Orban anticipa l’Europa Il Giappone si blinda
L’Ungheria ha deciso di dare il via alla campagna 24 ore prima degli altri Paesi Nel mondo già quasi 4 milioni di vaccinati. Tokyo corre ai ripari: frontiere chiuse
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[FIRMA&LUOGO]di Laurence Figà-Talamanca
<MC>ROMA
[TESTO]L'Europa si vaccina contro il Covid-19, e spera così di poter guardare al 2021 con una ritrovata fiducia. Nel mondo quasi 4 milioni di persone hanno già ricevuto il siero (oltre un milione negli Stati Uniti e in Cina, 800 mila in Gran Bretagna, 700 mila in Russia) e tocca oggi ai Paesi dell'Unione europea avviare le proprie campagne di vaccinazione, tutti nello stesso giorno, a simboleggiare l'unità nella lotta al virus. Tutti tranne uno: l'Ungheria, con il premier Viktor Orban che anche in questa circostanza ha voluto smarcarsi dagli altri 26, che ha cominciato a somministrare le sue 9.750 dosi di Pfizer-BioNTech nel giorno di Santo Stefano.
«Stiamo iniziando a voltare pagina in un anno difficile», ha scritto su Twitter la presidente della Commissione Ue Ursula von der Leyen celebrando «le Giornate europee della vaccinazione» come «un toccante momento di unità. La vaccinazione è la chiave per uscire dalla pandemia», ha assicurato. Partite dallo stabilimento Pfizer di Puurs, in Belgio, le dosi di vaccino sono arrivate negli ultimi giorni in tutti Paesi dell'Unione, pronte a raggiungere i diversi centri di smistamento e ad essere inoculate alle fasce prioritarie identificate dai singoli governi. «In Germania i centri per le vaccinazioni contro il Covid sono pronti al decollo. E anche i team sono pronti», ha detto il ministro della Salute Jens Spahn. Tra il vaccino Pfizer (entro marzo arriveranno in Germania 11-13 milioni di dosi) e quello Moderna (che però aspetta ancora il via libera dell'Ema), Berlino conta di poter vaccinare l'intera popolazione entro l'estate in modo che «l'autunno, l'inverno e anche il Natale del prossimo anno non siano all'insegna della pandemia». A bordo degli ormai noti camion frigoriferi (il vaccino Pfizer deve essere conservato a -70 gradi), la Francia ha ricevuto ieri le 19.500 dosi, che saranno destinate prima ai residenti delle case di cura per anziani. Anche il Portogallo che dal primo gennaio assumerà la presidenza di turno dell'Ue ha ricevuto il suo primo lotto: si tratta di «uno sforzo straordinario della scienza» ed è «un coordinamento esemplare dell'Unione Europea», ha twittato il premier Antonio Costa parlando di «luce in fondo al tunnel». Gli esperti assicurano che il vaccino sia efficace anche contro la cosiddetta variante inglese del coronavirus, identificata inizialmente nel Regno Unito e considerata più contagiosa, che continua a spuntare in diverse parti del mondo e d'Europa, nonostante le restrizioni ai viaggi dalla Gran Bretagna imposte in fretta e furia la settimana scorsa: solo nelle ultime ore un caso è stato segnalato in Svezia, Germania, Libano e Francia, quattro in Spagna. Anche il Giappone conta, in appena due giorni, 7 contagiati dalla nuova variante (di cui almeno 5 atterrati agli aeroporti di Osaka e Tokyo dalla Gran Bretagna) e ha deciso di correre immediatamente ai ripari blindando le sue frontiere a tutti gli stranieri, non solo a quelli provenienti dal Regno Unito. Fino a fine gennaio sarà consentito il rientro nel Paese solo ai cittadini giapponesi e agli stranieri residenti, mentre Tokyo innalza al massimo il livello di emergenza per la prima volta dall'inizio della pandemia.
<MC>ROMA
[TESTO]L'Europa si vaccina contro il Covid-19, e spera così di poter guardare al 2021 con una ritrovata fiducia. Nel mondo quasi 4 milioni di persone hanno già ricevuto il siero (oltre un milione negli Stati Uniti e in Cina, 800 mila in Gran Bretagna, 700 mila in Russia) e tocca oggi ai Paesi dell'Unione europea avviare le proprie campagne di vaccinazione, tutti nello stesso giorno, a simboleggiare l'unità nella lotta al virus. Tutti tranne uno: l'Ungheria, con il premier Viktor Orban che anche in questa circostanza ha voluto smarcarsi dagli altri 26, che ha cominciato a somministrare le sue 9.750 dosi di Pfizer-BioNTech nel giorno di Santo Stefano.
«Stiamo iniziando a voltare pagina in un anno difficile», ha scritto su Twitter la presidente della Commissione Ue Ursula von der Leyen celebrando «le Giornate europee della vaccinazione» come «un toccante momento di unità. La vaccinazione è la chiave per uscire dalla pandemia», ha assicurato. Partite dallo stabilimento Pfizer di Puurs, in Belgio, le dosi di vaccino sono arrivate negli ultimi giorni in tutti Paesi dell'Unione, pronte a raggiungere i diversi centri di smistamento e ad essere inoculate alle fasce prioritarie identificate dai singoli governi. «In Germania i centri per le vaccinazioni contro il Covid sono pronti al decollo. E anche i team sono pronti», ha detto il ministro della Salute Jens Spahn. Tra il vaccino Pfizer (entro marzo arriveranno in Germania 11-13 milioni di dosi) e quello Moderna (che però aspetta ancora il via libera dell'Ema), Berlino conta di poter vaccinare l'intera popolazione entro l'estate in modo che «l'autunno, l'inverno e anche il Natale del prossimo anno non siano all'insegna della pandemia». A bordo degli ormai noti camion frigoriferi (il vaccino Pfizer deve essere conservato a -70 gradi), la Francia ha ricevuto ieri le 19.500 dosi, che saranno destinate prima ai residenti delle case di cura per anziani. Anche il Portogallo che dal primo gennaio assumerà la presidenza di turno dell'Ue ha ricevuto il suo primo lotto: si tratta di «uno sforzo straordinario della scienza» ed è «un coordinamento esemplare dell'Unione Europea», ha twittato il premier Antonio Costa parlando di «luce in fondo al tunnel». Gli esperti assicurano che il vaccino sia efficace anche contro la cosiddetta variante inglese del coronavirus, identificata inizialmente nel Regno Unito e considerata più contagiosa, che continua a spuntare in diverse parti del mondo e d'Europa, nonostante le restrizioni ai viaggi dalla Gran Bretagna imposte in fretta e furia la settimana scorsa: solo nelle ultime ore un caso è stato segnalato in Svezia, Germania, Libano e Francia, quattro in Spagna. Anche il Giappone conta, in appena due giorni, 7 contagiati dalla nuova variante (di cui almeno 5 atterrati agli aeroporti di Osaka e Tokyo dalla Gran Bretagna) e ha deciso di correre immediatamente ai ripari blindando le sue frontiere a tutti gli stranieri, non solo a quelli provenienti dal Regno Unito. Fino a fine gennaio sarà consentito il rientro nel Paese solo ai cittadini giapponesi e agli stranieri residenti, mentre Tokyo innalza al massimo il livello di emergenza per la prima volta dall'inizio della pandemia.
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