«I nuraghi nell’Unesco»: firmano 307 Comuni

Altri 10 approveranno presto la mozione per chiedere che le torri diventino patrimonio dell’umanità

SASSARI. Un potenziale di enorme valore che quasi mai viene sfruttato a fini culturali e turistici, anzi è spesso lasciato in preda all’incuria e al degrado. Sono i circa 8000 nuraghi conosciuti, simbolo dell’isola e diffusi praticamente ovunque. E ora per la prima volta un gran numero di amministrazioni comunali sembra finalmente aver preso coscienza del problema e si muove in maniera coordinata.

Ben 307 chiedono il riconoscimento delle torri nuragiche quale patrimonio dell’umanità da parte dell’Unesco, e un’altra decina di Comuni si prepara ad approvare la mozione in Consiglio entro i primi dell’anno. Non conta il colore politico, perché si tratta di un’esigenza condivisa da tutti i centri della Sardegna, ciascuno dei quali può vantare la presenza di qualche nuraghe o comunque di reperti di epoche lontane che attendono di essere valorizzati. Insomma l’isola punta con decisione sulla sua storia, per certi versi ancora tutta da scoprire e dal grande fascino, per guardare al futuro attraverso nuove forme di sviluppo. Si tratta di un progetto guardato con interesse da altre Regioni d’Italia, pronte a replicarlo nelle proprie realtà.

L’iniziativa ha già avuto il patrocinio della Giunta e del Consiglio regionale, delle università, del Crs4, dell’ufficio scolastico regionale e della Fasi (Federazione delle associazioni sarde in Italia), oltre all’appoggio di un gran numero di appassionati, studiosi e semplici cittadini, elementi importanti in vista della maratona che porterà l’Unesco a pronunciarsi sulla candidatura sarda. Michele Cossa, presidente dell’associazione “Sardegna verso l’Unesco”, parla di «un risultato che non esito a definire straordinario» affermando che «possiamo andare oltre i confini di ciò che conosciamo per cercare uno sviluppo possibile e sostenibile che ci faccia tornare al centro del Mediterraneo e del mondo».

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