La Nuova Sardegna

Covid, ritardo nelle vaccinazioni e dati incompleti: l'opposizione attacca Solinas

Covid, ritardo nelle vaccinazioni e dati incompleti: l'opposizione attacca Solinas

I consiglieri regionali del Pd: "Ritardo mostruoso, sui vaccini anti coronavirus manca un piano". Manca (M5S): "La Sardegna rischia di essere classificata in zona rossa, altro che proclami trionfalistici della giunta"

02 gennaio 2021
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CAGLIARI. In Italia emergono problemi organizzativi per le vaccinazioni. E' il caso della Sardegna: in alcune strutture dell'isola le vaccinazioni della 'fase 1', partiranno il 7 gennaio, a causa del personale in ferie. In diversi punti vaccinali, il personale - anche alle prese con i tamponi - è pronto a fare i doppi turni mentre in altri è stato necessario richiamare medici in pensione. Il ritardo ha determinato la somministrazione, per ora, di appena 302 dosi del vaccino di Pfizer-Biontech, numeri che pongono la Sardegna al penultimo posto nella classifica nazionale per regioni.

Il fatto ha ovviamente scatenato subito la polemica politica. L'attacco frontale arriva dal Pd e anche dal Movimento Cinquestelle. «La campagna vaccinale contro il Covid-19 è già iniziata _ si legge in una nota diffusa dai consiglieri regionali Dem _, ma la Sardegna è la regione, subito dopo Abruzzo e Molise, che ha effettuato in percentuale meno vaccini rispetto alle dosi consegnate. Al 2 gennaio sono state consegnate 12.855 dosi di vaccino e ne sono state somministrate solo 242, per una percentuale dell'1,9% contro il 34,8% della Provincia Autonoma di Trento».

«Oltre un mese e mezzo fa avevamo sollecitato la Regione affinché intervenisse con urgenza per predisporre un piano inerente all'organizzazione delle vaccinazioni anti Covid-19 all'interno della Sardegna. Evidentemente - spiega la nota - il nostro appello non è stato ascoltato e ora i cittadini sardi ne pagano le conseguenze».

Una richiesta che i consiglieri del PD avevano messo nero su bianco lo scorso 16 novembre, presentando un'interrogazione sul tema in Consiglio rivolta al presidente Solinas e all'assessore alla Sanità Nieddu. «L'emergenza sanitaria ha lasciato un segno indelebile in Sardegna, per questo motivo - aggiungono i dem - ci auguravamo che la Regione stabilisse per tempo un piano regionale riguardante l'organizzazione delle vaccinazioni anti Covid all'interno dell'Isola, definendo con chiarezza i luoghi di conservazione dei vaccini, i mezzi di trasporto dei vaccini stessi e un adeguato meccanismo di distribuzione su tutto il territorio sardo».

«Purtroppo, però, niente di tutto ciò è stato fatto per tempo e la giunta Solinas si è fatta trovare ancora una volta impreparata senza intervenire tempestivamente, e i numeri lo certificano. Ma non solo, se non verranno immediatamente comunicati i dati dell'andamento dei contagi, la Sardegna resterà zona rossa anche dopo il 7 gennaio. Il serio rischio - concludono i consiglieri PD - è che i cittadini sardi paghino un prezzo ancora più alto di quanto non abbiano già fatto».

Duro anche l'intervento di Desirè Manca, capogruppo dei Cinquestelle nell'aula di via Roma, che punta il dito sui dati incompleti comunicati dalla Regione all'Iss, fatot che farebbe rischiare l'inserimento dell'isola in zona rossa o arancion dopo il 6 gennaio. “L’Istituto Superiore di Sanità _ scrive la Manca _ ha inserito la Sardegna tra le regioni a “rischio alto” perché l’incompletezza dei dati sui contagi forniti rende il quadro dell’isola addirittura non valutabile.Una bacchettata annunciata, che soltanto questo governo regionale, dimostratosil’ultimo   della classesu scala nazionale,è stato capace di ricevere”.

“Che il roseo quadro sardo dipinto dalla Regione non corrispondesse alla realtà effettiva _ sottolinea ancora l'esponente pentastellato _  lo abbiamo denunciato da tempo e a gran voce. La discrasia tra dati comunicati e andamento della curva epidemiologica è apparsa evidente sin da subito, a causa di un sistema di tracciamento in continuo affanno, gravemente insufficiente. Tuttavia la Regione ha continuato a diffondere proclami altamente rassicuranti. Ma oggi i nodi sono venuti al pettine, e purtroppo la nostra regione corre seriamente il rischio divenire classificata zona rossa: con negozi chiusi, bar chiusi, ristoranti chiusi,commercio azzerato e attività sull’orlo del baratro. Una condizione che non possiamo assolutamente permetterci".

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