Piano casa, l’intesa regge blindata la fascia costiera
Malumori in Fi e Fdi ma il maxi emendamento della giunta ha il via libera Stop ai bonus alle seconde case entro i 300 metri. Lunedì il voto sugli hotel
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CAGLIARI. Le seconde case nei 300 metri dal mare sono state tagliate fuori dai bonus una volta per tutte. La Giunta è stata di parola. Con un maxi emendamento, ha ripulito l’articolo 2 del Piano casa dal rischio di nuovo cemento nella fascia superprotetta. Invece, oltre quel limite, gli aumenti potranno essere del 35 per cento rispetto alla cubatura esistente, compresa quella realizzata con gli extra previsti dai precedenti Piani, e comunque non dovranno superare i 150 metri cubi.
Il voto. Il Consiglio regionale ha fatto un altro passo avanti in quella che ormai è diventata un’arrampicata. Ancora una volta la maggioranza di centrodestra ha dovuto soffrire non poco. Non solo per le bordate sparate, come sempre, delle opposizioni, ma anche a causa di qualche malumore interno all’alleanza. Malumori che sono diventati palesi proprio sui bonus concessi alle seconde case oltre i 300 metri. Forza Italia ed Fdi, ad esempio, hanno votato a favore del limite invalicabile dei 150 metri cubi solo per ordine di scuderia. Poco prima i rispettivi capigruppo, Angelo Cocciu e Francesco Mura, avevano tuonato: «Non siamo per nulla d’accordo con questa correzione dell’ultim’ora», ma alla fine si sono allineati, sfiorando solo l’ennesimo incidente con i sardisti e l’assessore all’urbanistica Quirico Sanna .
Gli altri bonus. Con lo stesso maxi emendamento, la maggioranza ha votato a favore dei bonus nei centri storici, ma solo nei Comuni in cui è in vigore un Piano particolareggiato e lo stesso è stato poi adeguato al Ppr. In tutti gli altri, invece, non potrà essere fatto nulla. Comunque nei centri storici l’aumento fino al 2023 sarà del 25 per cento (era il 20) fino a 90 metri cubi, erano 70. Più un altro 10 per cento legato al risparmio energetico, oppure all’utilizzo di materiali, dal sughero al legno, prodotti in Sardegna. Ancora: nelle altre zone urbane, o quartieri, comprese le cosiddette aree di espansione, l’incremento sarà del 30 per cento fino a 180 metri cubi, più l’eventuale bonus energetico. I portatori di handicap, infine, potranno aumentare le volumetrie del 35 per cento fino a 150 metri cubi. Diverse le novità anche per i capannoni industriali, artigianali e commerciali: l’incremento sarà del 25 per cento, è stato confermato, ma potrà aumentare fino al 30 o al 40 con la realizzazione di un solaio.
Compravendita degli extra. Chi non utilizzerà i bonus edilizi potrà venderli al vicino di casa od altri purché all’interno dello stesso edificio o della stessa lottizzazione. È stato proprio questa sorta di mercato delle cubature – poi approvato dal Consiglio con i soli voti del centrodestra – a scatenare il più furioso testa a testa di giornata fra la maggioranza e l’opposizione. Dal Pd ai Cinque stelle, passando per i Progressisti e Leu, tutti hanno denunciato: «È una decisione scellerata», oppure «Scatenerete una girandola di speculazioni edilizie senza precedenti. Su quelle cubature in vendita si scateneranno le lobby del cemento e chi avrà bisogno di soldi venderà i bonus come al mercato». Il centrodestra non ha fatto una piega nonostante la valanga di accuse e con una prova di forza ha vinto nella conta dei voti.
Il prossimo passo. Lunedì riprenderà il confronto in aula e sarà la volta dell’articolo 3. È quello che prevede solo demolizioni e ricostruzioni a saldo zero, cioè nessun aumento di cubatura, per gli alberghi nei 300 metri dal mare. Mentre per gli hotel fuori dalla fascia protetta i bonus potranno arrivare fino al 50 per cento, compreso un extra legato alla pandemia in corso. Sarà un’altra giornata di battaglia a tutto campo. (ua)
Il voto. Il Consiglio regionale ha fatto un altro passo avanti in quella che ormai è diventata un’arrampicata. Ancora una volta la maggioranza di centrodestra ha dovuto soffrire non poco. Non solo per le bordate sparate, come sempre, delle opposizioni, ma anche a causa di qualche malumore interno all’alleanza. Malumori che sono diventati palesi proprio sui bonus concessi alle seconde case oltre i 300 metri. Forza Italia ed Fdi, ad esempio, hanno votato a favore del limite invalicabile dei 150 metri cubi solo per ordine di scuderia. Poco prima i rispettivi capigruppo, Angelo Cocciu e Francesco Mura, avevano tuonato: «Non siamo per nulla d’accordo con questa correzione dell’ultim’ora», ma alla fine si sono allineati, sfiorando solo l’ennesimo incidente con i sardisti e l’assessore all’urbanistica Quirico Sanna .
Gli altri bonus. Con lo stesso maxi emendamento, la maggioranza ha votato a favore dei bonus nei centri storici, ma solo nei Comuni in cui è in vigore un Piano particolareggiato e lo stesso è stato poi adeguato al Ppr. In tutti gli altri, invece, non potrà essere fatto nulla. Comunque nei centri storici l’aumento fino al 2023 sarà del 25 per cento (era il 20) fino a 90 metri cubi, erano 70. Più un altro 10 per cento legato al risparmio energetico, oppure all’utilizzo di materiali, dal sughero al legno, prodotti in Sardegna. Ancora: nelle altre zone urbane, o quartieri, comprese le cosiddette aree di espansione, l’incremento sarà del 30 per cento fino a 180 metri cubi, più l’eventuale bonus energetico. I portatori di handicap, infine, potranno aumentare le volumetrie del 35 per cento fino a 150 metri cubi. Diverse le novità anche per i capannoni industriali, artigianali e commerciali: l’incremento sarà del 25 per cento, è stato confermato, ma potrà aumentare fino al 30 o al 40 con la realizzazione di un solaio.
Compravendita degli extra. Chi non utilizzerà i bonus edilizi potrà venderli al vicino di casa od altri purché all’interno dello stesso edificio o della stessa lottizzazione. È stato proprio questa sorta di mercato delle cubature – poi approvato dal Consiglio con i soli voti del centrodestra – a scatenare il più furioso testa a testa di giornata fra la maggioranza e l’opposizione. Dal Pd ai Cinque stelle, passando per i Progressisti e Leu, tutti hanno denunciato: «È una decisione scellerata», oppure «Scatenerete una girandola di speculazioni edilizie senza precedenti. Su quelle cubature in vendita si scateneranno le lobby del cemento e chi avrà bisogno di soldi venderà i bonus come al mercato». Il centrodestra non ha fatto una piega nonostante la valanga di accuse e con una prova di forza ha vinto nella conta dei voti.
Il prossimo passo. Lunedì riprenderà il confronto in aula e sarà la volta dell’articolo 3. È quello che prevede solo demolizioni e ricostruzioni a saldo zero, cioè nessun aumento di cubatura, per gli alberghi nei 300 metri dal mare. Mentre per gli hotel fuori dalla fascia protetta i bonus potranno arrivare fino al 50 per cento, compreso un extra legato alla pandemia in corso. Sarà un’altra giornata di battaglia a tutto campo. (ua)
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