La Nuova Sardegna

Tre indirizzi e un obiettivo: affinare le competenze di base e preparare gli studenti al mercato del lavoro 

Benvenuti nella culla che sforna i futuri chef e manager del turismo

di Giovanni Dessole
Benvenuti nella culla che sforna i futuri chef e manager del turismo

Quattro sedi, tre indirizzi, un unico obiettivo: definire e consolidare la base di competenze degli studenti, in modo da consentire loro di affinare ulteriormente le skill attraverso percorsi di...

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Quattro sedi, tre indirizzi, un unico obiettivo: definire e consolidare la base di competenze degli studenti, in modo da consentire loro di affinare ulteriormente le skill attraverso percorsi di studio universitari e specializzanti o di immettersi direttamente nel mondo del lavoro. L’Istituto di Istruzione superiore “D. A. Azuni” di Cagliari - una delle sedi è a Pula - è la realtà che rappresenta un punto di riferimento per i giovani della città e dell’hinterland. Una scuola che, forte di una proposta diversificata ed eterogenea declinata fra indirizzo in enogastronomia e ospitalità alberghiera, servizi commerciali con curvatura turistica e tecnico grafico, mette una serie di opzioni appetibili davanti a quelli che saranno i professionisti di domani. «La nostra offerta didattica è spendibile in prospettiva. Dedichiamo la massima attenzione ai nostri studenti, perché abbiamo chiara la percezione che per essere competitivi sul mercato debbano ricevere il miglior insegnamento possibile, impostato anche in base alle aspirazioni, alle caratteristiche e alle esigenze del singolo alunno”. Jessica Cappai, dirigente scolastica dell’Azuni, è alla guida dell’istituto solo da qualche mese. Si è trovata a gestire una situazione emergenziale che accomuna la totalità delle scuole superiori dell’Isola. Impegno che fra adempimenti e protocolli va conciliato con quello prettamente didattico. Perché i ragazzi sono la priorità, e devono essere messi nelle condizioni di apprendere anche in situazioni di oggettiva difficoltà. La tecnologia è supporto prezioso, dà una grossa mano agli oltre 900 studenti dislocati fra le quattro sedi dell’istituto e ai docenti che, con dedizione, li seguono e guidano nei cinque anni che portano al diploma. «Purtroppo la crisi generata dal Covid-19 ha notevolmente limitato alcune attività in presenza che negli anni passato caratterizzavano e impreziosivano la vita della nostra scuola, fra partecipazione a eventi e manifestazioni, apertura al territorio e possibilità di scambio e confronto con soggetti operanti nella dimensione dell’impresa – spiega Jessica Cappai –. Vero è che alcune iniziative sono state rimodulate, che altri canali sono stati attivati, che ci si muove sul fronte digitale per restare al passo e non perdere il contatto. In tal senso siamo felici di essere entrati a far parte del progetto La Nuova@Scuola. Così come, seppur ridisegnati in ambiente virtuale, continueremo a offrire ai nostri studenti la possibilità di vivere l’esperienza dei percorsi per le competenze trasversali e per l’orientamento». Importante il progetto con la Camera di Commercio in cui si punta sull’approccio alla fase post diploma, fra ricerca dell’occupazione, stesura di un curriculum e colloquio di lavoro. Una scuola che non lascia indietro nessuno, che tratta con grande cura e ha massimo rispetto per la disabilità e che mette in campo tutte le azioni possibili volte a garantire inclusione e integrazione. Prezioso a riguardo il contributo di docenti, insegnante di sostegno ed educatori che nei casi che lo richiedono svolgono attività in presenza. A proposito dell’attività in presenza «abbiamo tenuto aperti alcuni laboratori, chiaramente limitandoli a piccoli gruppi e nel rispetto delle distanze e delle prescrizioni anti contagio. Sono momenti fondamentali per l’applicazione degli insegnamenti teorici. Diamo priorità a chi, come i giovani della quarte classi, già a dicembre deve sostenere l’esame di qualifica». A livello professionale sono tanti gli orizzonti da esplorare. «Pensiamo all’indirizzo tecnico grafico, all’importanza degli strumenti digitali. L’essere padroni della materia, approfondendola attraverso una formazione continua, può aprire tante porte. Si parla di corsi quinquennali, che danno accesso all’Università, aprono all’imprenditoria o al lavoro dipendente». Anche l’indirizzo in enogastronomia e ospitalità alberghiera dà spendibilità immediata nel settore: «La richiesta, nonostante il momento, è tanta. Ma anche le opportunità di specializzazione non mancano: sono già attivi tre master organizzati con Forte Village, Città Metropolitana e Regione Sardegna, senza dimenticare i corsi universitari in economia e gestione delle risorse turistiche».

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