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[EMPTYTAG]Suicida un piccolo imprenditore oppresso dalla crisi

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Si è suicidato perché non riceveva più commesse da tempo, tanto da essere stato costretto a vendere alcuni immobili di proprietà. È la drammatica storia del 59enne piccolo imprenditore del settore...

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Si è suicidato perché non riceveva più commesse da tempo, tanto da essere stato costretto a vendere alcuni immobili di proprietà. È la drammatica storia del 59enne piccolo imprenditore del settore calzaturiero Raffaele Estinto, trovato impiccato martedì mattina all'interno della sua azienda nell'area industriale di Carinaro, nel Casertano. È stato il figlio di Estinto a dare l'allarme perché il padre non rispondeva da ore al cellulare; i carabinieri, accorsi in azienda, hanno trovato il 59enne appeso ad un cappio legato ad una trave. La salma è stata sequestrata su disposizione della Procura di Napoli Nord per l'autopsia, ma gli investigatori non avrebbero dubbi né sul suicidio né sulle sue motivazioni. Da tempo infatti Estinto non nascondeva a familiari, amici e colleghi il suo stato d'animo per le conseguenze della crisi. Nel suo piccolo calzaturificio Estinto produceva scarpe per conto terzi, ma anche con un suo marchio per la vendita in un piccolo negozio aperto di recente ad Aversa. Era sempre stato orgoglioso dei passi avanti fatti dalla sua famiglia: il nonno aveva cominciato a realizzare scarpe in modo artigianale, da solo e con pochissimi mezzi. L'attività era passata al padre di Raffaele, che l'aveva fatta crescere, e poi all'attuale proprietario, che oltre alla produzione si era voluto cimentare nella vendita. Tutto oscurato dal Covid: da marzo le commesse si erano ridotte fino ad azzerarsi, così come i proventi del negozio. «Piena solidarietà e vicinanza alla famiglia dell'imprenditore»,- dice Massimiliano Santoli, presidente del Comitato Piccola Industria presso Confindustria di Caserta.

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