Registro del latte, manca ancora il decreto
di Antonello Palmas
Copagri: «Strumento essenziale per la trasparenza del settore caseario, ma occorre la norma attuativa della legge 44»
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SASSARI. Uno dei risultati più importanti scaturiti dalle proteste dei pastori di ormai quasi due anni fa fu l’inserimento nella legge nazionale 44/2019 del Decreto emergenze in agricoltura dell’obbligo per il primo acquirente di latte, di comunicare mensilmente i quantitativi di latte ricevuti e successivamente i dati sulle relative produzioni lattiero-casearie ottenute e sulle giacenze di magazzino, con tanto di sanzioni (da 5.000 a 20.000 euro). Un elemento, quello della creazione del registro telematico, considerato basilare per la soluzione dei problemi del settore lattiero caseario.
Ma, come spesso accade, a 18 mesi dall’approvazione della legge, il cui articolo 3 fu frutto del lungo confronto tra le parti sui tavoli di Roma, Cagliari e Sassari, il previsto decreto previsto per l’attuazione non è mai stato emanato dal ministero. E Copagri chiede alla Regione e parlamentari sardi di farsi portavoce presso il ministero dell’urgenza di emanare la norma che non lasci sulla carta lo strumento.
«Si tratta di un obbligo stabilito da un regolamento comunitario del 2013 (il 1308-Ocm Unica) – dice Pietro Tandeddu, responsabile nazionale del comparto ovicaprino per l’organizzazione – Da tempo è in vigore il decreto riferito al latte vaccino e, da tempo, in Francia e Spagna anche quelli relativi al latte ovicaprino. Non si comprende il perché di tanta resistenza in Italia all’istituzione del registro telematico per il latte ovicaprino che porterebbe finalmente trasparenza nel mercato, evitando inutili polemiche e consentendo una corretta programmazione supportata da dati reali e non da semplici ipotesi. L’articolo che lo istituisce, all’interno della legge numero 44, ha subito inutili e inspiegabili modifiche ma si sperava nel rispetto dei termini stabiliti per l’emanazione del decreto».
Ignazio Cirronis, presidente di Copagri Sardegna, spiega però che «così non è stato, a testimonianza di una colpevole disattenzione da parte del ministero che pure il 13 ottobre scorso aveva chiamato le organizzazioni a confrontarsi sugli schemi di decreto senza però dar seguito al confronto in sede di Conferenza Stato-Regioni». Copagri chiede quindi «il rispetto degli impegni, un decreto chiaro che renda possibile alle organizzazioni l’accesso ai dati aggregati di livello regionale e nazionale vista la scarsa chiarezza della proposta ministeriale. Chiediamo che la Regione si faccia carico del problema e invitiamo i parlamentari sardi ad adoperarsi per garantire la rapida emanazione del decreto ministeriale opportunamente riformulato garantendo il massimo di chiarezza su quanto avviene nel comparto». Il riferimento è a una notizia recente che riguarda «l’attenzione da parte dell’Antitrust che, relativamente ad alcune aziende di trasformazione, vuole vederci chiaro in merito al rispetto delle regole della contrattazione». A 14 caseifici di 4 regioni tra cui la Sardegna sono state contestate violazioni come l’assenza di contratti scriti, la mancata indicazione detl prezzo o della quantità del latte conferito, la durata dei contratti inferiore a un anno, il ritardo nei pagamenti, l'imposizione a danno degli allevatori di una riduzione unilaterale e retroattiva del prezzo del latte contrattualmente previsto per i mesi di marzo-aprile 2020.
©RIPRODUZIONE RISERVATA
Ma, come spesso accade, a 18 mesi dall’approvazione della legge, il cui articolo 3 fu frutto del lungo confronto tra le parti sui tavoli di Roma, Cagliari e Sassari, il previsto decreto previsto per l’attuazione non è mai stato emanato dal ministero. E Copagri chiede alla Regione e parlamentari sardi di farsi portavoce presso il ministero dell’urgenza di emanare la norma che non lasci sulla carta lo strumento.
«Si tratta di un obbligo stabilito da un regolamento comunitario del 2013 (il 1308-Ocm Unica) – dice Pietro Tandeddu, responsabile nazionale del comparto ovicaprino per l’organizzazione – Da tempo è in vigore il decreto riferito al latte vaccino e, da tempo, in Francia e Spagna anche quelli relativi al latte ovicaprino. Non si comprende il perché di tanta resistenza in Italia all’istituzione del registro telematico per il latte ovicaprino che porterebbe finalmente trasparenza nel mercato, evitando inutili polemiche e consentendo una corretta programmazione supportata da dati reali e non da semplici ipotesi. L’articolo che lo istituisce, all’interno della legge numero 44, ha subito inutili e inspiegabili modifiche ma si sperava nel rispetto dei termini stabiliti per l’emanazione del decreto».
Ignazio Cirronis, presidente di Copagri Sardegna, spiega però che «così non è stato, a testimonianza di una colpevole disattenzione da parte del ministero che pure il 13 ottobre scorso aveva chiamato le organizzazioni a confrontarsi sugli schemi di decreto senza però dar seguito al confronto in sede di Conferenza Stato-Regioni». Copagri chiede quindi «il rispetto degli impegni, un decreto chiaro che renda possibile alle organizzazioni l’accesso ai dati aggregati di livello regionale e nazionale vista la scarsa chiarezza della proposta ministeriale. Chiediamo che la Regione si faccia carico del problema e invitiamo i parlamentari sardi ad adoperarsi per garantire la rapida emanazione del decreto ministeriale opportunamente riformulato garantendo il massimo di chiarezza su quanto avviene nel comparto». Il riferimento è a una notizia recente che riguarda «l’attenzione da parte dell’Antitrust che, relativamente ad alcune aziende di trasformazione, vuole vederci chiaro in merito al rispetto delle regole della contrattazione». A 14 caseifici di 4 regioni tra cui la Sardegna sono state contestate violazioni come l’assenza di contratti scriti, la mancata indicazione detl prezzo o della quantità del latte conferito, la durata dei contratti inferiore a un anno, il ritardo nei pagamenti, l'imposizione a danno degli allevatori di una riduzione unilaterale e retroattiva del prezzo del latte contrattualmente previsto per i mesi di marzo-aprile 2020.
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