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Il “Piano casa” si arena duro scontro sull’agro

Il “Piano casa” si arena duro scontro sull’agro

L’opposizione mette alle corde la maggioranza con 750 emendamenti difficile l’approvazione della legge entro oggi, la giunta cerca di prendere tempo

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CAGLIARI. Dalle 10.30 alle 14, poi dalle 15 alle 21.30, per non approvare neanche un articolo dei 21 del nuovo Piano casa. Il Consiglio regionale s’è arenato. Andando avanti di questo passo sarà impossibile che l’Aula rispetti la scadenza annunciata giorni fa dal centrodestra: «Mercoledì – cioè oggi – voteremo la legge». Niente da fare. Nella seconda seduta della maratona sui bonus per l’edilizia e non solo, la maggioranza è andata a schiantarsi contro il muro dei primi 7 emendamenti presentati dalle opposizioni, tra l’altro tutti bocciati da chi governa, ma ben 750 devono essere ancora discussi. È una scalata irrealizzabile, per il centrodestra.

Ostruzionismo. Pd, Leu, Progressisti e Cinque stelle si sono messi di traverso pur di rallentare il cammino di una legge che continuano a bollare come «scellerata, selvaggia e anticostituzionale». Con la strategia dell’ostruzionismo, sono decine e decine di interventi su ogni emendamento, i quattro partiti hanno messo all’angolo l’alleanza guidata da Solinas. Perché? La risposta è arrivata da Valter Piscedda, relatore di minoranza: «Sappiamo di non avere in Aula i numeri per bloccare la legge, però con questa tattica vogliamo costringere il centrodestra a ritirare un testo scritto male, confuso, contraddittorio e molto pericoloso dalla prima all’ultima riga». La maggioranza ha già risposto picche e pare stia preparando invece una contromossa. Dietro le quinte, avrebbe pronto un emendamento che sterilizzerebbe l’entrata in vigore del nuovo Piano, quello vecchio scade giovedì, fino a metà gennaio. È un escamotage tecnico, ma potrebbe funzionare. «Il vuoto legislativo che si verrebbe a creare sarebbe colmato con una norma transitoria e quindi non ci sarebbero problemi», ha ribadito Giuseppe Talanas, Forza Italia, presidente della commissione urbanistica. Come finirà lo si scoprirà oggi con la ripresa dei lavori.

Lo scontro sull’agro. Dopo che la Giunta ha fatto retromarcia sui bonus per le case e gli alberghi nei 300 metri dal mare, scatenando tra l’altro le ire di Forza Italia, lo scontro fra maggioranza e opposizione si è spostato sulla possibilità di costruire in campagna. Nell’ultima versione del Piano c’è scritto: basterà essere proprietari di un solo ettaro – non più tre – per edificare massimo 120 metri quadri. E a chiedere la licenza potrà essere anche chi non è un agricoltore di professione. Davanti a quest’ipotesi le opposizioni sono insorte. «State scatenando una campagna speculativa inarrestabile. I prezzi dei terreni agricoli, che a questo punto diventerebbero edificabili, sono già schizzati alle stelle», ha detto Gianfranco Ganau, capogruppo del Pd. Maria Laura Orrù, gruppo dei Progressisti, ha aggiunto: «La parcellizzazione e il mattone ammazzeranno l’agricoltura». Alessandro Solinas, M5s, ha rilanciato: «Quello del centrodestra è un bullismo legislativo senza precedenti». Il centrodestra è rimasto in silenzio anche quando dai banchi dell’opposizione è stato accusato di «voler mettere in ginocchio i Comuni, che poi saranno costretti a garantire i servizi essenziali a un’infinità di case sparse». Gianfranco Satta, gruppo dei Progressisti, ha denunciato anche «un assurdo possibile cambio di destinazione d’uso, previsto da questo Piano, per le strutture agricole non residenziali, ma che all’improvviso potranno essere trasformate in ville e villette». La maggioranza, però, non ha replicato. È un primo segnale di resa? «Assolutamente no – è stata la risposta – abbiamo ancora un asso pigliatutto da giocarci (è la norma transitoria) e comunque porteremo a casa il risultato». (ua)

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