Contagi, la curva non cala l’isola maglia nera d’Italia
di Roberto Petretto
L’epidemia riprende vigore. E la campagna di vaccinazione viaggia a rilento
3 MINUTI DI LETTURA
SASSARI. In Sardegna le cose non vanno bene: l’epidemia sembra riprendere forza. Lo si era capito in modo empirico dai risicati bollettini quotidiani dell’Unità di crisi regionale. Ieri è arrivato un parere più autorevole, suffragato da un’analisi scientifica: i parametri che indicano l’andamento del contagio nell’isola sono tutti negativi, secondo il monitoraggio della Fondazione Gimbe. Quattro indici, tutti in peggioramento: la Sardegna è l’unica regione d’Italia ad avere questa situazione.
I parametri presi in considerazione per delineare la situazione delle singole regioni italiane sono quattro: i casi attualmente positivi per 100.000 abitanti, l'incremento percentuale dei casi, i test per 100.000 abitanti e il rapporto positivi-casi testati. Il periodo preso in considerazione è quello tra il 29 dicembre e il 5 gennaio, in confronto con la settimana precedente. Negli ultimi due giorni la situazione è ulteriormente peggiorata.
Le cifre. I casi attualmente positivi per 100mila abitanti sono 1.023 mentre l'incremento è di poco superiore al sei per cento. I casi testati per 100mila abitanti sono 993 e il rapporto tra positivi e casi testati è del 13,1%. Unico elemento pincoraggiante viene dagli ospedali, dove gli indici sono entrambi sotto la soglia di allarme: 29% di occupazione dei posti letto in area medica e 25% in terapia intensiva.
«Considerato che i primi mesi dell'anno - avverte il presidente Nino Cartabellotta - saranno cruciali sia per contenere la terza ondata, sia per controllare la pandemia per l'intero 2021, è necessario puntare l'attenzione su tre elementi cruciali. Innanzitutto, le curve iniziano a risalire con un numero di casi attualmente positivi troppo elevato per riprendere il tracciamento, con ospedali e terapie intensive ai limiti della saturazione in metà delle Regioni e con i dati preoccupanti sulle nuove varianti del virus».
Vaccini a rilento. La Sardegna continua a essere agli ultimi posti della classifica delle regioni nella somministrazione dei vaccini. Nell’isola, alle 21 di ieri, non si era raggiunto neppure il 20 per cento di utilizzo delle dosi disponibili. Appena meglio ha fatto la Valle d’Aosta. Ma c’è chi viaggia a ritmi del 60 per cento (nel frattempo, tra il 5 e il 7 in tutta Italia sono state consegnate altre 438.750 dosi, quindi la percentuale in alcune regioni si è abbassata, ma solo perché è aumentato il numero di dosi disponibili).
Un aspetto quantomeno curioso, sempre riguardo alla Sardegna, è che continuano a non essere somministrate dosi di vaccino nelle case di riposo e nelle Rsa. Ma con 3.750 iniezioni effettuate il dato è ancora troppo parziale per avere una certa rilevanza. Di fatto, dopo la prima settimana, le cose nell’isola continuano ad andare innegabilmente a rilento.
Lo screening. Molte speranze sono riposte nello screening che dovrebbe interessare gran parte della popolazione sarda. Lunedì e martedì le ultime due giornate dello stress test in Ogliastra, poi si dovrebbe partire con la campagna regionale. L’obiettivo è quello di circoscrivere e isolare i focolai. Potrebbe giungere in soccorso un progresso fatto negli ultimi giorni nel campo della diagnostica: i tamponi rapidi di ultima generazione sono sempre più attendibili, tanto che il ministero della Salute ha dato il via libera ai test antigenici rapidi per la definizione dei casi e quindi anche questi test entreranno nel bollettino quotidiano. Secondo l’Associazione dei microbiologi i nuovi test rapidi sono equiparabili ai tamponi molecolari. I più recenti test antigenici a lettura fluorescente «hanno migliori prestazioni» dei precedenti test rapidi (immunocromatografici). Nella campagna di screening della Regione è previsto anche l’utilizzo dei tamponi a fluorescenza e questo garantirà una maggiore accuratezza dei test.
©RIPRODUZIONE RISERVATA
I parametri presi in considerazione per delineare la situazione delle singole regioni italiane sono quattro: i casi attualmente positivi per 100.000 abitanti, l'incremento percentuale dei casi, i test per 100.000 abitanti e il rapporto positivi-casi testati. Il periodo preso in considerazione è quello tra il 29 dicembre e il 5 gennaio, in confronto con la settimana precedente. Negli ultimi due giorni la situazione è ulteriormente peggiorata.
Le cifre. I casi attualmente positivi per 100mila abitanti sono 1.023 mentre l'incremento è di poco superiore al sei per cento. I casi testati per 100mila abitanti sono 993 e il rapporto tra positivi e casi testati è del 13,1%. Unico elemento pincoraggiante viene dagli ospedali, dove gli indici sono entrambi sotto la soglia di allarme: 29% di occupazione dei posti letto in area medica e 25% in terapia intensiva.
«Considerato che i primi mesi dell'anno - avverte il presidente Nino Cartabellotta - saranno cruciali sia per contenere la terza ondata, sia per controllare la pandemia per l'intero 2021, è necessario puntare l'attenzione su tre elementi cruciali. Innanzitutto, le curve iniziano a risalire con un numero di casi attualmente positivi troppo elevato per riprendere il tracciamento, con ospedali e terapie intensive ai limiti della saturazione in metà delle Regioni e con i dati preoccupanti sulle nuove varianti del virus».
Vaccini a rilento. La Sardegna continua a essere agli ultimi posti della classifica delle regioni nella somministrazione dei vaccini. Nell’isola, alle 21 di ieri, non si era raggiunto neppure il 20 per cento di utilizzo delle dosi disponibili. Appena meglio ha fatto la Valle d’Aosta. Ma c’è chi viaggia a ritmi del 60 per cento (nel frattempo, tra il 5 e il 7 in tutta Italia sono state consegnate altre 438.750 dosi, quindi la percentuale in alcune regioni si è abbassata, ma solo perché è aumentato il numero di dosi disponibili).
Un aspetto quantomeno curioso, sempre riguardo alla Sardegna, è che continuano a non essere somministrate dosi di vaccino nelle case di riposo e nelle Rsa. Ma con 3.750 iniezioni effettuate il dato è ancora troppo parziale per avere una certa rilevanza. Di fatto, dopo la prima settimana, le cose nell’isola continuano ad andare innegabilmente a rilento.
Lo screening. Molte speranze sono riposte nello screening che dovrebbe interessare gran parte della popolazione sarda. Lunedì e martedì le ultime due giornate dello stress test in Ogliastra, poi si dovrebbe partire con la campagna regionale. L’obiettivo è quello di circoscrivere e isolare i focolai. Potrebbe giungere in soccorso un progresso fatto negli ultimi giorni nel campo della diagnostica: i tamponi rapidi di ultima generazione sono sempre più attendibili, tanto che il ministero della Salute ha dato il via libera ai test antigenici rapidi per la definizione dei casi e quindi anche questi test entreranno nel bollettino quotidiano. Secondo l’Associazione dei microbiologi i nuovi test rapidi sono equiparabili ai tamponi molecolari. I più recenti test antigenici a lettura fluorescente «hanno migliori prestazioni» dei precedenti test rapidi (immunocromatografici). Nella campagna di screening della Regione è previsto anche l’utilizzo dei tamponi a fluorescenza e questo garantirà una maggiore accuratezza dei test.
©RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli La Nuova Sardegna per le tue notizie su Google
