La Nuova Sardegna

Covid, quell’esercito di medici che nessuno vuole utilizzare

Roberto Petretto
Covid, quell’esercito di medici che nessuno vuole utilizzare

Tra medicina generale e continuità assistenziale nell’isola sono più di 2mila

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SASSARI. All’inizio della prossima settimana in Ogliastra andrà in scena la seconda parte dello stress test sulla popolazione di 23 Comuni della zona. Prove generali di quella che il presidente Solinas definisce «la più grande campagna di screening mai realizzata nell'Isola».

Tamponi per tutti i sardi che lo vorranno. In Ogliastra, nei primi due giorni, sono state impiegate 180 persone. Quando il piano di monitoraggio si estenderà a tutta l’isola ne serviranno molte di più. Viste le difficoltà emerse nel tracciamento dei contagi e nella prima fase della vaccinazione anti Covid è lecito chiedersi: da dove arriveranno i rinforzi?

Le forze in campo. In Sardegna i medici non mancano. Il personale dipendente del servizio sanitario nazionale è forte di quasi 21mila persone secondo gli ultimi dati Istat disponibili (rilevamento al 2017). Di questi circa 4.200 sono medici e odontoiatri, 8.300 fanno parte del personale infermieristico.

Si devono poi aggiungere i medici di medicina generale (quelli che un tempo si chiamavano “medici di famiglia”), vera e propria ragnatela dell’assistenza sul territorio. Non si tratta di dipendenti del servizio sanitario: in Sardegna ce ne sono tra 1.200 e 1.300. Poi ci sono i medici della continuità assistenziale (le vecchie guardie mediche) che sono all’incirca 800. Se si confrontano questi numeri con le forze messe in campo in questa fase per lo stress test in Ogliastra e per la somministrazione dei vaccini si capisce che, volendo, si potrebbe attingere a un bacino di professionisti molto ampio.

Questione di scelte. La Regione Lazio, che in questi giorni sta ricoprendo il ruolo di locomotiva del treno dei vaccini, per raggiungere i risultati di eccellenza che sono sotto gli occhi di tutti ha schierato una squadra di 800 persone: «E siamo pronti a coinvolgere 4.500 medici di famiglia», ha detto l’assessore alla Sanità, Alessio D’Amato.

Qui in Sardegna ancora questo discorso non è stato affrontato. I medici di medicina generale hanno effettuato e stanno ancora effettuando, come in passato, la campagna di vaccinazione antinfluenzale, ma di altri ruoli per ora non si è parlato.

Il ruolo dei medici di famiglia. «Già il sistema di tracciamento è andato in sofferenza - dice Umberto Nevisco, segretario regionale del Fimmg, federazione dei medici di medicina generale -. Si è in ritardo anche nel tracciamento dei positivi, figuriamoci nel tracciamento dei contatti dei positivi. Questo è il problema di fondo. Poi c’è da dire che il sistema dell’igiene pubblica e quello delle Usca non dialogano tra di loro. Ora, ci sono 1.200 medici di famiglia: si ritiene che possano servire oppure no?».

Il bando per vaccinatori. Un rinforzo dovrebbe arrivare dai vaccinatori reclutati dal commissario nazionale. A 5 agenzie per il lavoro è stato affidato il reclutamento e l'assunzione con contratto a tempo determinato di 9 mesi (rinnovabili) di 3.000 medici e 12.000 infermieri e assistenti sanitari, che dovranno sostenere la campagna di somministrazione del vaccino nelle 1.500 strutture individuate e distribuite su tutto il territorio nazionale. La Sardegna fa parte dell’area territoriale 1 insieme a Lombardia, Emilia-Romagna, Umbria e Valle d’Aosta. Il bando per questa area è stato aggiudicato all’agenzia Manpower, con ritardo di quasi un mese rispetto all’annuncio. Quindi ancora nessuno ha visto “i vaccinatori”.

Vaccini e screening. Mentre la campagna vaccinale cerca di decollare (in Sardegna con qualche difficoltà), da queste parti si attiva anche lo screening di massa. A questo proposito è dura la posizione dell’Anaao Assomed: «Ci chiediamo - dice il segretario Luigi Curreli - se le scarse forze disponibili non potevano essere meglio impiegate per implementare le procedure di vaccinazione piuttosto che incanalarle nella improbabile mappatura della diffusione dell'infezione tramite i test antigenici rapidi».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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