La Nuova Sardegna

Videochiama la figlia cade dal dirupo e muore

di Enrico Carta
Videochiama la figlia cade dal dirupo e muore

Massimo Piu, algherese di 44 anni, stava facendo un’escursione a Capo Nieddu Ha perso l’equilibrio ed è precipitato per 40 metri davanti agli occhi degli amici

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CUGLIERI. Il panorama è stupendo. Massimo Piu, algherese di 44 anni che risiede in Piemonte, toglie di tasca il telefonino e comincia una videochiamata con la figlia, forse per far ammirare a lei che è lontana quella meraviglia che lui ha davanti agli occhi. Probabilmente si distrae o forse no. Forse ha solo poggiato male il piede o si è sporto troppo in avanti. Però inciampa e precipita giù dalla scogliera di Capo Nieddu. Vola per oltre quaranta metri, ha giusto il tempo di intuire che non può salvarsi perché l’atterraggio sarà sulle rocce che contornano quei chilometri di costa selvaggia. Il mare, che magari avrebbe potuto evitare un finale così tragico attutendo gli effetti della caduta, è poco più in là. Irraggiungibile. Non c’è speranza, c’è solo l’appuntamento con la morte in un giorno che doveva essere di allegria e spensieratezza.

A pochi metri da tutto questo, un gruppo di amici, coi quali era arrivato sin lì per un’escursione, vede la scena. È tutto così improvviso che nessuno può aiutare il compagno. Un secondo prima era a due passi da loro, un secondo dopo Massimo Piu viene inghiottito nel nulla. C’è solo il tempo per disperarsi, affacciarsi sullo strapiombo sperando che abbia trovato un appiglio a cui aggrapparsi, guardare verso il basso e capire che l’amico ha chiuso gli occhi per sempre.

È metà mattina a Capo Nieddu, una delle zone più selvagge e ammirate della costa centro occidentale a pochi chilometri da Santa Caterina di Pittunuri. È una mattina come tante: il lockdown imminente e il bel sole invogliano a fare una gita in quel luogo che tante persone immortalano nelle loro foto sui social network. Mai sentito niente di tragedie, di persone che hanno rischiato la vita. Le uniche parole sono di coloro che raccontano la meraviglia di quel luogo: ci sono solo da percorrere a piedi due chilometri, forse poco di più, e poi ammirare quel ruscello, ora trasformato in torrente dalle piogge, che corre rapido verso la scogliera. E poi l’acqua che si butta giù a capofitto, fa un salto di quaranta metri per mischiarsi con quella azzurra del mare. Sono tutti pronti ad ammirare il panorama, a scattare la foto che immortali il momento. Verranno anche loro travolti dalla tragedia.

Massimo Piu fa un gesto normale. Ha voglia di condividere quel momento con una delle persone più care che ha al mondo e decide di fare una videochiamata, poi la comunicazione si interrompe anche se forse l’interlocutore non capisce subito. Magari pensa che la linea sia caduta perché il segnale si è interrotto. Poco più tardi dovrà confrontarsi con l’amara verità che le verrà raccontata.

L’intervento dell’elicottero dei vigili del fuoco con a bordo gli operatori del Soccorso alpino serve solo per recuperare il corpo che ancora non è stato restituito ai familiari. Il magistrato ha disposto la ricognizione medica sulla salma che verrà effettuata stamattina, ma è solo una pura formalità visto che i carabinieri della stazione di Cuglieri, intervenuti da terra, hanno già chiarito la dinamica dell’incidente, grazie alle testimonianze degli amici. Bisogna fare anche questo di fronte ai volti segnati dalla tragedia. E gli amici, loro salgono in macchina, fanno la strada del ritorno portandosi Massimo nel cuore. Ma non è più seduto accanto.

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