[EMPTYTAG]Boom di vaccinazioni Superate le 340mila
[EMPTYTAG]Già distribuite più di un milione di dosi, da febbraio toccherà agli over 80 Il Veneto guida la classifica delle regioni virtuose. Zaia: «Ora li finiamo tutti»
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[FIRMA&LUOGO]di Lorenzo Attianese
<MC>ROMA
[TESTO]Quasi un milione di dosi distribuite di cui 340mila già somministrate, la prossima settimana l'arrivo delle fiale di Moderna e da febbraio tocca agli over 80 e ai docenti. «Siamo i primi in Europa», ripete il Commissario Domenico Arcuri (secondo le ultime statistiche preceduti solo dalla Danimarca in percentuale al numero degli abitanti), allontanando le polemiche sulla partenza a singhiozzo della campagna vaccinale nei giorni scorsi e rivendicando il livello di «preparazione» dell'Italia rispetto alle altre nazioni.
Dopo l'ok dell'Aifa, arrivato nella giornata di ieri dopo che mercoledì era stata l’Ema, l’Agenzia europea del farmaco, a dare il prima via libera che aveva in un certo senso preannunciato l’ok italiano, le nuove dosi del colosso Moderna sono pronte ad essere distribuite dai militari, così come dal 20 gennaio i primi 1.500 operatori sanitari selezionati (su 24mila candidati) dall'apposito bando scenderanno in campo per aiutare i 3.800 medici e infermieri già impegnati nelle somministrazioni. E nella prossima fase sarà anche il turno di medici di base, pediatri e farmacisti.
A febbraio, quindi dopo il personale degli ospedali e gli ospiti delle Residenze per gli anziani, a tendere il braccio saranno anche i docenti, le persone che hanno più di 80 anni, i disabili e i loro assistenti, gli operatori dei servizi pubblici essenziali, il personale docente e non docente «affinché le scuole possano funzionare in sicurezza», forze dell'ordine, fragili e detenuti.
«Lavoriamo perché entro l'autunno si possano vaccinare tutti gli italiani che lo vorranno, facciamo il tifo perché siano tutti, ma serve che arrivino i vaccini, noi non li produciamo», insiste Arcuri, chiarendo inoltre: «L'immunità si raggiunge intorno all'80% e si tratta di 48 milioni di connazionali». Se da diversi esperti e da alcuni governatori, come Alberto Cirio del Piemonte, arriva la richiesta di anticipare le vaccinazioni ai docenti, il Commissario non esclude che un provvedimento del genere possa essere preso dal Parlamento, con una modifica al Piano approvato lo scorso dicembre. «Ma non entro nel merito - chiarisce Arcuri -. Per me l'obiettivo è far sì che il massimo numero di italiani utilizzi le dosi». Da parte del commissario straordinario per l’emergenza arriva anche una battuta sul numero delle somministrazioni fatte dall’Italia nei primi giorni di campagna vaccinale e sulle statistiche registrate negli altri Paesi membri dell’Unione Europea: «Siamo molto più preparati degli altri. Oppure vuol dire che gli altri conservano le dosi in freezer... Se ci chiedono che siamo impreparati, noi rispondiamo: “No, siamo i primi in Europa”».
Tra le regioni italiane, nella classifica per numero di somministrazioni in base alle dosi a disposizione, svetta il Veneto. «Oggi li finiamo tutti», annuncia orgoglioso il Presidente del Veneto Luca Zaia, costretto a vive giorni particolarmente caldi a causa dell’impennata di contagi delle ultime settimane. Nel giro di pochi giorni, al massimo entro la prossima settimana, si chiuderà la prima fase delle vaccinazioni anti-Covid per quasi tutti gli anziani ospiti delle strutture del Pio Albergo Trivulzio di Milano, le residenze socio assistenziali al centro dell'inchiesta per la serie di decessi nella prima fase della pandemia. A fare il suo annuncio su Twitter è anche il noto virologo, Roberto Burioni: «Potersi vaccinare il 7 gennaio 2021 con un vaccino sicuro ed efficace contro un virus isolato solamente il 10 gennaio 2020 ha un nome preciso: miracolo».
<MC>ROMA
[TESTO]Quasi un milione di dosi distribuite di cui 340mila già somministrate, la prossima settimana l'arrivo delle fiale di Moderna e da febbraio tocca agli over 80 e ai docenti. «Siamo i primi in Europa», ripete il Commissario Domenico Arcuri (secondo le ultime statistiche preceduti solo dalla Danimarca in percentuale al numero degli abitanti), allontanando le polemiche sulla partenza a singhiozzo della campagna vaccinale nei giorni scorsi e rivendicando il livello di «preparazione» dell'Italia rispetto alle altre nazioni.
Dopo l'ok dell'Aifa, arrivato nella giornata di ieri dopo che mercoledì era stata l’Ema, l’Agenzia europea del farmaco, a dare il prima via libera che aveva in un certo senso preannunciato l’ok italiano, le nuove dosi del colosso Moderna sono pronte ad essere distribuite dai militari, così come dal 20 gennaio i primi 1.500 operatori sanitari selezionati (su 24mila candidati) dall'apposito bando scenderanno in campo per aiutare i 3.800 medici e infermieri già impegnati nelle somministrazioni. E nella prossima fase sarà anche il turno di medici di base, pediatri e farmacisti.
A febbraio, quindi dopo il personale degli ospedali e gli ospiti delle Residenze per gli anziani, a tendere il braccio saranno anche i docenti, le persone che hanno più di 80 anni, i disabili e i loro assistenti, gli operatori dei servizi pubblici essenziali, il personale docente e non docente «affinché le scuole possano funzionare in sicurezza», forze dell'ordine, fragili e detenuti.
«Lavoriamo perché entro l'autunno si possano vaccinare tutti gli italiani che lo vorranno, facciamo il tifo perché siano tutti, ma serve che arrivino i vaccini, noi non li produciamo», insiste Arcuri, chiarendo inoltre: «L'immunità si raggiunge intorno all'80% e si tratta di 48 milioni di connazionali». Se da diversi esperti e da alcuni governatori, come Alberto Cirio del Piemonte, arriva la richiesta di anticipare le vaccinazioni ai docenti, il Commissario non esclude che un provvedimento del genere possa essere preso dal Parlamento, con una modifica al Piano approvato lo scorso dicembre. «Ma non entro nel merito - chiarisce Arcuri -. Per me l'obiettivo è far sì che il massimo numero di italiani utilizzi le dosi». Da parte del commissario straordinario per l’emergenza arriva anche una battuta sul numero delle somministrazioni fatte dall’Italia nei primi giorni di campagna vaccinale e sulle statistiche registrate negli altri Paesi membri dell’Unione Europea: «Siamo molto più preparati degli altri. Oppure vuol dire che gli altri conservano le dosi in freezer... Se ci chiedono che siamo impreparati, noi rispondiamo: “No, siamo i primi in Europa”».
Tra le regioni italiane, nella classifica per numero di somministrazioni in base alle dosi a disposizione, svetta il Veneto. «Oggi li finiamo tutti», annuncia orgoglioso il Presidente del Veneto Luca Zaia, costretto a vive giorni particolarmente caldi a causa dell’impennata di contagi delle ultime settimane. Nel giro di pochi giorni, al massimo entro la prossima settimana, si chiuderà la prima fase delle vaccinazioni anti-Covid per quasi tutti gli anziani ospiti delle strutture del Pio Albergo Trivulzio di Milano, le residenze socio assistenziali al centro dell'inchiesta per la serie di decessi nella prima fase della pandemia. A fare il suo annuncio su Twitter è anche il noto virologo, Roberto Burioni: «Potersi vaccinare il 7 gennaio 2021 con un vaccino sicuro ed efficace contro un virus isolato solamente il 10 gennaio 2020 ha un nome preciso: miracolo».
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