La Nuova Sardegna

La Erg non rinuncia al “parco eolico”

di Roberto Sanna
La Erg non rinuncia al “parco eolico”

La società ricorre in appello dopo il no del Tar alle nuove torri a Nulvi e Ploaghe

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SASSARI. La battaglia legale sul parco eolico di Ploaghe e Nulvi continuerà in appello dopo che la sentenza del Tar ha dato ragione alla Soprintendenza archeologica che aveva bloccato il progetto di “repowering”. La Erg fa sapere di voler andare avanti, portando con sè non solo il parere positivo dei due Comuni che ospitano il parco (ininfluente ai fini del processo) ma un iter burocratico che non ha mai visto la Regione opporsi durante il percorso della pratica della valutazione ambientale. In più, sostiene la Erg, quella norma regionale alla quale il Tar ha fatto riferimento nella sua sentenza non esiste più perché è stata modificata alla fine dell’anno, pochi giorni dopo la sentenza, in maniera favorevole al progetto presentato.

Progetto che, ricorda la Erg, porta con sé un profondo rinnovamento del parco con meno turbine (da 51 a 27) con la superficie di suolo occupata che si ridurrebbe del cinquanta per cento. Quello che non piace alla Soprintendenza e al Mibact è che le nuove pale eoliche sono molto più potenti (ognuna è da 4,5 megawatt, quelle attuali sono da 0,85) ma anche molto più alte, ben oltre i cento metri. «Il Tar si adagia sulle posizioni del Mibact e ritiene che il repowering in concreto si traduca nella realizzazione di un impianto del tutto nuovo rispetto a quello esistente, ragion per cui le pregresse valutazioni anche sotto il profilo ambientale e paesaggistico non sarebbero sufficienti, oggi, a consentire la assentibilità dell’impianto nella nuova conformazione e con le nuove WTG – fa sapere l’azienda –. La sentenza evidenzia la mancata considerazione da parte del tribunale delle peculiarità del repowering rispetto ad un progetto green field e poggia il rigetto sull’impatto paesaggistico negativo causato dalla dimensione dei nuovi aerogeneratori». Secondo la Erg, inoltre, il repowering è ben visto dalla Regione con la nuova delibera «approvata il 2 dicembre che abroga la Delibera 40/11 del 2015 (quella che attualmente pone le zone vincolate e i buffer e che è stata anche utilizzata per l’espressione del parere Mibact), che definisce i nuovi criteri per la definizione della aree non idonee per le FER. La Delibera evidenzia un forte indirizzo per il repowering degli impianti eolici ed elimina i buffer (molto ampi) previsti nella Delibera 40/11 del 2015». Da sottolineare anche che, a suo tempo, il progetto incassò il benestare della Cgil che nel febbraio del 2020 sottolineava come questo progetto «porterebbe un incremento di circa il triplo della produzione elettrica con la metà delle torri istallate, un investimento di oltre 130 milioni di euro, con importanti ricadute economiche locali per circa 800 mila euro all’anno. Inoltre, si darebbe ulteriore prospettiva occupazionale ai circa 40 addetti (tra diretti e indiretti)».



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