Gli auguri dei vescovi nell’anno più buio
di Mario Girau
Conforto e speranza nei messaggi che arrivano dalle Diocesi di tutta l’isola
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SASSARI . La tempesta Covid, entrata nelle case e nella Chiesa, è il tema dominante degli auguri natalizi dei vescovi della Sardegna, che cercano di guidare i fedeli in un tempo che padre Mauro Maria Morfino definisce “apocalittico”. «Questi mesi hanno spento molte luci. Quelle che brillavano, che pensavamo non dovessero mancare in una festa – ha detto padre Roberto Carboni, arcivescovo di Oristano e amministratore apostolico di Ales-Terralba –. Ci ha afferrato il timore di avanzare nell’oscurità, in modo incerto». «Ma la consapevolezza della fragilità umana invita ad aprirsi – aggiunge Giuseppe Baturi, arcivescovo di Cagliari – all’infinità di Dio e ne accogliamo la presenza amorevole. In questo tempo le parrocchie le diocesi, il volontariato intervengono per farsi presenti ai fratelli che soffrono a causa della malattia, della solitudine, dell’emarginazione e della povertà, per accompagnarli in un cammino di speranza capace di dare senso al presente. La missione della Chiesa – dice Baturi – è annunciare e sperimentare l’amore più forte della debolezza e della morte». Il Natale nella pandemia può essere «un tempo benedetto e di cambiamento, di conversione, di rivisitazione di quegli stili di vita che non danno più vita alla vita. Si vive – sottolinea padre Mauro Morfino, vescovo di Alghero-Bosa – se si dismettono abitudini logore e logoranti, contraffazioni relazionali, letali miscele affettive». «Da questa pandemia – precisa Sebastiano Sanguinetti, vescovo di Tempio – possiamo venir fuori solo insieme, se torniamo a sentirci tutti parte della famiglia umana. Quel Dio che si fa Bambino ci sprona, con la forza della sua presenza, ad avviare e realizzare processi di luce e di bellezza, a svelare il bene nascosto nelle pieghe della storia e del cuore umano». «Immersi nella prova dell’emergenza sanitaria che non sta risparmiando nessuno, vogliamo restare aperti alle sorprese di Dio – dice Giovanni Paolo Zedda, vescovo di Iglesias –. È Lui che continua a guidare la storia, in modo misterioso ma provvidenziale». Monsignor Antonio Mura, vescovo di Nuoro e Lanusei , presidente della Conferenza Episcopale Sarda legge questo Natale alla luce della fede e della speranza: «Non riesco a pensare a un Dio che interrompa il suo amore o che scelga di essere muto o lontano da chi lo cerca. Buon Natale!». «A quanti hanno nel cuore altri modi di vedere la vita e il senso delle cose, rispetto a ciò che propone Cristo, e che possono sentirsi persino infastiditi dal Natale, auguro loro – dice il vescovo di Ozieri Corrado Melis - di essere sorpresi dal sentimento di una gioia inattesa e inspiegabile».
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