«Erano pronti ad agire, dovevamo fermarli»

Il colonnello dei carabinieri Totaro: «La loro pericolosità ci ha indotto a giocare d’anticipo»

CAGLIARI . Un biennio di indagini sulla banda degli assaltatori dei caveau vissuti in allarme costante dal comando provinciale dei carabinieri di Cagliari e dalle sue giurisdizioni territoriali. Da un momento all'altro c'era la possibilità che l'organizzazione criminale potesse colpire sia in Sardegna sia in Toscana, le due regioni che il sodalizio aveva eletto come base operativa e sede degli obiettivi delle rapine da compiere. «In tutto questo periodo di lavoro investigativo sotto traccia, in particolare da quando è iniziato il lockdown – ha detto il colonnello Cesario Totaro, comandante provinciale di Cagliari dei carabinieri –, stavamo con il fiato sospeso perché c'erano i segnali che la banda potesse operare da un momento all'altro, ad esempio i due escavatori con benne in loro possesso provenienti da furti. Sapevamo che avevano un micidiale potenziale di fuoco, dovevamo giocare d'anticipo. Con un lavoro straordinario siamo riusciti, facendo squadra, a mettere le mani sulla banda di sardi, campani e corsi. Devo rimarcare l'apporto importantissimo dei vari reparti coinvolti nelle indagini e anche della polizia francese, con il coordinamento della Direzione distrettuale antimafia della Procura del tribunale di Cagliari. Siamo riusciti a smantellare una banda pericolosissima e quanto mai determinata, fornita di tutto punto di armi speciali e di esplosivo da mettere in campo. Il tutto salvaguardando l'incolumità degli operatori dell'Arma e degli stessi componenti la banda». Le indagini poi sfociate dell'operazione "Maddalena" erano partite nel settembre 2018 da parte del nucleo operativo radiomobile della Compagnia di Carbonia. «Durante una perquisizione che faceva parte dei controlli negli ovili del Sulcis, in uno di questi in territorio di Nuxis – ha spiegato il capitano Lucia Dilio, comandante la Compagnia carabinieri di Carbonia – era stato trovato un furgone Daily Iveco rubato a Nuoro mesi prima e altri due mezzi meccanici (escavatore con benna e camion), uno dei quali risultato essere stato utilizzato in un tentativo di rapina a un portavalori a Castiadas nel 2018. Da lì sono state avviate approfondite indagini che aggiungendo tassello su tassello hanno portato all'individuazione di questa pericolosissima banda di 32 componenti pronti a tutto». (l.on)

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