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Coronavirus in Sardegna, dati on line per i sindaci: scarsi e a volte imprecisi

Coronavirus in Sardegna, dati on line per i sindaci: scarsi e a volte imprecisi

La piattaforma dell’Ats funziona solo in alcuni comuni. Deiana, Anci: «Poche luci e tante ombre»

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SASSARI. La buona notizia è che è stata attivata, quella cattiva è che, quando va bene, funziona solo in certe aree o produce dati che spesso non tornano. La piattaforma che avrebbe dovuto consentire ai sindaci di ritrovare i numeri sui contagi, sui contatti dei soggetti positivi, sulle quarantene e sugli isolamenti è ancora un oggetto misterioso. Al punto che diversi primi cittadini sono costretti a cercare informazioni su canali alternativi a quello ufficiale che avrebbe dovuto, una volta per tutte, mettere nero su bianco tutti i dati relativi ai contagi in ogni comune dell’isola. Il sistema dovrebbe funzionare così: gli uffici di igiene pubblica dovrebbero caricare su un portale web i dati anagrafici dei positivi, di chi è in isolamento e del numero di tamponi effettuati. Per completare l’accesso alla piattaforma, i sindaci avrebbero dovuto inserirestere una password e, attraverso il sistema, sarebbero venuti a conoscenza in tempo reale dello stato della pandemia nei Comuni. Le ultime indicazioni della Regione avevano anche fissato la data di attivazione “completa” della piattaforma, che avrebbe dovuto iniziare a “lavorare” a pieno regime entro il 15 dicembre. A corredo della data di avvio, la Regione certificava anche l’avvenuto test di funzionamento, con esito positivo. Invece, due settimane dopo la data fissata per l’avvio, la piattaforma è un oggetto misterioso. La proposta dell’attivazione di un strumento simile era arrivata dall’Anci, all’inizio della pandemia, ed è proprio il presidente, Emiliano Deiana, che fa il quadro della situazione, per quanto possibile: «La piattaforma funziona – conferma Deiana – ma i dati vengono inseriti a macchia di leopardo». In alcuni territori, dunque, la informazioni sono disponibili, in altri no. Ma anche quando il click non va a vuoto, le sorprese sono comunque dietro l’angolo: «Perché i dati che vengono messi a disposizione dei sindaci spesso non rispondo alla realtà che, magari, il sindaco ha già verificato – aggiunge Deiana –. Capita anche che i dati inseriti siano corretti, ma purtroppo a quanto mi risulta questo accade in pochissime occasioni. Ci sono poche luci e tante ombre». Insomma, il meccanismo deve essere migliorato e, al momento, sono pochissimi i sindaci che possono attingere informazioni sicure dalla piattaforma. La informazioni sulla pandemia, dunque, arrivano da altri canali, diretti o indiretti, che possono essere gli stessi cittadini o qualche contatto affidabile all’Ats. (c.z.)

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