[EMPTYTAG]Allo Spallanzani scatta il Vax Day Conte: «Un giorno memorabile»
[EMPTYTAG]Al via la somministrazione del siero della Pfizer Biontech, priorità ai medici e agli operatori sanitari I primi vaccinati nell’ospedale che, poco meno di un anno fa, ospitò la coppia di contagiati cinesi
3 MINUTI DI LETTURA
[FIRMA&LUOGO]di Matteo Guidelli
<MC>ROMA
[TESTO]Il Vax day è finalmente arrivato e i primi italiani sono stati vaccinati, tra parole di speranza e moniti a non abbassare la guardia perché la battaglia è ancora lunga e ci sono 72mila morti a ricordare che questo non può essere comunque un giorno di festa: un'infermiera, un operatore sociosanitario, una biologa e due infettivologhe dello Spallanzani di Roma hanno ricevuto per primi il farmaco della Pfizer Biontech poi somministrato in tutta Italia agli altri operatori sanitari, al personale e agli ospiti delle Rsa selezionati per la giornata simbolo scelta dall'Ue. «L'Italia si risveglia - dice il premier Giuseppe Conte - questa data ci rimarrà per sempre impressa». Il giorno del vaccino inizia dunque nello stesso ospedale dove poco meno di un anno fa fu ricoverata la coppia di turisti cinesi che fece piombare il Paese nell'incubo del Covid ed è un cerchio che in qualche modo si chiude. Ma alle 7.20 è già tutto finito e restano solo i pannelli con la primula e il motto della campagna per la vaccinazione - «l'Italia rinasce con un fiore» - e il circo mediatico al gran completo che continua a presidiare il piazzale dello Spallanzani per altre 3 ore fermando medici, infermieri, politici e chiunque si trovi a portata di microfono. La professoressa Maria Rosaria Capobianchi, l'infermiera Claudia Alivernini, l'operatore sociosanitario Omar Altobelli, le infettivologhe Alessandra Vergori e Alessandra D'Abramo, i primi cinque vaccinati, sorridono tutti, orgogliosi del ruolo che gli è stato assegnato: far capire agli italiani l'importanza di vaccinarsi. «È un giorno importante e decisivo - dice Claudia - la scienza e la medicina sono le uniche cose che ci permetteranno di uscire da questo virus. Lo dico con il cuore, vaccinatevi». «Se sono preoccupata? Sì - risponde ai cronisti Alessandra Vergori - ma per voi, non per il vaccino che è sicuro ed efficace e, soprattutto è l'unico strumento che abbiamo per venire fuori da questo incubo». Il più emozionato è Omar. «Il mio pensiero va a chi non è riuscito ad arrivare a questo giorno. Spero di essere un esempio per tutti e solo il primo di una lunga serie, ho visto tanta sofferenza e dolore». Tutti parlano di nuova era, di svolta, di luce in fondo al tunnel; il più citato è Winston Curchill: è la fine dell'inizio. Il Vaticano parla di «giorno storico» e ricorda la linea di papa Francesco: il vaccino sia per tutti in tutti i paesi. Roberto Speranza, che dall'inizio dell'emergenza è sempre stato il più rigorista del governo, continua a chiedere cautela. «Siamo sulla strada che serve per chiudere una stagione difficile ma il cammino non sarà breve, dobbiamo resistere ancora, serve tempo e prudenza». Il perché lo spiegano i tecnici: gli effetti del vaccino, dice il virologo Fabrizio Pregliasco, si inizieranno a vedere quando si raggiungerà il 20-30% della copertura vaccinale. E per avere la tanto agognata immunità di gregge, aggiunge il Commissario per l'emergenza Domenico Arcuri, serve che l'80% della popolazione sia vaccinata: «Lavoriamo affinché questo accada in autunno e quel giorno saremo per sempre fuori da una lunga notte».
<MC>ROMA
[TESTO]Il Vax day è finalmente arrivato e i primi italiani sono stati vaccinati, tra parole di speranza e moniti a non abbassare la guardia perché la battaglia è ancora lunga e ci sono 72mila morti a ricordare che questo non può essere comunque un giorno di festa: un'infermiera, un operatore sociosanitario, una biologa e due infettivologhe dello Spallanzani di Roma hanno ricevuto per primi il farmaco della Pfizer Biontech poi somministrato in tutta Italia agli altri operatori sanitari, al personale e agli ospiti delle Rsa selezionati per la giornata simbolo scelta dall'Ue. «L'Italia si risveglia - dice il premier Giuseppe Conte - questa data ci rimarrà per sempre impressa». Il giorno del vaccino inizia dunque nello stesso ospedale dove poco meno di un anno fa fu ricoverata la coppia di turisti cinesi che fece piombare il Paese nell'incubo del Covid ed è un cerchio che in qualche modo si chiude. Ma alle 7.20 è già tutto finito e restano solo i pannelli con la primula e il motto della campagna per la vaccinazione - «l'Italia rinasce con un fiore» - e il circo mediatico al gran completo che continua a presidiare il piazzale dello Spallanzani per altre 3 ore fermando medici, infermieri, politici e chiunque si trovi a portata di microfono. La professoressa Maria Rosaria Capobianchi, l'infermiera Claudia Alivernini, l'operatore sociosanitario Omar Altobelli, le infettivologhe Alessandra Vergori e Alessandra D'Abramo, i primi cinque vaccinati, sorridono tutti, orgogliosi del ruolo che gli è stato assegnato: far capire agli italiani l'importanza di vaccinarsi. «È un giorno importante e decisivo - dice Claudia - la scienza e la medicina sono le uniche cose che ci permetteranno di uscire da questo virus. Lo dico con il cuore, vaccinatevi». «Se sono preoccupata? Sì - risponde ai cronisti Alessandra Vergori - ma per voi, non per il vaccino che è sicuro ed efficace e, soprattutto è l'unico strumento che abbiamo per venire fuori da questo incubo». Il più emozionato è Omar. «Il mio pensiero va a chi non è riuscito ad arrivare a questo giorno. Spero di essere un esempio per tutti e solo il primo di una lunga serie, ho visto tanta sofferenza e dolore». Tutti parlano di nuova era, di svolta, di luce in fondo al tunnel; il più citato è Winston Curchill: è la fine dell'inizio. Il Vaticano parla di «giorno storico» e ricorda la linea di papa Francesco: il vaccino sia per tutti in tutti i paesi. Roberto Speranza, che dall'inizio dell'emergenza è sempre stato il più rigorista del governo, continua a chiedere cautela. «Siamo sulla strada che serve per chiudere una stagione difficile ma il cammino non sarà breve, dobbiamo resistere ancora, serve tempo e prudenza». Il perché lo spiegano i tecnici: gli effetti del vaccino, dice il virologo Fabrizio Pregliasco, si inizieranno a vedere quando si raggiungerà il 20-30% della copertura vaccinale. E per avere la tanto agognata immunità di gregge, aggiunge il Commissario per l'emergenza Domenico Arcuri, serve che l'80% della popolazione sia vaccinata: «Lavoriamo affinché questo accada in autunno e quel giorno saremo per sempre fuori da una lunga notte».
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli La Nuova Sardegna per le tue notizie su Google
![[EMPTYTAG]Allo Spallanzani scatta il Vax Day Conte: «Un giorno memorabile»](https://api-sites-prd.saegroup.abinsula.com/api/media/image/contentid/policy:1.39710317:1654514782/image/image.jpg?f=detail_558&h=720&w=1280&$p$f$h$w=d5eb06a)