«Ho fiducia nella scienza e sono fiero di vaccinarmi»
di Silvia Sanna
Il chirurgo cagliaritano Carlo Cabula domani mattina riceverà la prima dose «Da medico darò il buon esempio: abbiamo un’arma contro il Covid, usiamola»
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SASSARI. La chiamata è arrivata il pomeriggio della vigilia «e non potevo ricevere regalo di Natale più gradito». Il dottor Carlo Cabula, 64 anni, quella telefonata la aspettava con trepidazione da qualche giorno, da quando ha comunicato la volontà di sottoporsi alla vaccinazione contro il Covid «come circa il 90% del personale sanitario in servizio nelle strutture dell’isola». Lui, direttore di chirurgia oncologica e senologia al Businco di Cagliari, sarà tra i primi: appuntamento domani mattina alle 9 all’ospedale Oncologico, tessera sanitaria in tasca e la consapevolezza di essere protagonista di un momento storico. «Sono fiero di farlo, felice di essere tra i primi, desideroso, nel mio ruolo di medico, di dare il buon esempio con un atto di fiducia nei confronti delle autorità sanitarie che hanno effettuato i controlli. I vaccini hanno cambiato la storia dell’umanità, fermato epidemie e debellato gravissime malattie. Sono certo che anche in questo caso il vaccino sia l’unica arma che abbiamo per contenere la diffusione del virus e mi auguro che chi ha deciso di sottoporsi come me alla vaccinazione possa farlo prima possibile».
Intanto si parte, con il dottor Cabula tra i destinatari delle prime 180 dosi che oggi arriveranno nell’isola: nel V-day che si svolgerà al Brotzu (azienda ospedaliera di cui il Businco fa parte) in cima alla lista ci cono un medico e un’infermiera: si tratta dell'infettivologo Silverio Piro di 71 anni e della caposala Virginia Boi di 58. Poi da domani mattina inizierà la campagna vera e propria, in attesa delle altre fiale di siero Pfizer destinate alla Sardegna, 33mila nella prima fase. Il calendario delle vaccinazioni al personale sanitario deve ancora essere definito nei dettagli; per ora le prime dosi disponibili sono state divise tra i vari reparti con la quota maggioritaria riservata alle figure di direzione sanitaria e infermieristica. L’obiettivo è garantire a tutti la prima dose entro la metà di gennaio e a qual punto partire con i richiami, a distanza di 3 settimane dalla somministrazione iniziale. «Darò il consenso, firmerò le carte che mi daranno – spiega il dottor Cabula – nella consapevolezza che come per qualunque farmaco anche il vaccino Covid potrebbe provocare un minimo di effetti collaterali. Ma questo non deve rappresentare un freno, perché altrimenti non dovremmo prendere neppure un’aspirina». Carlo Cabula si rivolge ai no-vax: «Non sono un virologo, ma parlo da chirurgo e da uomo di scienza che basa le sue conoscenze sulla evidenza scientifica. Senza i vaccini la storia dell’umanità avrebbe preso una piega molto diversa: il Covid ha messo in ginocchio il mondo, con il vaccino possiamo fermarlo. Ho perso amici e colleghi a causa di questa malattia, ho visto troppe persone soffrire. È ora di dire basta». Al fianco del dottor Cabula ci sono la moglie, medico in pensione, e la figlia «laureata in Medicina e specializzanda, anche lei, in chirurgia generale. Anche loro vogliono fare il vaccino prima possibile e glielo auguro. Intanto iniziamo con il capofamiglia».
Intanto si parte, con il dottor Cabula tra i destinatari delle prime 180 dosi che oggi arriveranno nell’isola: nel V-day che si svolgerà al Brotzu (azienda ospedaliera di cui il Businco fa parte) in cima alla lista ci cono un medico e un’infermiera: si tratta dell'infettivologo Silverio Piro di 71 anni e della caposala Virginia Boi di 58. Poi da domani mattina inizierà la campagna vera e propria, in attesa delle altre fiale di siero Pfizer destinate alla Sardegna, 33mila nella prima fase. Il calendario delle vaccinazioni al personale sanitario deve ancora essere definito nei dettagli; per ora le prime dosi disponibili sono state divise tra i vari reparti con la quota maggioritaria riservata alle figure di direzione sanitaria e infermieristica. L’obiettivo è garantire a tutti la prima dose entro la metà di gennaio e a qual punto partire con i richiami, a distanza di 3 settimane dalla somministrazione iniziale. «Darò il consenso, firmerò le carte che mi daranno – spiega il dottor Cabula – nella consapevolezza che come per qualunque farmaco anche il vaccino Covid potrebbe provocare un minimo di effetti collaterali. Ma questo non deve rappresentare un freno, perché altrimenti non dovremmo prendere neppure un’aspirina». Carlo Cabula si rivolge ai no-vax: «Non sono un virologo, ma parlo da chirurgo e da uomo di scienza che basa le sue conoscenze sulla evidenza scientifica. Senza i vaccini la storia dell’umanità avrebbe preso una piega molto diversa: il Covid ha messo in ginocchio il mondo, con il vaccino possiamo fermarlo. Ho perso amici e colleghi a causa di questa malattia, ho visto troppe persone soffrire. È ora di dire basta». Al fianco del dottor Cabula ci sono la moglie, medico in pensione, e la figlia «laureata in Medicina e specializzanda, anche lei, in chirurgia generale. Anche loro vogliono fare il vaccino prima possibile e glielo auguro. Intanto iniziamo con il capofamiglia».
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