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Lazio in pole  

Vaccinazioni a rilento Sei dosi su dieci sono ancora in frigo

ROMA. «Abbiamo un dovere: non tenere una dose di vaccino ferma un minuto più del necessario». L'imperativo del commissario per l'emergenza Covid, Domenico Arcuri, si sta scontrando con la realtà del...

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ROMA. «Abbiamo un dovere: non tenere una dose di vaccino ferma un minuto più del necessario». L'imperativo del commissario per l'emergenza Covid, Domenico Arcuri, si sta scontrando con la realtà del monitoraggio in tempo reale della campagna iniziata da cinque giorni. Sono ancora nelle celle frigorifere sei dosi su dieci delle prime 479.700 arrivate in Italia, anche per le difficoltà a reclutare somministratori. Da gennaio dovrebbero iniziare ad arrivarne 15mila e domani in un vertice tra il ministro delle Autonomie, Francesco Boccia, il responsabile della Sanità, Roberto Speranza, le Regioni e lo stesso Arcuri sarà affrontato proprio il tema degli operatori da dedicare ai vaccini. Intanto, con aerei e tir è iniziata la consegna nei 293 centri vaccinali della seconda tranche da 470mila fiale di Pfizer, non senza difficoltà per il sovraccarico di richieste.

«Preoccupano i ritardi, è arrivato solo il 40% delle dosi attese», ha avvertito Alessio D'Amato, assessore alla Sanità del Lazio, che ha annunciato di aver utilizzato il 70% dei vaccini disponibili, il tasso più alto fra le regioni.

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