Cgil e Cisl bocciano la giunta «Serve un cambio di passo»

CAGLIARI. Non è un classico bilancio di fine anno quello annunciato da Cgil e Cisl, ma una vera e propria dichiarazione di guerra nei confronti della giunta regionale e della maggioranza che la...

CAGLIARI. Non è un classico bilancio di fine anno quello annunciato da Cgil e Cisl, ma una vera e propria dichiarazione di guerra nei confronti della giunta regionale e della maggioranza che la sostiene. I due sindacati usano toni durissimi per denunciare criticità che spaziano dalla gestione dell’emergenza sanitaria, al lavoro, dal piano casa ai trasporti, dalla crisi economica che sta strangolando l’isola ai rapporti, sempre più difficile, tra i palazzi della politica e il mondo reale. La Cgil annuncia «una forte iniziativa di mobilitazione compatibile con le restrizioni anti-Covid» e non esclude «il ricorso allo sciopero generale» per spronare la presidenza della Regione e la Giunta «a un netto cambio di passo sulle misure e le politiche per fronteggiare la crisi».

Nel corso dell’assemblea generale del sindacato sono emerse una seria preoccupazione per la situazione di crisi sanitaria, economica e sociale che sono state riassunte in un lungo documento conclusivo e che saranno portate all’attenzione «fin dai prossimi giorni» anche alle segreterie della Cisl e della Uil-. «Cercheremo di elaborare – ha detto il segretario generale della Cgil Michele Carrus – un programma di iniziative unitarie di lotta e di proposta che tenga insieme forme di comunicazione e partecipazione reali e virtuali, promuovendo anche una campagna capillare di informazione e coinvolgimento in tutti i luoghi di lavoro e nei diversi centri dell'Isola».

Secondo la Cgil, di fronte alla gravità della crisi emerge l'inadeguatezza della Giunta: «I provvedimenti finora adottati sono insufficienti e inappropriati ed è intollerabile l'atteggiamento di totale autosufficienza con la quale la maggioranza agisce, sia nell’emergenza sia per la prospettiva, tradendo gli impegni sottoscritti al dialogo e al confronto con le forze economiche e sociali, alle quali il presidente della Regione aveva dichiarato di volersi costantemente riferire. È così non solo per la controriforma sanitaria e per il Piano Casa, ma lo è anche per il riordino degli Enti locali, e per le modifiche alla legge Statutaria e agli uffici della Presidenza».

Molto dura anche la posizione della Cisl che parla di un 2020 «veramente terribile, per quanto ha prodotto nelle vite dei cittadini, nell’economia, nella democrazia e nello stesso sindacato - scrive il segretario Gavino Carta -. Il crollo dell’occupazione, a livello nazionale 600.000 occupati in meno, e, nonostante i cosiddetti ristori, un impressionante impoverimento delle persone e dei ceti sociali più deboli. In questo contesto, la situazione della Sardegna è altrettanto preoccupante sia sul versante dell’emergenza sanitaria che su quello economico e sociale».

Il segretario della Cisl ricorda che più volta l’organizzazione ha evidenziato «la dimensione della crisi e la recessione in atto a livello regionale. Ne abbiamo denunciato tutti gli aspetti e le stesse responsabilità e ritardi della Regione e dell’azione della Giunta, frenati solo dai provvedimenti che hanno limitato le caratteristiche e l’entità delle manifestazioni di dissenso, poichè abbiamo come sindacato l’obbligo di valutare il momento drammatico e le eventuali conseguenze degli atti che impongono a tutti atteggiamenti di responsabilità».

Anche per la Cisl i problemi sono noti e spaziono dall’emergenza sanità, alla continuità territoriale, dalle politiche del lavoro, la formazione e la scuola,alla la casa e ai problemi urbanistici e del paesaggio. «A fronte di una crisi senza precedenti – conclude il sindacto – non si nota una strategia, da parte della Giunta regionale, in grado di contrastarne gli effetti più negativi. Ci avviciniamo dunque al 2021 con una forte richiesta al Presidente della Regione di invertire la rotta e di avviare una fase di coinvolgimento reale del sindacato».

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