare, perché lui non era un politico degli annunci, bensì un uomo del fare». In questi anni, anche dopo che Solinas lo ha chiamato in un ruolo di governo, Frongia ha continuato a guidare il comitato per il principio di insularità nella Costituzione. Una campagna trasversale in cui lui, più di tutti, ci ha messo la faccia. «Sarebbe bello se quella battaglia si concludesse positivamente, Roberto lo merita appieno – conclude Segni –. Anche se il vero tributo per Roberto sarebbe che venissero portati a termine i tanti progetti per la Sardegna da lui avviati come assessore».
 

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