La Cisal all’attacco: «Vogliamo sapere cosa è accaduto»
«Attendiamo per capire meglio cosa sia accaduto, ma a nostro avviso di norma le linee non vengono giù da sole, anche in condizioni climatiche avverse». È la dura presa di posizione del segretario...
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«Attendiamo per capire meglio cosa sia accaduto, ma
a nostro avviso di norma le linee non vengono giù da sole, anche in condizioni climatiche avverse». È la dura presa
di posizione del segretario regionale della Cisal Federenergia Sardegna, Franco Peana. «Da qualche anno – spiega il sindacalista – abbiamo chiesto la corretta attribuzione dei territori alle rispettive Unità Operative di appartenenza, ritenendo rischioso per gli operativi operare in località e con impianti non conosciuti.
Siamo dispiaciuti e amareggiati per quanto accaduto e allo stesso tempo preoccupati per i colleghi che operano in aree come quelle, spesso in condizioni climatiche avverse. Quel territorio dal punto di vista impiantistico è diventato terra di nessuno. L’Enel negli ultimi anni ha chiuso la sede di Nulvi e prima ancora quella di Castelsardo».
a nostro avviso di norma le linee non vengono giù da sole, anche in condizioni climatiche avverse». È la dura presa
di posizione del segretario regionale della Cisal Federenergia Sardegna, Franco Peana. «Da qualche anno – spiega il sindacalista – abbiamo chiesto la corretta attribuzione dei territori alle rispettive Unità Operative di appartenenza, ritenendo rischioso per gli operativi operare in località e con impianti non conosciuti.
Siamo dispiaciuti e amareggiati per quanto accaduto e allo stesso tempo preoccupati per i colleghi che operano in aree come quelle, spesso in condizioni climatiche avverse. Quel territorio dal punto di vista impiantistico è diventato terra di nessuno. L’Enel negli ultimi anni ha chiuso la sede di Nulvi e prima ancora quella di Castelsardo».
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